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Addio al cambio dell’ora da legale a solare?

13 settembre 2018 | Autore:


> Salute e benessere Pubblicato il 13 settembre 2018



La Commissione Ue proporrà di non spostare più le lancette e lasciare in vigore tutto l’anno l’orario estivo. Con quali conseguenze?

È una delle poche cose legali che abbiamo in Italia e, forse per questo, ci invitano a spalmarla lungo tutto l’anno. La Commissione europea proporrà di dire addio al cambio dell’ora da legale a solare, cioè di non spostare più indietro le lancette degli orologi a fine ottobre e di tenerci soltanto quella in vigore nel periodo estivo. Perché? Perché così vuole la maggioranza dei cittadini dell’Ue, secondo un sondaggio preso molto in considerazione dal presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, al quale hanno partecipato quasi 5 milioni di cittadini comunitari. Si tratta di una richiesta che arriva soprattutto dall’Est e dal Nord Europa dove, si sa, le ore di sole e di buio hanno delle durate ben più diverse rispetto a noi più «sud-occidentali».

Dire addio al cambio dell’ora da legale a solare, però, può comportare qualche problema per alcuni Paesi e, per questo, Juncker pensa di lasciare che sia ogni singolo Stato a gestire il proprio orologio come ritiene opportuno. Anche se lui stesso si è detto favorevole, come l’84% dei partecipanti al sondaggio, a lasciare l’ora estiva in vigore tutto l’anno.

Ma quali effetti avrebbe abolire il cambio dell’ora due volte all’anno? Secondo Bruxelles, una decisione del genere avrebbe delle conseguenze in diversi settori, dal mercato interno all’agricoltura, dalla salute dei cittadini alla sicurezza stradale e, come no, sul consumo di energia. Alcuni dei ragionamenti riportati possono sembrare un po’ «tirati per i capelli» se non addirittura pretenziosi ma si tratta di prime valutazioni che devono ancora essere approfondite.

Vediamo che cosa comporta l’addio al cambio dell’ora da legale a solare e perché la Commissione europea ha deciso di proporre questa iniziativa.

Cambio dell’ora: perché si fa?

Durante l’anno sono due i momenti in cui bisogna fare il cambio dell’ora nell’Unione europea, in Svizzera e in Norvegia. Il primo è l’ultima domenica di marzo, quando le lancette si spostano in avanti e si passa dall’ora solare all’ora legale. È la fatidica notte in cui si dorme un’ora di meno perché le 2 di notte diventano le 3. Il secondo momento è l’ultima domenica di ottobre, quando dall’ora legale si ritorna a quella solare e si dorme un’ora in più (alle 3 di notte le lancette tornano alle 2).

L’ora legale, quindi quella in vigore nel periodo estivo, sfrutta meglio l’irradiazione del Sole. C’è più luce naturale, insomma. Quella solare, invece, coincide con il periodo invernale, cioè con quello del meridiano del fuso orario di riferimento.

Ma perché il cambio dell’ora? Passare a fine marzo all’ora legale è stato deciso per tentare almeno di risparmiare più energia. Essendoci, appunto, più ore di luce naturale e giocando con le lancette dell’orologio, si tengono accese di meno le luci elettriche. Secondo Terna SpA, la società che gestire la rete elettrica nazionale, tra il 2004 ed il 2017 è stato speso un miliardo e mezzo di euro in meno grazie all’ora legale. Un dato, comunque, che può cambiare a seconda della collocazione del Paese. Pensa, per esempio, all’Islanda, dove per 6 mesi non si accende una lampadina in casa perché c’è sempre la luce del sole. Il problema si pone negli altri 6 mesi di buio: cambiare l’ora sarebbe praticamente inutile.

Può sembrare banale, ma non dover accendere la luce già alle 5 del pomeriggio aiuta a non far lievitare la bolletta già appesantita dal consumo dei condizionatori. Visto come sono diventate le stagioni estive negli ultimi anni, anche una sola lampadina in meno per il cambio dell’ora è ben gradita per lasciare spazio ad un po’ di fresco in più.

Cambio dell’ora: gli altri effetti

La Commissione europea di Juncker dice che non è solo una questione di risparmio energetico il dire addio al cambio dell’ora da legale a solare. Gli effetti di questa decisione a dir poco epocale interessano diversi settori economici e della vita quotidiana.

Bruxelles ritiene, ad esempio, che lasciare in vigore l’ora legale tutto l’anno comporterebbe la possibilità di pensare meglio alla salute grazie alla possibilità di poter fare più attività ricreative all’aperto sfruttando un orario di luce diverso da quello a cui siamo abituati. Insomma, la luce che troviamo a novembre alle 17 con l’ora solare corrisponderebbe a quella delle 18 con l’ora legale. Hai guadagnato un’ora perché diventa buio più tardi rispetto a quello che oggi viviamo.

Meno convincenti le ragioni per non cambiare l’ora da un punto di vista della sicurezza stradale. La Commissione Ue accenna al fatto che spostare le lancette in avanti a fine marzo possa aumentare il rischio di incidenti per via della sonnolenza. Uno potrebbe anche dire di andare a dormire un’ora prima. Quello che si potrebbe condividere è il fatto che un’ora in più di luce dà maggiore sicurezza rispetto ad un’ora in più di fari accesi e di luci di auto negli occhi.

Chi lavora nel settore agricolo ringrazierebbe di avere un po’ più di luce per fare le cose con più calma all’aperto. Da un punto di vista economico, però, bisognerebbe vedere l’impatto che potrebbe avere cambiare l’ora solo in alcuni Paesi dell’Unione, visto che la Commissione presieduta da Juncker lascia ogni Stato libero di fare ciò che vuole. Troppo caos potrebbe avere delle ripercussioni negative sulle comunicazioni, sui trasporti o sul commercio estero.

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2 Commenti

  1. Lascerei anch’io l’ora legale tutto l’anno.Comunque l’ora deve essere uguale in tutt’europaNessuno dice di voler abrogare una stupidaggine come l’euro, ma la stessa commissione vuole abolire l’ora comune.Non ci capiscono più niente

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