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Infortunio in casa: chi paga?

3 Ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 Ottobre 2018



Infortunio domestico della casalinga, del dipendente, del lavoratore a domicilio, in smart working o telelavoro: in quali casi l’Inail risarcisce?

Sei una casalinga e ti sei fatta molto male a causa di un infortunio domestico? Oppure hai un contratto di lavoro a domicilio, o sei dipendente di un’azienda ma svolgi la prestazione in smart working o telelavoro, e ti sei infortunato a casa? Devi sapere che, in queste ipotesi, se le conseguenze dell’infortunio sono gravi, hai diritto di essere risarcito dall’Inail. In particolare, se sei casalingo o casalinga, devi sapere che l’assicurazione Inail, per te, è obbligatoria: hai diritto a un risarcimento, in caso d’infortunio, se la conseguenza è un’inabilità permanente pari o superiore al 27%. Se sei un lavoratore dipendente e presti servizio dalla tua abitazione, l’infortunio è generalmente risarcito (hai diritto a un indennizzo dall’Inail anche per la sola inabilità temporanea), ma deve essere verificata l’occasione di lavoro, ossia deve risultare in qualche modo collegato all’attività lavorativa. Nelle altre ipotesi, l’infortunio in casa è pagato dall’Inps come la malattia, se sei lavoratore dipendente, un collaboratore o un lavoratore autonomo con partita Iva, in possesso di determinati requisiti. Ma procediamo per ordine e facciamo il punto sull’infortunio in casa: chi paga, in quali casi è indennizzato dall’Inail, come è indennizzato.

Infortunio in casa della casalinga

Se sei un casalingo o una casalinga, la legge prevede che tu debba obbligatoriamente assicurarti contro gli infortuni. In particolare, la normativa [1] stabilisce che è obbligato ad assicurarsi contro gli infortuni domestici chi possiede i seguenti requisiti:

  • ha un’età compresa tra i 18 e i 65 anni compiuti;
  • svolge il lavoro per la cura dei componenti della famiglia e della casa;
  • non è legato da vincoli di subordinazione;
  • presta lavoro domestico in modo abituale ed esclusivo.

I luoghi tutelati, cioè i luoghi in cui si è coperti dall’assicurazione casalinghe coincidono con l’abitazione dove risiede la famiglia dell’assicurato e con le relative pertinenze (soffitte, cantine, giardini, balconi). Se l’immobile fa parte di un condominio, si considerano come luoghi tutelati anche le parti comuni (androne, scale terrazzi, etc.).

Rientrano anche tra i luoghi tutelati le residenze temporanee scelte per le vacanze, a condizione che si trovino nel territorio italiano. Non è tutelato, invece, l’infortunio in itinere, cioè durante gli spostamenti.

L’assicurazione tutela dal rischio di infortuni domestici, ma questo non vuol dire che qualsiasi incidente domestico avvenuto nei luoghi tutelati debba essere risarcito; l’Inail, difatti, indennizza i soli casi d’infortunio:

  • verificatosi in occasione di attività finalizzate alla cura della famiglia;
  • per causa violenta o virulenta;
  • che causino al danneggiato un’inabilità permanente superiore al 27% (non è dunque risarcita l’inabilità temporanea, o inferiore alla percentuale del 27%).

Rientrano nella tutela assicurativa anche i seguenti eventi:

  • infortuni dovuti allo svolgimento di attività connesse a interventi di piccola manutenzione, che non richiedono una particolare preparazione tecnica (cosiddetti interventi “fai da te”);
  • infortuni avvenuti per la presenza in casa di animali domestici (cani, gatti, pappagallini, conigli, criceti…), poiché la loro cura rientra tra le incombenze domestiche; non è invece tutelato l’infortunio per la cura di un animale non domestico.

La liquidazione del risarcimento viene effettuata dall’Inail solo se l’assicurato ha pagato il premio, o se è esonerato dal pagamento.

Quanto paga l’Inail per l’infortunio in casa della casalinga?

La rendita Inail spetta soltanto dopo che l’apposita commissione medica dell’istituto verifica, a seguito di guarigione clinica, un’invalidità almeno pari al 27%, causata dall’infortunio domestico della casalinga.

La rendita va da un minimo di 186,18 euro mensili, per invalidità del 27%, sino a 1.292,90 euro mensili per invalidità al 100%.

Infortunio in casa del lavoratore a distanza

Per quanto riguarda i lavoratori a distanza, ossia i lavoratori a domicilio, oppure i dipendenti con contratto di smart working o di telelavoro, questi, alla pari degli altri lavoratori, devono essere obbligatoriamente assicurati contro gli infortuni e le malattie professionali.

In particolare, il lavoratore a distanza ha diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dipendenti da rischi connessi alla prestazione lavorativa resa all’esterno dei locali aziendali: quindi, anche se l’attività lavorativa è svolta in casa, il dipendente è coperto in caso d’infortunio.

La normativa prevede l’invio di un’informativa periodica al lavoratore che svolge la prestazione in casa: in pratica, il datore deve inviare una sorta di check-list sui rischi per la sicurezza, che il dipendente è tenuto a verificare. Al dipendente è richiesta, comunque, la partecipazione attiva nell’adottare le misure di sicurezza: una collaborazione necessaria, in quanto è il lavoratore ad avere il pieno controllo della sede di lavoro.

Se al dipendente capita un infortunio nella propria abitazione (o in un luogo diverso, concordato come sede di lavoro), non si configura un infortunio domestico, indennizzato soltanto, come abbiamo osservato, a chi paga l’assicurazione per le casalinghe, assicurazione che non può essere sottoscritta dai lavoratori, in quanto già coperti dall’Inail. L’infortunio in casa del dipendente a distanza è invece indennizzato come normale infortunio sul luogo di lavoro, se connesso all’attività svolta: ciò che conta, difatti, è l’inerenza del luogo, delle attrezzature eventualmente coinvolte, e delle circostanze dell’incidente, alle mansioni concretamente svolte.

Ad esempio, se il telelavoratore, o lo smart worker, lavorando nella propria abitazione col pc, prende una scossa elettrica, salvo l’ipotesi di rischio elettivo (comportamento contrario al buonsenso), ha diritto ad essere indennizzato dall’Inail, in quanto si tratta di un infortunio occorso nello svolgimento delle proprie mansioni e nell’utilizzo dell’attrezzatura a ciò destinata.

Infortunio domestico del lavoratore a distanza

Se, invece, il dipendente decide di interrompere il lavoro per fare pulizie in casa e, mentre sta lavando le scale, scivola e batte la testa, questo infortunio non può essere indennizzato dall’Inail, ma si configura un infortunio domestico, in quanto il rischio non è connesso alle mansioni svolte.

Queste previsioni rispondono ai criteri di indennizzabilità che l’Inail adotta da sempre, anche se il luogo di lavoro è la sede aziendale: per esempio, se un dipendente si infortuna durante lo svolgimento di un’attività ludica, non connessa alle mansioni, anche se il danno avviene nella sede aziendale e durante l’orario di lavoro, l’Inail non versa alcuna indennità.

Chi paga per l’infortunio domestico?

Nel caso in cui si verifichi un infortunio domestico, non connesso all’attività lavorativa, è l’Inps a pagare: l’ente, in particolare, indennizza l’infortunio non lavorativo come la malattia, sia per i lavoratori dipendenti che, a determinate condizioni, per i collaboratori e per i lavoratori autonomi con partita Iva.

Infortunio durante gli spostamenti del lavoratore a distanza

L’assicurazione Inail copre il lavoratore agile anche per gli infortuni “in itinere”: si tratta degli infortuni che si verificano durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello prescelto per lo svolgimento della prestazione lavorativa all’esterno dei locali aziendali.

Lo spostamento, però, deve essere giustificato da esigenze connesse alla prestazione, o da esigenze derivanti dalla conciliazione della vita lavorativa con quella familiare, purché rispondenti a criteri di ragionevolezza. Le previsioni in caso di infortunio durante lo spostamento dei lavoratori a distanza sono dunque analoghe alle previsioni in merito all’infortunio in itinere per la generalità dei dipendenti, che riconoscono l’indennizzabilità degli incidenti occorsi negli spostamenti casa-lavoro, o tra due luoghi di lavoro, o tra la sede aziendale ed il luogo di consumazione dei pasti.

Quanto paga l’Inail per l’infortunio in casa o in itinere del lavoratore a distanza?

L’infortunio del lavoratore a distanza, intervenuto in casa o durante gli spostamenti connessi all’attività lavorativa, è indennizzato dall’Inail, come abbiamo osservato, se connesso alla prestazione lavorativa svolta.

In particolare, l’Inail paga al lavoratore, a decorrere dal 4° giorno successivo a quello in cui è avvenuto l’infortunio, un’indennità, detta rendita per inabilità temporanea assoluta: l’indennità è dovuta per tutti i giorni, compresi i festivi, e deve essere corrisposta fino a quando dura l’inabilità assoluta (che impedisce totalmente e di fatto all’infortunato di fornire la propria prestazione lavorativa).

I contratti collettivi, poi, dispongono normalmente, a carico del datore di lavoro, l’obbligo di corrispondere un’integrazione della rendita Inail, in modo da garantire al lavoratore il normale trattamento spettante.

Nei primi 3 giorni di assenza, non indennizzati dall’Inail, detti giorni di carenza, il datore di lavoro è obbligato a pagare:

  • l’intera retribuzione per la giornata nella quale è avvenuto l’infortunio;
  • il 60% della retribuzione (salvo condizioni di miglior favore normalmente previste dai contratti collettivi di categoria) per i giorni successivi, fino a quando sussiste la carenza dell’assicurazione, cioè fino al 4° giorno dal verificarsi dell’infortunio.

L’obbligo di pagamento sussiste anche nei casi in cui l’Inail non è tenuto ad erogare alcuna indennità, in quanto la guarigione avviene entro il periodo di carenza.

L’indennità giornaliera per inabilità temporanea a carico dell’Inail è pari al 60% della retribuzione media giornaliera riferita ai 15 giorni precedenti l’infortunio, elevabile al 75%, a decorrere dal 91° giorno anche non continuativo.

Se dall’infortunio deriva un’inabilità permanente, il lavoratore ha il diritto di ricevere dall’Inail la rendita diretta per inabilità permanente e l’indennizzo per danno biologico, al ricorrere di determinate condizioni, oltre ad alcuni trattamenti aggiuntivi. Per approfondire: Infortunio sul lavoro, prestazioni.

note

[1] L. 493/1999.


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