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Come calcolare la retribuzione durante le ferie

31 agosto 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 agosto 2018



I giorni di vacanza vanno segnati in busta paga e pagati a parte rispetto a quelli lavorati? C’è differenza tra un settore e l’altro o tra i vari contratti?

A fare le ferie tutti i lavoratori ci pensano. Ma a come vengono pagate ci hai mai pensato? Come si computa lo stipendio che vedi in busta paga quando sei andato al mare o in montagna o quando hai preso anche un solo giorno per andare al matrimonio di un parente o di un carissimo amico? In altre parole: come calcolare la retribuzione durante le ferie?

Si deve partire dal presupposto che, da un punto di vista retributivo, andare in vacanza o restare a lavorare in ufficio non fa alcuna differenza. Il datore di lavoro, infatti, deve rispettare il suo obbligo economico imposto dalla legge [1] di riconoscerti lo stipendio indipendentemente dal fatto che ci sia stata la prestazione lavorativa (ovviamente l’assenza risponde al sacrosanto diritto alle ferie concordate che ogni lavoratore ha). Un obbligo che riguarda non solo le imprese ma anche i datori di lavoro individuali, come chi assume una colf o una badante. Ad ogni modo, fanno fede gli accordi collettivi, che si tratti del contratto nazionale di categoria che sia quello interno all’azienda, contenenti le voci che definiscono come calcolare la retribuzione durante le ferie.

Ci sono, però, delle differenze tra il calcolo relativo al lavoro a stipendio fisso mensile e quello a paga oraria o a provvigione. Se nel primo caso la busta paga del mese di ferie è pressoché identica a quella del mese in cui hai lavorato, per gli altri due tipi di lavoratori dipendenti occorre fare un calcolo diverso che vedremo tra poco.

Ecco tutto quello che devi sapere su come calcolare la retribuzione durante le ferie e sul tuo diritto ad usufruire dei giorni di riposo che ti spettano.

Ferie retribuite: il diritto dei lavoratori a farle

Tutti i lavoratori dipendenti hanno il diritto a fare le ferie retribuite. Si tratta di un periodo di riposo necessario per recuperare le energie psicofisiche spese durante l’anno e per partecipare alla propria vita familiare e sociale. Come tale viene riconosciuto dalla Costituzione e dalla legge [3]. Se per qualche motivo restano nel cassetto dei giorni di ferie non godute, questi possono essere usufruiti in un momento successivo e solo in caso eccezionali, possono essere retribuiti con un’indennità sostitutiva.

Durata, maturazione, modalità di fruizione e retribuzione delle ferie vengono stabilite dalla legge, mentre il periodo in cui si possono fare è deciso dal datore di lavoro. Ad ogni modo, i dettagli sono contenuti nei contratti collettivi nazionali e negli accordi aziendali.

Ferie: come si calcola la retribuzione

Come dicevamo all’inizio, la premessa fondamentale da fare è che ogni lavoratore ha diritto alla retribuzione normale durante il periodo di ferie. Le voci della retribuzione sono stabilite dai contratti collettivi e dagli accordi aziendali, ma di solito sono quelle che ogni mese si trovano in busta paga. Quindi, e per fare qualche esempio:

  • minimo tabellare;
  • contingenza;
  • superminimo individuale e collettivo;
  • scatti di anzianità;
  • indennità di mensa (se prevista).

Restano fuori dalla retribuzione delle ferie le voci relative a prestazioni o a compensi occasionali.

Per essere ancora più precisi: se il contratto di categoria fa riferimento alla «retribuzione globale di fatto», in busta dovrai trovare tutto ciò che normalmente vedi durante l’anno, comprese le indennità per lavoro notturno o per straordinario continuativo (i cosiddetti straordinari forfettizzati).

Giusto per fare un esempio, il contratto nazionale del terziario Confcommercio riconosce per il periodo di ferie la retribuzione di fatto che comprende:

  • paga base;
  • contingenza;
  • terzi elementi nazionali o provinciali (se esistenti);
  • scatti di anzianità (se maturati);
  • altri elementi concordati durante la contrattazione collettiva e con carattere continuativo.

In questo caso sono esclusi:

  • rimborsi spese;
  • compensi per straordinari;
  • una tantum o premi di produzione.

Questo per quanto riguarda il dipendente con uno stipendio mensile. Se, invece, il lavoratore viene pagato in tutto o in parte a provvigione, il calcolo della retribuzione durante le ferie deve comprendere una quota uguale alla media delle provvigioni percepite dai colleghi di negozio o di reparto. Nel caso in sia l’unico dipendente oppure tutti gli altri colleghi siano in ferie, gli spetterà la media mensile delle provigioni che ha preso negli ultimi 12 mesi o nel minor periodo di servizio. Infine, se mentre si trova in ferie viene sostituito da un dipendente di un altro reparto, gli dovrà essere corrisposta una quota di provvigioni pari a quella che spetta al sostituto.

Per quanto riguarda il lavoratore a ore, per calcolare la retribuzione durante le ferie bisogna moltiplicare il numero di ore di ferie godute per la paga oraria. Le due voci saranno separate in busta paga, cioè troverai sul cedolino la retribuzione relativa alle ore lavorate e quella che riguarda le ore di ferie.

Facciamo anche qui in esempio. Immagina di guadagnare 10 euro all’ora, di avere lavorato 50 ore e di avere fatto 130 ore di ferie. Il modo per calcolare la retribuzione è:

110 ore di ferie x 10 euro/ora = 1.100 euro.

50 ore lavorate x 10 euro/ora = 500 euro.

La retribuzione di quel periodo in cui hai fruito delle ferie sarà, dunque, di 1.600 euro (1.100 + 500).

Ferie retribuite: se faccio più ferie di quelle maturate che succede?

Per capire la modalità di calcolo della retribuzione durante le ferie bisogna partire dal principio secondo cui il numero di giorni di ferie che spetta ad un lavoratore deve essere pari a quelli maturati. Detto questo, la retribuzione deve essere coerente con i giorni di ferie effettivamente maturati e non con quelli goduti. Se le ferie fruite sono di meno rispetto a quelle maturate, come abbiamo già visto devono essere godute in un periodo successivo e, solo in casi eccezionali, possono essere pagate.

Ma che succede se un lavoratore fa più ferie di quelle che ha maturato? Gli decurtano lo stipendio? Sì, questa può essere una possibilità. Può succedere, in base a ciò che dicono gli accordi collettivi, che gli venga riconosciuta la retribuzione mensile meno l’equivalente ai giorni di ferie fatti in più. L’alternativa è che quei giorni in più vengano tolte dal monte ore successivo.

Con gli esempi ci capiamo sempre meglio. L’ipotesi 1 potrebbe prevedere questa soluzione:

  • Retribuzione mensile: 1.000 euro.
  • Giorni lavorativi previsti: 26.
  • Retribuzione giornaliera: 1.000 : 26 = 38,50 euro.
  • Ferie maturate: 23 giorni.
  • Ferie godute: 26 giorni.
  • Paga dei giorni di ferie in più: 38,50 x 3 = 115,50 euro.
  • Retribuzione da pagare: 1.000 – 115,50 = 884,50 euro.

L’altra ipotesi, invece, sarebbe questa:

  • Ferie previste dal contratto: 26 giorni.
  • Ferie godute: 30 giorni.
  • Ferie godute in più: 4 giorni.
  • Ferie previste per l’anno successivo: 22 giorni (26 – 4).

Ferie retribuite: quando vengono pagate?

Normalmente la retribuzione che spetta durante le ferie deve essere pagata, secondo la convenzione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (Oil) prima di fruire del periodo di vacanza. Ma la maggior parte dei contratti collettivi fissano il momento del pagamento insieme allo stipendio del mese in cui il lavoratore è stato assente.

Gli operai edili ricevono la retribuzione delle ferie dall’apposita cassa e non dal datore di lavoro secondo quanto stabilito dagli accordi locali senza distinguere tra ferie godute e non godute.

note

[1] Dlgs. n. 66/2003.

[2] Cass. sent. n. 5408/2003.

[3] Art. 36 co. 3 Costituzione italiana, art. 2109 cod. civ. e art. 10 Dlgs. n. 66/2003.

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