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Fuochi d’artificio: quando è reato?

31 agosto 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 agosto 2018



Cosa dice la legge a proposito dei fuochi d’artificio? Quando la loro detenzione è illegale? Quando gli articoli pirotecnici sono equiparati agli esplosivi?

I fuochi pirotecnici sono una gioia per gli occhi di grandi e piccini: rallegrano le feste più importanti, sia civili che religiose, e, col tempo, sono diventati una vera e propria arte. Tante ditte si sono specializzate non solo nella produzione, ma anche nell’esibizione di spettacoli di fuochi d’artificio: soprattutto d’estate, è possibile assistere a vere e proprie competizioni fatte di magnifici colori che si stagliano su un tappeto di stelle. Eppure, una cosa così bella e festosa come i fuochi d’artificio possono costituire un reato; d’altronde, tutti sanno che alla base di queste esplosioni di luci c’è la polvere da sparo; a volte grandi, quantità di polvere da sparo. Il problema è che i fuochi d’artificio non sono maneggiati solamente da esperti, ma spesso e volentieri anche da ragazzi che se ne procurano grossi quantitativi pur di festeggiare il capodanno, un compleanno o la vittoria dello scudetto della propria squadra del cuore. Ciò detto, se questo argomento ti interessa e vuoi saperne di più, ti consiglio di proseguire nella lettura: vedremo insieme quando i fuochi d’artificio sono reato.

Fuochi d’artificio: cosa sono?

Nell’introduzione a questo articolo abbiamo fornito una rappresentazione abbastanza poetica dei fuochi pirotecnici. Volendo essere più prosaici, dobbiamo dire che i fuochi d’artificio sono un esplosivo vero e proprio, formato da polvere pirica e da altri elementi chimici che, all’atto dell’esplosione, producono effetti luminosi e sonori. Proprio per la loro specificità, i fuochi d’artificio sono oggetto di una specifica disciplina legislativa. Vediamo quale.

Fuochi d’artificio: cosa dice la legge?

Secondo la legge, i fuochi d’artificio costituiscono un particolare articolo pirotecnico destinato allo svago [1]. Per articolo pirotecnico si intende qualsiasi prodotto contenente sostanze esplosive o una miscela esplosiva di sostanze destinate a produrre un effetto calorifico,  luminoso,  sonoro,  gassoso  o  fumogeno  o  una combinazione di tali effetti grazie a particolari reazioni chimiche.

A causa della loro pericolosità, i fuochi d’artificio ritenuti più rischiosi possono essere utilizzati, per i fini previsti dalla legge, solamente dietro concessione di apposita autorizzazione da parte dello Stato. Nello specifico, tale autorizzazione viene rilasciata solamente alle persone che abbiano maturato una specifica conoscenza del settore e che  abbiano  superato  corsi  di formazione, iniziale e periodica, nelle  materie  del  settore  della pirotecnica.

Vendita fuochi d’artificio: quando è reato?

A seconda della classificazione dei fuochi d’artificio (stilata in base alla pericolosità degli stessi), essi possono essere venduti solamente a determinati soggetti, e cioè:

  • a privati che abbiano compiuto i quattordici anni;
  • a privati maggiorenni, dietro esibizione di carta di identità in corso di validità;
  • a privati maggiorenni muniti di nulla osta rilasciato dal questore ovvero di una licenza di porto d’armi;

I fuochi d’artificio ritenuti in assoluto più pericolosi non sono destinati alla libera vendita, in quanto possono essere ceduti dai fabbricanti o dai distributori solamente a  persone  con  conoscenze  specialistiche, cioè a coloro che abbiano ottenuto specifica autorizzazione statale, così come visto sopra.

La vendita di fuochi d’artificio o, comunque, di articoli pirotecnici in violazione delle norme sopra viste è sanzionata penalmente: si va dall’arresto da tre mesi a un anno per la vendita illegittima di fuochi d’artificio di scarsa pericolosità, fino alla reclusione da sei mesi a tre anni e alla multa da 30.000 a 300.000 euro per le vendita illegale di articoli pirotecnici di speciale pericolosità [2].

Fuochi d’artificio: quando è reato possederli?

Vediamo ora quando i fuochi d’artificio sono reato per chi li acquista o, comunque, li possiede. Secondo la legge, chiunque, senza la licenza dell’autorità o senza le prescritte cautele, fabbrica o introduce nello Stato, ovvero tiene in deposito o vende o trasporta materie esplodenti o sostanze destinate alla composizione o alla fabbricazione di esse, è punito con l’arresto fino a diciotto mesi e con l’ammenda fino a 247 euro [3]. Inoltre, chi omette di denunciare all’autorità che egli detiene materie esplodenti di qualsiasi specie, ovvero materie infiammabili, pericolose per la loro qualità o quantità è punito con l’arresto fino a dodici mesi o con l’ammenda fino a 371 euro [4].

Le norme appena citate puniscono con l’arresto chi conserva presso di sé materie esplodenti di qualsiasi specie senza autorizzazione o senza rispettare le dovute cautele, ovvero senza darne avviso alle autorità. Secondo la giurisprudenza, per materie esplodenti si intendono non solo i composti chimici in sé capaci di esplosione, ma anche l’insieme di congegni, involucri e accessori fisicamente collegati a tali composti chimici, necessari e utili al loro impiego [5]. Pertanto, tra le materie esplodenti vanno fatti rientrare senz’altro i fuochi d’artificio.

Orbene, la mera detenzione di materie esplodenti costituisce reato se tale materiale:

  • è acquistato illegalmente, cioè da soggetti ai quali non potrebbe essere venduta (e, in tal caso, scatta anche la responsabilità penale del venditore, come visto nel paragrafo precedente);
  • è acquistato oltre i limiti consentiti dalla licenza di cui si è in possesso;
  • è conservato senza le necessarie cautele (ad esempio, i fuochi sono custoditi accanto a fonti di calore, oppure sono pericolosamente ammassati formandone una grande quantità; ecc.).

Fuochi d’artificio: quando scatta il reato di detenzione di esplosivi?

La legge italiana punisce in maniera decisamente più severa (reclusione da uno a otto anni e multa da tremila a ventimila euro) chi illegalmente detiene a qualsiasi titolo armi o parti di esse, munizioni, esplosivi o aggressivi chimici [6]. La differenza tra questa fattispecie di reato e quella sopra vista è presto detta: mentre la prima riguarda le materie esplodenti che non sono idonee a provocare un effetto micidiale di vasta portata, gli esplosivi di cui al secondo reato sono connotati da una maggiore pericolosità, capace di provocare una rapida e violenta liberazione di energia da cui derivi un effetto distruttivo, tale da poter essere equiparato alle conseguenze cagionate dall’impiego di armi da guerra [7].

Spiegata questa differenza, bisogna dire che, secondo la Corte di Cassazione [8], anche la detenzione di ingenti quantità di fuochi d’artificio può dar luogo al reato di illecita detenzione di esplosivi, qualora sia ragionevole pensare che la conflagrazione degli articoli pirotecnici possa essere equiparata, per portata distruttiva, a quella tipica degli esplosivi intesi in senso stretto.

note

[1] Art. 2, d. lgs. n. 123/2015.

[2] Art. 33, d. lgs. n. 123/2015.

[3] Art. 678 cod. pen.

[4] Art. 679 cod. pen.

[5] Cass., sent. n. 28193 del 03.05.2007.

[6] Art. 2, legge n. 895/1967.

[7] Cass., sent. n. 14667 del 20.09.1990.

[8] Cass., sent. n. 38064 del 20.11.2006.

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