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Mantenimento dei figli maggiorenni: quanto dura?

28 Dicembre 2018 | Autore:
Mantenimento dei figli maggiorenni: quanto dura?

Anche i figli maggiorenni hanno diritto a essere mantenuti dai propri genitori fino a quando non siano completante indipendenti sul piano economico. Non sempre, però, è facile comprendere quando arrivi l’agognata indipendenza. Cercheremo qui di dare risposta alle domande tipiche sull’argomento.

Sei separato da tua moglie da diversi anni; con la sentenza di separazione il giudice ha previsto l’obbligo di corrispondere una somma di denaro a titolo di mantenimento nei confronti dei tuoi figli. Dopo qualche anno uno dei due ha terminato gli studi universitari ed ha trovato un lavoro stabile presso un’azienda. A questo punto ti domandi: quanto dura il mantenimento dei figli maggiorenni?

Prima di affrontare specificamente la questione è bene fare una breve premessa sull’obbligo al mantenimento dei figli.

Il mantenimento dei figli in caso di separazione o divorzio

Il dovere di mantenere, istruire ed educare i figli è stabilito dalla nostra Costituzione. [1] Il codice civile prevede che entrambi i genitori devono adempiere ai loro obblighi nei confronti dei figli (mantenendoli, istruendoli ed educandoli) in proporzione alle sostanze di ognuno e secondo la propria capacità di lavoro professionale e casalingo. [2]

Nel corso del matrimonio non esistono regole rigide per il mantenimento dei figli, ma le cose cambiano una volta che i coniugi decidono di separarsi: in tal caso, infatti, spetta al giudice adottare tutti quei provvedimenti ritenuti necessari per soddisfare gli interessi morali e materiali dei figli.

Il giudice, avendo come obiettivo principale quello del preminente interesse del minore, deve far sì che questi non subisca troppo gli effetti della separazione e del divorzio: il mantenimento serve quindi a garantire che i figli possano mantenere immodificate le loro abitudini e lo stile di vita precedente la separazione dei genitori.

In caso di figli minori esso spetta al genitore collocatario (cioè il genitore con cui i figli stanno per la maggior parte del tempo e presso il quale viene fissata la residenza anagrafica), mentre in caso di figli maggiorenni spetta a quello convivente.Al riguardo la Corte di Cassazione ha affermato che il versamento diretto al maggiorenne può essere effettuato solo nel caso in cui quest’ultimo ne faccia specifica richiesta. [3]

L’importo del mantenimento può essere stabilito dal giudice, ma può anche costituire oggetto di accordo tra i coniugi stessi.

Per stabilire l’importo del mantenimento il giudice deve tenere conto di diversi parametri: innanzitutto bisogna prendere in considerazione i bisogni dei figli ed il tenore di vita goduto da costoro nel corso del matrimonio o della convivenza dei genitori, bisogna poi considerare le risorse economiche di ciascun coniuge, i compiti di cura ed aiuto domestico, il tempo trascorso con i figli.

Solitamente la forma con cui si provvede al mantenimento è l’assegno, ma è possibile utilizzare anche altri modi, ad esempio costituendo un trust (ossia un istituto giuridico che consente di creare un fondo in cui ricadono beni da destinare ai figli), oppure pagando una somma di denaro una tantum (versando cioè in favore del figlio maggiorenne un importo di denaro in un’unica soluzione piuttosto che l’assegno di mantenimento periodico).

La somma stabilita a titolo di mantenimento dal giudice è sempre modificabile nel caso in cui vi siano mutamenti positivi o negativi delle condizioni economiche delle parti (si pensi ad esempio all’ipotesi in cui il coniuge che deve versare il mantenimento perda il lavoro; in tal caso la somma può essere diminuita tenendo conto delle ristrettezze economiche sopravvenute).

Il mantenimento dei figli maggiorenni

Il nostro sistema prevede che l’obbligo al mantenimento dei figli perduri oltre la maggiore età qualora costoro non siano in grado di provvedere in modo autonomo alle proprie esigenze di vita, né si siano ancora svincolati dall’habitat domestico.

Prefissare un termine di durata dell’obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni non è pertanto possibile.

In generale, l’obbligo cessa quando il figlio raggiunge l’indipendenza economica o costruisce una nuova famiglia autosufficiente.

L’obbligo termina anche quando, pur essendo stato messo nella condizione di farlo, il maggiorenne non ha saputo o non ha voluto – per sua scelta o per sua colpa (per es. trascuratezza) – raggiungere l’autonomia economica dai genitori. La Corte di Cassazione ha chiarito al riguardo che l’obbligo dei genitori di concorrere al mantenimento dei figli maggiorenni cessa a seguito del raggiungimento, da parte di quest’ultimi, di una condizione di indipendenza economica che si verifica con la percezione di un reddito corrispondente alla professionalità acquisita ovvero quando il figlio, divenuto maggiorenne, è stato posto nelle concrete condizioni per poter essere economicamente autosufficiente, senza averne però tratto utile profitto per sua colpa o per sua scelta. [4]

Il giudice, nel disporre l’assegno di mantenimento, deve valutare la diligenza del figlio nella ricerca di un’occupazione al termine degli studi [5]. Pertanto il tribunale può estinguere il diritto alla corresponsione dell’assegno qualora la condizione di non autosufficienza economica del giovane sia dipesa da una sua inerzia o rifiuto ingiustificato. La Corte di Cassazione ha affermato che è possibile revocare l’assegno di mantenimento nei casi in cui, posto nelle condizioni di ottenere l’indipendenza economica, il figlio maggiorenne abbia opposto rifiuto ingiustificato alle opportunità di lavoro offerte oppure abbia dimostrato colpevole inerzia prorogando il percorso di studi senza alcun rendimento. [6]

Che succede in caso di separazione tra i coniugi

Al raggiungimento della maggiore età del figlio, il coniuge onerato del mantenimento (in caso di separazione tra i coniugi) non può autonomamente provvedere ad autoridursi o eliminare del tutto il contributo che versa al figlio; al contrario, egli deve instaurare un giudizio davanti al giudice, volto ad ottenere la modifica delle condizioni di separazione o divorzio [7].

Infatti il solo raggiungimento della maggiore età del figlio o la sua acquisita autosufficienza economica non liberano, in automatico, il genitore onerato dal versargli il mantenimento; perché ciò avvenga è necessario un provvedimento del giudice. [8]

L’assegno di mantenimento non è più dovuto qualora il figlio maggiorenne abbia iniziato con carattere di stabilità un’attività lavorativa conforme alla professionalità acquisita [9].

Quando si raggiunge l’indipendenza economica?

Secondo l’orientamento più recente, affinché venga meno l’obbligo dei genitori di mantenere il figlio, non è sufficiente che questi abbia trovato un impiego stabile, ma è necessario che tale impiego sia adeguato alle sue attitudini e aspirazioni. La Corte di Cassazione sostiene già da tempo che, affinché venga meno l’obbligo al mantenimento, l’indipendenza economica del figlio può considerarsi raggiunta in presenza di un impiego che sia in grado di consentirgli un reddito corrispondente alla sua professionalità e un’appropriata collocazione nel contesto economico-sociale di riferimento, adeguata alle sue attitudini ed aspirazioni. [10]

In alcuni casi, i giudici hanno ritenuto che non è sufficiente a esonerare il genitore dall’obbligo di mantenimento l’offerta di una qualsiasi occasione di lavoro eventualmente rifiutata dal figlio; solo il rifiuto – privo di una valida giustificazione – di una offerta del tutto idonea rispetto alle concrete e ragionevoli aspettative del giovane esonera il genitore dall’obbligo di mantenimento. [11]

Con una recente pronuncia il Tribunale di Modena ha affermato che con il superamento di una certa età il figlio maggiorenne, anche se non indipendente, raggiunge comunque una sua dimensione di vita autonoma che lo rende meritevole dei diritti di assistenza familiare che la legge stabilisce in favore della persona che si trova in stato di bisogno (i cosiddetti alimenti), ma non più del diritto al mantenimento. [12]

Quanto all’onere della prova, spetta al genitore dimostrare, davanti al giudice, l’avvenuto raggiungimento dell’indipendenza economica del figlio (percependo un reddito corrispondente alla professionalità acquisita in relazione alle normali condizioni di mercato) oppure che egli si sottrae volontariamente allo svolgimento di un’attività lavorativa adeguata [13].

Se il figlio perde la propria indipendenza economica ha nuovamente diritto di essere mantenuto dai genitori?

Se il figlio ha trovato un impiego stabile che lo ha reso economicamente autosufficiente, ma poi lo perde, non risorge l’obbligo di mantenimento per i genitori; l’obbligo infatti si è estinto definitivamente con il raggiungimento dell’indipendenza economica del figlio.

Il figlio disoccupato non può quindi reclamare l’assegno di mantenimento; ma, se ne ricorrono i presupposti, può chiedere la corresponsione degli alimenti. L’obbligo alimentare è diverso da quello di mantenimento, in quanto può ricorrere in capo al genitore anche quando sia cessato il secondo. Occorre, però, che vi sia un vero stato di bisogno del figlio che obbliga i genitori a fornirgli quanto necessario per vivere. [14]

L’obbligo di mantenimento cessa quando il figlio si sposa?

La Corte di Cassazione ha affermato che la cessazione dell’obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni non autosufficienti deve essere fondata su un accertamento di fatto che prenda in considerazione una serie diversa di parametri, che abbia riguardo all’età, all’effettivo conseguimento di un livello di competenza professionale e tecnica, all’impegno rivolto verso la ricerca di un’occupazione lavorativa nonché, in particolare, alla complessiva condotta personale tenuta, dal raggiungimento della maggiore età, da parte dell’avente diritto. [15]

L’obbligo di mantenimento cessa comunque quando il figlio maggiorenne contrae matrimonio e crea un nuovo nucleo familiare, salvo persista lo stato di bisogno e la necessità di mezzi di sostegno per vivere. La Corte di Cassazione ha ritenuto che fosse comunque sussistente l’obbligo al mantenimento nei confronti della figlia maggiorenne nonostante si fosse sposata, poiché sia lei che il neo marito erano ancora studenti, privi di autonomia economica e ancora conviventi con i genitori [16].

Chi è legittimato ad agire per ottenere l’assegno di mantenimento?

Nell’ipotesi in cui sussistano i presupposti per l’assegno di mantenimento, ma il genitore obbligato non vi provveda, possono agire in giudizio il figlio maggiorenne o l’altro genitore.

Se il figlio non convive più con il genitore, è lui l’unico creditore dell’assegno, e quindi l’unico legittimato ad agire per ottenerlo. [17].

Se, invece, il figlio non ha abbandonato la casa familiare e convive con il genitore affidatario, il quale continua a provvedere direttamente ed integralmente al suo mantenimento, sono ugualmente legittimati sia il figlio che il genitore [18].

In ogni caso, il giudice può prevedere che il genitore onerato del mantenimento versi direttamente l’assegno al figlio e non all’ex che convive con questo.


note

[1] Art. 30 Cost.

[2] Art. 316 bis cod. civ.

[3] Cassazione civile, sez. I, ordinanza n. 18008 del 09.07.2018. 

[4] Cassazione civile, sez. VI, ordinanza n.7168 del 12 aprile 2016.

[5] Cassazione civile, sent. n. 7970 del 2013.

[6] Cassazione civile, sent. n. 1585 del 2014.

[7] Trib. Modena, sent. del 23.02.2011.

[8] Trib Modena, sent. del 27 gennaio 2011.

[9] Cassazione civile, sent. n. 4765/2002.

[10] Cassazione civile, sent. n. 1773/2012.

[11]  Cassazione civile, sent. n. 14123/2011.

[12] Tribunale di Modena, sez. II, sent. del 01.02.2018.

[13] Cassazione civile, sez. I, sent. n.1830 del 26.01.2011.

[14] Corte d’Appello di Catania, decreto del 26 novembre 2014.

[15] Cassazione civile, sez. VI, sent. n. 5088 del 05.03.2018

[16] Cassazione civile, sent. n. 1830 del 26 gennaio 2011.

[17] Tribunale di Torino, sez. VII civ., decreto 11 aprile 2016 .

[18] Cassazione civ, sent. n. 1805 del 2014.


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45 Commenti

  1. Gentile dott.sa Maria Monteleone,

    mi permetta di esprimere la mia antica convinzione: le sentenze, neppure quelle Cassazione, sono fonti del diritto nel Civil Law, lo sono nella pratica forense, in genere subalterna e prona al cd. «formante giurisprudenziale», ma la pratica forense, compresa la pratica forense dei magistrati, è cieca senza la dottrina.

    Non vedo nel suo post né una norma del codice civile né una qualche opinione di una qualche dottrina, ma rispetto la sua scelta pur non condividendola.

    Lei conclude: «In ogni caso, il giudice può prevedere che il genitore onerato del mantenimento versi direttamente l’assegno al figlio e non all’ex che convive con questo».

    Veda, anche se il giudice ciò non prevedesse, è diritto del genitore onerato del mantenimento versare l’assegno al figlio maggiorenne in maniera diretta, con modalità magari concordate con il figlio: il conseguimento della maggiore età del figlio legittima proprio quel diritto del genitore, che a me sembra sia un diritto potestativo.

    Mi sarebbe gradita una sua personale risposta.

    Distinti saluti.

    dchb@libero.it

  2. Certe porcate esistono solo in questo paese .. Dove vengono tutelati gli sfaticati nullafacenti che si adagiano a vivere sulle spalle di un povero genitore che dopo tanti sacrifici si ritrova obbligato a mantenere un figlio incoscente e opportunista che nn ha voglia di lavorare … Vergognatevi …….

    !!!!

  3. gentile dott.sa
    Maria Monteleone.
    colgo l’occasione per dirle che il suo articolo mi e stato di grande aiuto e le porgo i miei complimenti

    si e vero ma e anche vero che ci sono genitori con molti soldi che non aiutano figli in difficoltà
    per e approfittano della loro ignoranza

  4. Sono divorziato da anni, la mia ex moglie è benestante. per mio figlio maggiorenne che mantengo nonostante non pensi al proprio avvenire. è nullatenete, non vuole completare gli studi universitarì etc… cosa posso fare?

  5. In conclusione, il genitore deve mantenere il figlio fino alla sua indipendenza economica, che oggi non avviene prima dei 30 anni, mentre ieri a 16 anni si andava a lavorare. Lo stato invece smette di darti le detrazioni al compimento dei 18 anni e l’assegno famigliare se tuo figlio percepisce più di 2840 euro lordi. Poi dicono che non si fanno figli…uno stato corretto, dovrebbe utilizzare dei quozienti che determino l’ammontare IRPEF sulla base del reddito complessivo diviso il numero dei famigliari fiscalemte a carico.

  6. in questo paese chiamato “i”talia, tutti i papà separati che vivono le molteplici difficoltà, legati all’affidamento dei figli e al mantenimento medesimo, non dovrebbero minimamente presentarsi a votare. Lo “s”tato non considera le situazioni di disagio dei padri…? I papà separati non hanno ne governo ne “s”tato!

  7. E’ bizzarro che, in un momento di crisi economica generale, dove vacillano anche i bancari con il loro mito del “posto fisso in banca”, ci siano Giudici che condannino un genitore al mantenimento fino al pieno raggiungimento dell’indipendenza economica……non solo, è assurdo poi, che il figlio poosa rinunciare se il lavoro offerto non risponda alle sue inclinazioni. Io ho iniziato a lavorare a 19 anni, dopo il diploma di ragioniere, consegnando giornali di notte,…ed ero contento perchè potevo aiutare in famiglia…Forse Fra esagera con i termini, ma queste cose possono succedere solo in Italia

  8. Mi sembra più bizzarro e assurdo che le persone mettano al mondo figli giusto per procreare, come per avere compagnia alla pari di un animaletto domestico, per poi tornare a volersi sentire dei 15enni senza impegni e liberarsene appena compiuta la maggiore età. Un figlio è un impegno a vita, nessuno viene al mondo per lavorare ma lavora se gli è necessario. Così uno sceicco non manderà sua figlia/figlio a lavorare perchè non ne ha il bisogno e non è assolutamente da considerarsi una cosa lavorevole lavorare, il lavoro non nobilita l’uomo, semplicemente ha da lavorare chi ne ha bisogno per le proprie personali necessità. Così se non siete nelle possibilità di mantenere un figlio e rendergli una vita dgena di essere vissuta, semplicemente non mettetelo al mondo, non è un animale da compagnia e soprattutto il lavoro non è un obbligo. Lavorerà appunto se vorrà mettere al mondo un figlio e mantenerlo, allora sì sarà compito suo provvedere. La vera ignoranza è di chi non comprende questo, non dei figli che non lavorano.

  9. Gentile dottoressa, sono un 55enne vedovo che lavora per portare uno (1) stipendio a casa, ho due figli che sono benestanti avendo ricevuto un’eredita dal nonno. Uno dei figli 19renne è strafottente e non solo… non fa nulla dentro casa, questo mi costringe (quando trono dal lavoro) a pulire la cucina che lui sporca, camera ecc…Ho parlato con lui 1000 volte con toni buoni e non…Ripeto io in banca non ho nulla lui parecchi soldi: posso mandarlo fuori di casa ? Oppure devo continuare a subire ???

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      Lo stesso risultato si può raggiungere cliccando sulla scritta, posta sopra ogni articolo, “Richiedi consulenza su questo argomento”.

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  10. Non sono assulutamente daccordo la legge e completamente da rifare non esiste proprio che un genitore deve mantenere il figlio fino a quando non trova un lavoro stabile ma dove vivono questi giudici nel mondo dei sogni che lavoro non ce’ ne piu solo disoccupati devono mettere un limite di eta’ il genitore no puo mantenere un figlio per sempre Vergognatevi

  11. Ho due figli, se così si possono definire, avuti dal precedente matrimonio, di cui non so nulla; l’unico rapporto che ho con loro è l’assegno di mantenimento che ogni mese faccio pervenire alla loro madre da banca a banca. Per vie traverse, recentemente, sono venuto a conoscenza che una si è laureata nel 2013, a 25 anni quindi con ben 4 anni di ritardo, l’altro da due anni è iscritto all’università. Di ufficiale non so nulla, perchè come ormai è consuetudine per un padre italiano non ho nessun diritto se non quello di pagare gli alimenti e sottostare alle angherie dell’ex coniuge (grazie ai tribunali italiani). Purtroppo devo subire perchè dipendente da lavoro statale. Ma io mi chiedo una cosa: se dovessi morire lo stato italiano a questi due ragazzi gli passerebbe il mantenimento sino a quando non si renderebbero economicamente autonomi o troverebbero un posto di lavoro che soddisfi le loro aspettative? Questa pacchia esiste solo in italia…VERGOGNA

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  12. è uno schifo togliere la dignità di padre e uomo io come molti ho cominciato a lavorare a 17 anni non avrei mai denunciato mio padre e preteso che lui mi mantenesse adesso lo SCHIFO SCHIFO DI FIGLI che ci sono fanno questo e moto peggio per convenienza e sopratutto le donne che sono sempre le SANTE lo permettono vergognatevi voi i giudici e la giustizia che non esiste in questo paese si parla solo dei diritti dei figli e i doveri????

  13. Bene vedo che da noi e’ ancora peggio. Vivo all ‘ estero da molti anni in Norvegia e qui’ per lo meno dicono fino a quando il ‘giovane’ ha finito la scuola cioe’ + o – i 21 anni e dopo si e’ liberi di finalmente permettersi qualcosa in + dopo 20 anni di mantenimento per figli dove uno non ha come padre e uomo nemmeno il diritto di crescerli e vederli crescere quotidianamente…Meglio non farli i figli per noi uomini. Che si li faccia da sola la donna i figli se deve essere cosi’.

  14. Buongiorno, ho una domanda da porVi…la mia attuale compagna ha due figlie: una maggiorenne da pochi mesi e l’altra minore. Il Giudice al momento della separazione ha stabilito che il suo ex deve versare un assegno di mantenimento per entrambe di 750€ al mese. Il problema e che l’ex vuole scindere le due cose nel tipo che vuole aprire un libretto alla maggiorenne e versare la sua metà €375 e l’altra parte di pari importo alla mamma. Lo può fare? Altra cosa da quei soldi €750 può scalare dei soldi alla sua ex in caso di vestiario alle sue figlie?

  15. Buongiorno, io ho una situazione complessa da 10 anni, 2 figli di cui 1 maggiorenne di 21 anni e 1 figlio di 17, separazione giudiziale durata 5 anni, con affidatari entrambi i genitori, ma la COLLOCAZIONE DEI FIGLI ALLORA MINORI PRESSO IL PADRE, con obbligo di assegno di mantenimento da parte mia!!!! premesso che mi viene tolto direttamente dallo stipendio,ora da 2 anni in fase di divorzio ancora giudiziale per ancora le stesse calunnie da parte del mio ex, ora mi trovo, per LA LEGGE ITALIANA e lo sottolineo in GRANDE, con il padre se si può chiamarlo così… ha abbandonato la casa dove viveva con i nostri figli(casa materna ereditata), dovrei scrivere per una giornata intera di quello che mi ha fatto passare questi 10 anni, non è questa la sede comunque.
    ORA MI CHIEDO:
    Data la situazione, figlio ancora minorenne, figlia maggiorenne come si fà a lasciarli a loro stessi giustificando la sua partenza con vado via di casa altrimenti MI IMPICCO!!?? Premetto che ne sono venuta a conoscenza solo da 2 giorni e non di certo da parte dei miei figli, visto che non avevamo più rapporti da mesi e questo grazie alle calunnie da parte di suo padre nei miei confronti…venduto auto e riferiscono dopo il mio accorrere da loro per vedere se stessero bene e verificare il loro stato psicologico dopo aver appreso la notizia.
    MA LA LEGGE IN QUESTO CASO??
    POSSIBILE CHE QUEST’UOMO POSSA ANCORA DANNEGGIARLI O MEGLIO ABBANDONARLI COSI’ A SE STESSI DANDO RESPONSABILITA’ TOTALE ALLA FIGLIA MAGGIORE??
    CHIEDO CORTESEMENTE A CHIUNQUE SE DEVO SUBIRE ANCHE QUESTO
    E MI CHIEDO COME POSSO AGIRE SENZA FERIRE ULTERIORMENTE I MIEI ADORATI FIGLI
    UNA MADRE DISPERATA.

  16. Quanti commenti orribili da genitori maschi che leggo. Avete fatto i figli? Bene, dovete mantenerli! Sono sangue del vostro sangue, Cristo! Dovevate pensarci prima di lasciare il vostro seme a destra e a manca! Oggi, in un periodo di crisi come questo, dove anche se si è laureati non si trova un lavoro decente per costruirsi una famiglia seria (non come la vostra, che fatti i figli ve ne lavate le mani) l’apporto economico da ambedue i genitori è FONDAMENTALE. Siete solo delle persone orribili ed è giusto che i vostri figli ci denuncino. Che possiate avere una vita piena di rimpianti.

  17. Probabilmente quando sarete vecchi, stanchi e soli ripenserete ai vostri figli, a quello che hanno passato senza avere un padre…e allora si che sarà troppo tardi. La nostra vita dura un battito di ciglia, e solo facendo la cosa giusta, dando amore, dando affetto verrete ricordati e qualcuno si degnerà di venire a posare un fiore sulla vostra tomba. Se si arriva a mettere di mezzo il giudice per questioni economiche, vuol dire che avete sbagliato qualcosa. Non avete dato nulla, neanche un minimo segno di affetto. Se non potete permettervi di mantenere i vostri figli, ma gli potete dare amore, vedrete che non si sognerebbero mai di denunciarvi. Avete fatto dei sbagli nella vostra vita? Odiate la vostra ex? Bene, ma i vostri figli non devono rimetterci per i vostri errori! Si meritano tutto il sostegno e l’amore che potete dare. Pensate a quando avete sentito per la prima volta il battito del loro cuore quando erano ancora dentro la pancia della mamma… se quel cuore batteva, batteva anche per voi.

  18. @figlia : carissima di orrendo c’e’ solo una miriade di leggi che puniscono il genitore maschio (padre) svilendolo in tutto e rendendolo un semplice e puro bancomat . Inoltre vorrei farti notare che la vita e’ un dono di cui i figli dovrebbero essere grati ai genitori e non viceversa , per il genitore c’e’ la gioia di aver regalato la vita al proprio figliolo/a e c’e’ tutto l’amore di questo mondo per il figlio/a che viene ad essere generato ma quest’ultimo (il figlio/a) dovrebbe poi non comportarsi semplicemente da sanguisuga. Io mi sono separato da 18 anni ho allevato mio figlio non facendogli mancare nulla gli ho offerto una volta maggiorenne e una volta che ha rinunciato all’università e a scuole alternative , gli ho offerto e procurato 4 opportunità di lavoro tutte diverse tra loro e tutte non gli andavano bene … risultato oggi mi fa causa per il mantenimento spalleggiato dalla madre altrettanto sanguisuga e in questo stato Italiano dove tutto funziona al contrario magari saro’ anche condannato a corrispondergli il mantenimento e in piu’ mi becco anche una denuncia penale … ASSURDO . Come assurda e’ la legge per la quale io padre devo dimostrare che mio figlio e’ autosufficiente e devo citarlo in giudizio per cambiare i patti . E tu mi parli di pensare a quando saro’ vecchio ??? Meglio solo che con questi tipi di figli . Una volta c’era il rispetto e l’amore per il genitore oltre che la riconoscenza per essere stato messo al mondo , oggi c’e’ la pretesa che poichè il genitore ha “la colpa di averti generato” allora vita natural durante deve espiare il peccato e quale modo migliore di farsi pagare a vita ??? cosi’ il genitore lavora e fa sacrifici e il caro figliolo/a bivacca e sperpera vita natural durante . Ma che bei figli e mogli e che grandi leggi che abbiamo in Italia , DEGNE DEL 4° MONDO , no anzi li’ vivono meglio ! Rifletti e pensa a vivere con le tue forze e a donare amore invece di pretenderlo solo

  19. Gentile dottoressa, ho questo problema. Ho due figlie, la prima 33 enne nata da una convivenza, la seconda 21 enne dal matrimonio con un altra donna. Due anni fa, data le piccole dimensioni dell’abitazione nella quale ho vissuto dopo la separazione e formato la’attuale famiglia, ( dopo essere uscito devastato economicamente dalla separazione con la convivente di cui sopra) si rendeva necessario trovare una soluzione alla mancanza di spazio di cui accennavo, che stava rendendo difficile le relazioni tra i membri della famiglia. Invece di cambiare casa, alla quale io e mia moglie siamo affezionati, abbiamo deciso di acquistarne, non lontano dalla nostra abitazione, un piccolo monolocale alla figlia avuta dal nostro matrimonio, intestandola direttamente a lei, con l’impegno di restituzione ( non riportato sul rogito) dove compare che il sottoscritto ha anticipato il fondi, che comunque provengono dal conto corrente cointestato da sempre con mia moglie.
    La mia prima figlia di recente, tramite avvocato, contesta questa azione come una donazione che la priverebbe dei certi suoi diritti ( peraltro soddisfatti moralmente trent’anni prima seppure a favore della madre, in quanto lei era neonata)
    Cinque mesi dopo la ragazza ha trovato lavoro e ha cominciato a restituire l’anticipo bimestralmente tramite assegni, per cui non intravedo problemi se non seccature legali che si possono immaginare.
    Ma mi chiedo. se io volessi, per motivi lunghi da spiegare, acquistare una bene a d una figlia, sapendo di averlo fatto anche per un’ altra seppure non in maniera dimostrabile nella sua realtà effettiva, ma reale per la mia coscienza (casa acquistata solo col mio denaro, cointestata alla convivente al momento del rogito e liquidata con la metà del valore iniziale otto anni dopo l’acquisto, in un periodo di alta inflazione, dall”81, all’88, accettando questo solo per evitare ulteriori traumi alla bambina).
    A prescindere dalla restituzione dell’anticipo che dovrebbe spegnere qualunque pretesa, mi chiedo: ma una persona in vita non può disporre del suo patrimonio come crede? Al di la del mio gesto che io so essere giustificato moralmente dalla mia coscienza per i motivi che ho spiegato, è possibile che la legge italiana impedisca a chi è ancora in vita di disporre dei propri beni come meglio ritiene più oportuno e comunque con azioni lecite (non li ho giocati ai videopoker o in fuoriserie) senza rischiare queste vengano contestate da un figlio, come in questo caso? Ripeto, anche se non ci fosse l’impegno alla restituzione, nè una donazione formale come infatti è, una persona, avendo dei figli, deve chiedersi sempre se può o non può spendere il proprio denaro come crede, col pericolo che un futuro erede possa contestaglielo primaa che sia morto, e impugnare questa “azione” come LESIVA DI SUOI (EVENTUALI ) FUTURI DIRITTI?
    La ringrazio se volesse darmi un’indicazione in merito, perchè immagiino, col mio solito candore che se un avvocato chiede giustizia con quelle premesse immagino che possa immaginare di poterla avere, anche sa a me sembra ridicolo che io non possa decidere della mia vita e dei miei soldi ( e di mia moglie) come mi piace.
    Gradirei una sua opinione se possibile,.
    Grazie e Cordiali saluti,.
    Vito Iaia

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