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Sequestro del sito internet

29 Set 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 Set 2018



Cosa sono le misure cautelari? Cos’è il sequestro? Quando si può oscurare un sito internet? Quando viene sequestrato l’intero sito e quando soltanto una pagina?

Sicuramente saprai cos’è un sequestro: seppur tu non ne abbia subito mai uno, di certo ne avrai sentito parlare in televisione o leggendo i giornali. Il sequestro si impone all’attenzione della gente per la carica negativa che in genere l’accompagna: in altre parole, quando si parla di sequestro c’è sempre qualcosa che non va. Il sequestro è conosciuto tanto in ambito civile quanto in quello penale: nel primo caso, si tratta di uno strumento nelle mani del creditore, il quale vuole impedire che il debitore si possa rendere definitivamente incapiente; nel secondo, invece, il sequestro assume sfumature delittuose, oltre che economiche. Devi sapere che il procedimento penale è un lungo percorso che comincia nel momento in cui all’autorità competente (cioè, la procura della Repubblica) giunge la notizia di reato e termina con la sentenza (di assoluzione o di condanna) definitiva. In mezzo ci sono una serie molto lunga di vicende; elencarle tutte sarebbe impossibile, per questo possiamo riferirci, solo per esempio, all’informazione di garanzia, alla richiesta di archiviazione, all’udienza preliminare, al dibattimento, ecc. Poiché il processo penale è molto lungo, la legge prevede alcune misure che l’autorità giudiziaria può utilizzare per evitare che l’imputato, nelle more del procedimento, possa sottrarsi alla giustizia oppure commettere altri fatti criminosi. Si tratta delle misure cautelari, strumenti conosciuti anche nel processo civile e amministrativo (anche se in diverse forme, ovviamente). Le misure cautelari sono personali, quando incidono sulla libertà dell’individuo cui si rivolgono, o reali, quando colpiscono i beni di un soggetto: tra queste ultime rientra proprio il sequestro. Non deve stupirti il fatto che oggetto di sequestro possa essere anche una pagina o un sito internet: in effetti, non è una novità che oggi molti reati vengano commessi attraverso la rete. Prendiamo il caso che, un bel giorno, tu scopra di essere stato diffamato pesantemente sul profilo social di una persona oppure sul blog di quello che credevi essere un tuo amico. Come procedere in questi casi? Ebbene, il sequestro interviene proprio in ipotesi del genere: per evitare che l’offesa a te arrecata possa protrarsi, l’autorità può disporre il sequestro (che si traduce nell’oscuramento) della pagina web o dell’intero sito. Approfondiamo questo tema e cerchiamo di capire cos’è e quando avviene il sequestro del sito internet.

Misure cautelari: cosa sono?

Prima di vedere il sequestro del sito internet, occorre necessariamente spiegare cosa siano il sequestro e, più in generale, le misure cautelari. Le misure cautelari, come anticipato nell’introduzione, servono ad impedire che le lungaggini processuali possano vanificare il processo. Facciamo un esempio. Un marito maltratta la moglie, giungendo perfino a picchiarla. La donna sporge denuncia ma, prima che la macchina giudiziaria si metta in moto, passerà del tempo. Per evitare che la vittima continui a subire i soprusi denunciati durante il tempo necessario affinché il procedimento si incardini, è possibile che il giudice decida di emettere un’ordinanza con la quale imponga al marito violento di allontanarsi dalla moglie: ecco allora che soccorre la misura cautelare personale dell’allontanamento dalla casa familiare [1].

Un altro esempio: la polizia, dopo lunghe indagini, fa irruzione nell’abitazione di Tizio, indagato per atti di violenza e minacce, rinvenendo numerose armi da fuoco e munizioni. Per evitare che, in futuro, queste possano essere utilizzate per compiere attività criminali, vengono sottoposte a sequestro preventivo.

Misure cautelari: quali sono?

Abbiamo spiegato cosa sono le misure cautelari e a cosa servono. Vediamo ora quali sono le misure cautelari previste dalla legge. La prima grande ripartizione che può essere fatta è quella tra misure cautelari personali e misure cautelari reali: le prime si applicano alle persone, mentre le seconde agli oggetti. Esempio: la misura cautelare (sopra vista) dell’allontanamento dalla casa familiare impedisce a una persona di far rientro a casa; il sequestro di una cosa (ad esempio, una pistola), invece, riguarda un oggetto.

Le misure cautelari reali sono: il sequestro conservativo e il sequestro preventivo. Entrambe hanno ad oggetto un bene e non una persona. Analizziamole brevemente.

Sequestro conservativo: cos’è?

Il sequestro conservativo ha una finalità prevalentemente economica: infatti, il suo scopo è quello di sottrarre all’imputato la disponibilità di beni mobili o immobili in vista del pagamento della pena pecuniaria, delle spese del procedimento oppure del risarcimento dovuto alla persona offesa [2]. Il sequestro conservativo può essere richiesto sia dal pubblico ministero che dalla parte civile interessata al risarcimento del danno; a disporlo è il giudice con ordinanza, avverso la quale è possibile ricorrere al tribunale in sede di riesame [3].

Sequestro preventivo: cos’è?

Per quanto riguarda il sequestro preventivo, invece, la legge dice che, quando c’è pericolo che la libera disponibilità di una cosa pertinente al reato possa aggravare o protrarre le conseguenze dello stesso ovvero agevolare la commissione di altri reati, a richiesta del pubblico ministero il giudice ne dispone il sequestro con decreto. Il giudice può altresì disporre il sequestro delle cose di cui è consentita la confisca.

Nel corso delle indagini preliminari, quando non è possibile, per la situazione di urgenza, attendere il provvedimento del giudice, il sequestro è disposto con decreto motivato direttamente dal pubblico ministero. Negli stessi casi, prima dell’intervento del pubblico ministero, al sequestro procedono ufficiali di polizia giudiziaria, i quali, nelle quarantotto ore successive, trasmettono il verbale al pubblico ministero del luogo in cui il sequestro è stato eseguito. Questi, se non dispone la restituzione delle cose sequestrate, richiede al giudice la convalida entro quarantotto ore dal sequestro, se disposto dallo stesso pubblico ministero, o dalla ricezione del verbale, se il sequestro è stato eseguito di iniziativa dalla polizia giudiziaria.

Il sequestro perde efficacia se non sono osservati i termini sopra indicati ovvero se il giudice non emette l’ordinanza di convalida entro dieci giorni dalla ricezione della richiesta [4].

Sequestro sito internet: cos’è?

Quanto è stato detto finora è utile per comprendere cos’è il sequestro del sito internet. Si tratta della misura cautelare disposta dall’autorità giudiziaria ogni volta che un reato sia commesso attraverso internet: si pensi ad una pagina che ospiti contenuti diffamatori o, peggio ancora, pedopornografici. In ipotesi come queste, il sequestro del sito internet serve ad evitare che le conseguenze del reato si protraggano nel tempo.

Il sequestro preventivo può avere ad oggetto l’intero sito internet oppure una sola pagina: la scelta deve essere fatta nel senso della minor invasività possibile della misura cautelare. In altre parole, se è sufficiente bloccare una sola pagina per arginare gli effetti deleteri del delitto, allora non sarà necessario il sequestro dell’intero sito. La differenza è di tutto rilievo, in quanto il sequestro del sito internet impedisce al suo gestore di poter proseguire l’attività, con conseguenze economiche negative di non poco conto.

La giurisprudenza, ad esempio, ha ritenuto opportuno procedere al sequestro del sito internet in un caso di diffamazione che veniva reiterato su più pagine dello stesso portale: in questo caso è evidente che il sequestro di una sola pagina sarebbe stato insufficiente, in quanto il gestore del sito avrebbe continuato ad utilizzare lo stesso per ripetere le offese [5]. Si pensi ad un sito web che consti di più pagine; in una di queste (ad esempio, quella dedicata al forum) vengono sistematicamente riportate offese ed ingiurie a carico di una persona. Ebbene, su segnalazione della vittima, l’autorità può procedere al sequestro della sola pagina se nelle altre non è riscontrabile alcuna offesa o, addirittura, per il contenuto delle stesse, non sarebbe possibile utilizzarle per ledere l’onore della vittima. In pratica, l’autorità deve rispettare i criteri di proporzionalità e adeguatezza, nel senso che la misura cautelare deve essere strettamente adeguata allo scopo perseguito dalla giustizia [6].

Quando si può sequestrare un sito internet?

Perché si possa procedere al sequestro del sito internet è necessario che ricorrano i requisiti fondamentali di ogni misura cautelare, e cioè l’evidenza del fatto delittuoso e l’effettivo pericolo di reiterazione della condotta illecita. Il sequestro del sito internet comporta l’inutilizzabilità dello stesso da parte non solo del gestore, ma anche di associati, collaboratori ed utenti: in pratica, al sequestro segue l’inutilizzabilità totale del sito.

Poco importa, poi, che il sito internet non sia una mera pagina personale ma un canale di divulgazione di notizie (si pensi ad un quotidiano online, insomma). Il sequestro preventivo ha ad oggetto il mezzo con cui il reato è consumato, al fine di impedire il protrarsi del crimine: non ha pertanto alcun rilievo la natura del bene oggetto del sequestro, ed in particolare, nel caso del sito internet, la sua naturale destinazione alla comunicazione con più persone. L’unico aspetto apprezzabile, nella valutazione dei criteri per la disposizione della misura, è che l’adozione del sequestro potrà di fatto impedire la reiterazione del reato. Non a caso, la giurisprudenza ha equiparato il dato informatico al concetto di “cosa pertinente al reato” oggetto di sequestro [7].

Sequestro sito internet: in cosa consiste?

Giunto a questo punto, probabilmente avrai capito cos’è il sequestro del sito internet ma ti starai ancora ponendo una fondamentale domanda: come avviene, concretamente, il sequestro? Di norma, il sequestro comporta l’apprensione materiale dell’oggetto che ha contribuito alla realizzazione del reato: in pratica, la polizia giudiziaria prende con sé il coltello, la pistola o comunque l’arma con cui si è compiuto il delitto, l’automobile ove è avvenuto il fatto, ecc. Come si fa a “prendere” un sito web? È chiaro che il sequestro del sito internet segue un percorso leggermente diverso, in quanto parliamo di una realtà non concreta ma virtuale. Di norma, il sequestro avviene oscurando la pagina web o il sito internet incriminati; per raggiungere questo obiettivo, di norma viene imposto al fornitore dei relativi servizi di attivarsi per rendere inaccessibile il sito o la specifica risorsa telematica incriminata. Il fornitore, ovviamente, non può sottrarsi all’ordine proveniente dall’autorità giudiziaria: è la stessa legge a dire che l’autorità giudiziaria o quella amministrativa competente può esigere, anche in via d’urgenza, che il provider, nell’esercizio delle sue attività, impedisca o ponga fine alle violazioni commesse [8].

note

[1] Art. 282-bis cod. proc. pen.

[2] Art. 316 cod. proc. pen.

[3] Art. 317 cod. proc. pen.

[4] Art. 321 cod. proc. pen.

[5] Cass., sent. n. 46504 del 19.09.2011.

[6] Cass., sent. n. 39088 del 28.08.2018.

[7] Cass., sez. Un., sent. n. 31022/2015.

[8] D. lgs. n. 70/2003.

Autore immagine: Pixabay.com


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