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Disoccupazione senza aver lavorato

13 settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 settembre 2018



È possibile percepire l’indennità di disoccupazione Naspi o un diverso sussidio per chi non ha alcun lavoro alle spalle?

Non hai mai lavorato, oppure non lavori da tanto tempo, e vuoi sapere se, essendo effettivamente disoccupato, hai comunque diritto all’indennità di disoccupazione, che ora si chiama Naspi? Innanzitutto, devi sapere che non basta non avere un lavoro, o non aver mai avuto un lavoro, per qualificarti come disoccupato: per acquisire lo stato di disoccupazione, difatti, ci deve essere una perdita involontaria dell’impiego. Di conseguenza, non puoi ottenere lo stato di disoccupazione se ti sei licenziato (a meno che non si tratti di dimissioni per giusta causa o assimilate). Inoltre, per chiedere lo stato di disoccupazione, anche nel caso in cui tu sia inoccupato (cioè non abbia mai lavorato), è necessario rendere la Did, la dichiarazione di immediata disponibilità, che è una dichiarazione con cui ci si rende disponibili a nuove attività lavorative e ad attività di formazione e di politica attiva del lavoro. Una volta acquisito lo stato di disoccupazione, per avere la Naspi è necessario avere alle spalle almeno 13 settimane di contributi versati negli ultimi quattro anni, più 30 giornate lavorate nell’anno: se mancano questi requisiti, non è possibile ottenere l’indennità. Inoltre, si hanno 68 giorni di tempo dalla cessazione dell’attività lavorativa per poter richiedere questo sussidio. Se, dunque, non hai mai lavorato, oppure hai lavorato diverso tempo fa, non puoi ottenere la Naspi. Ma è possibile ottenere un altro sussidio per disoccupazione senza aver lavorato? Chi è disoccupato e si trova in condizioni di particolare disagio economico può domandare il Rei, il reddito di inclusione: si tratta di un sussidio che può arrivare fino a 540 euro mensili, dedicato alle famiglie maggiormente bisognose. A breve dovrebbe diventare operativo, poi, il nuovo reddito di cittadinanza, che integrerà il Rei: grazie a questo nuovo sussidio, ogni disoccupato dovrebbe ricevere sino a 780 euro mensili. Ma procediamo per ordine e vediamo come funzionano questi sussidi di disoccupazione per chi non ha lavorato, o non è occupato da molto tempo.

Come funziona il reddito d’inclusione per chi non ha lavoro?

L’attuale reddito d’inclusione Rei è un assegno mensile che può arrivare sino a circa 540 euro, a seconda dei componenti del nucleo familiare, e può essere erogato per un massimo di 18 mesi. Questo sussidio, inizialmente destinato alle famiglie con figli minori o inabili, donne in gravidanza o disoccupati over 55, è ora concesso a tutte le famiglie bisognose, a prescindere dalla loro composizione.

Il Rei è riconosciuto attraverso una carta acquisti, la Carta Rei: come la vecchia Social Card, la Carta Rei è emessa da Poste Italiane, consente l’acquisto dei generi di prima necessità e il pagamento delle utenze. Inoltre, offre la possibilità di prelevare contanti sino alla metà dell’importo mensile riconosciuto. La carta Rei dà inoltre diritto a uno sconto del 5% sugli acquisti nei negozi e nelle farmacie convenzionate e a delle riduzioni nella fornitura di energia elettrica e gas.

A quanto ammonta il reddito d’inclusione?

L’ammontare del reddito d’inclusione cambia a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare. Nello specifico, se la famiglia ha:

  • un solo componente, il Rei è pari a 187,5 euro mensili;
  • 2 componenti, 294,4 euro mensili;
  • 3 componenti, 382,5 euro mensili;
  • 4 componenti, 461,3 euro mensili;
  • 5 o più componenti, 539,82 euro mensili.

Chi ha diritto al reddito d’inclusione?

Il Rei spetta alle famiglie:

  • il cui indice Isee, cioè l’indicatore della situazione economica della famiglia (si tratta, in parole semplici, di un indice che “misura la ricchezza” della famiglia, sulla base di redditi e patrimonio), non supera 6mila euro;
  • il cui indicatore Isre (indicatore della situazione reddituale secondo la scala di equivalenza Rei) non supera i 3mila euro;
  • con un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20mila euro (in pratica, la famiglia può possedere solo un immobile di scarso valore oltre all’abitazione principale);
  • con un patrimonio mobiliare massimo tra i 6mila e i 10mila euro a seconda del numero dei componenti del nucleo (in parole semplici, tra conti, libretti e carte di tutti i familiari non si devono superare i 10mila euro);
  • senza imbarcazioni da diporto o navi;
  • senza auto o moto immatricolate nei 24 mesi precedenti la richiesta del sussidio, salvo i veicoli destinati ai disabili.

Chi richiede il Rei deve inoltre essere:

  • cittadino italiano;
  • in alternativa, cittadino dell’Unione Europea, o suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, oppure cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o apolide in possesso di analogo permesso o titolare di protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria);
  • deve poi risiedere in Italia, in via continuativa, da almeno due anni al momento di presentazione della domanda.

Come funzionerà il reddito di cittadinanza per chi non ha lavoro?

Il nuovo reddito di cittadinanza sarà una prestazione economica accreditata a favore di coloro che possiedono un reddito sotto la soglia di povertà.

È considerato al di sotto della soglia di povertà ai fini del reddito di cittadinanza chi possiede un reddito inferiore ai 780 euro mensili, in caso di nucleo familiare con un solo componente.

Per una famiglia di tre persone, con genitori disoccupati a reddito zero e figlio maggiorenne a carico, il reddito di cittadinanza del nucleo sarà pari a 1560 euro al mese. Per una coppia di pensionati con pensioni minime da 400 euro ciascuno, il reddito di cittadinanza sarà pari ad altri 370 euro per la coppia, come integrazione al reddito.

Questo sussidio sarà esentasse e non pignorabile.

Il reddito di cittadinanza spetterà solo a chi non lavora?

Potrà chiedere il reddito di cittadinanza il cittadino maggiorenne che soddisfa una delle seguenti condizioni:

  • si trova in stato di disoccupazione o risulta inoccupato (cioè non ha mai lavorato);
  • percepisce un reddito di lavoro inferiore alla soglia di povertà, cioè sotto i 780 euro mensili;
  • percepisce una pensione inferiore alla soglia di povertà, pari, come abbiamo detto, a 780 euro mensili.

Le attuali proposte di legge sul reddito di cittadinanza non prevedono ulteriori requisiti, oltre a quelli reddituali, per ottenere il sussidio, che sembrerebbe dunque non essere legato all’Isee del nucleo familiare.

In base a quanto osservato, ad ogni modo, il reddito di cittadinanza dovrebbe spettare a tutti coloro che percepiscono meno di 780 euro mensili, a prescindere dal possesso dello stato di disoccupazione; reddito di cittadinanza per tutti, dunque: per chi non ha mai lavorato, per chi non lavora (per queste categorie il reddito di cittadinanza dovrebbe sostituire, o quanto meno integrare, l’indennità di disoccupazione), e per chi risulta occupato ma percepisce un reddito basso.

Il reddito d’inclusione spetta solo a chi non lavora?

Per quanto riguarda il Rei, il sussidio è compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa, purché la famiglia non superi il limite Isee di 6mila euro annui e il limite Isr di 3mila euro.

A questo proposito, giova ricordare che si considera in stato di disoccupazione anche chi possiede un reddito da lavoro dipendente o autonomo rispettivamente pari a un massimo di 8mila euro o 4.800 euro su base annua.

Se uno o più componenti della famiglia lavorano, si deve comunicare lo svolgimento dell’attività attraverso l’apposito modulo Rei- Com (che si trova in una sezione della domanda Rei).

Non è invece possibile ricevere assieme al Rei la Naspi o altri ammortizzatori sociali per la disoccupazione.

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