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Posso detrarre le spese mediche sostenute per un parente?

19 ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 ottobre 2018



In quali casi e con quali modalità è consentito portare in detrazione dalle tasse le spese mediche sopportate per un familiare

Posso detrarre le spese mediche sostenute per un parente? Prima di rispondere a questa domanda non si può evitare di fare una fondamentale premessa. La spesa per la sanità ed i servizi connessi è, soprattutto nel nostro Paese, una delle voci più importanti, se non la principale, del bilancio pubblico sia statale che regionale. Le tantissime voci che la compongono (ricoveri, stipendi del personale medico e assistenziale, protesi, medicinali, terapie riabilitative ecc.) costituiscono un universo nel quale speranze e delusioni, gioie e lutti, vanno ad incrociarsi ed intrecciarsi anche con la pesantezza della burocrazia, le carriere di migliaia di medici, infermieri, tecnici specialisti e, talora e non raramente, anche le ambizioni della classe politica che sulla qualità dei servizi sanitari si gioca una buona fetta della propria credibilità. Questo è lo sfondo nel quale si agita un altro ginepraio: quello, cioè, che vede intrecciarsi la sanità con il fisco. L’intreccio tra servizi sanitari e sistema fiscale si manifesta soprattutto sotto la voce detrazioni fiscali per le spese mediche. Proprio in considerazione della fondamentale importanza della salute e del ruolo che la salute riveste nella nostra Costituzione, il fisco consente, entro certi limiti, di poter detrarre dalle imposte dovute le somme spese dal contribuente per alcune prestazioni sanitarie. In questo articolo ci occuperemo in particolare del caso, non raro, in cui un contribuente abbia pagato la spesa medica a vantaggio di un proprio familiare. Alla domanda iniziale, cioè se posso detrarre le spese mediche sostenute per un parente (ad esempio quelle per un esame diagnostico o per una protesi o per un farmaco), risponderemo fornendoti delle dritte per orientarti ed avere un quadro più chiaro.

Quando sono detraibili le spese mediche sostenute per un familiare?

La legge [1] prevede innanzitutto che si possano portare in detrazione le spese mediche sopportate a favore dei familiari non a carico (un familiare non è considerato fiscalmente a carico se il suo reddito annuo risulta superiore ad € 2.840,51).

Se, però, hai sopportato una spesa medica a favore di un tuo familiare non a tuo carico e la vuoi detrarre, devi accertarti che siano rispettate anche le seguenti ulteriori condizioni:

  • la detrazione è possibile solo per la parte di spesa che non ha trovato capienza nelle imposte del familiare non a carico (cioè è detraibile solo la parte di spesa che il familiare non a carico non ha potuto portare lui in detrazione nella sua dichiarazione);
  • la detrazione massima ammessa è pari ad euro 6.197,48, con una franchigia di euro 129,11;
  • la detrazione è possibile solamente se il familiare non a carico è affetto da una delle patologie che danno diritto all’esenzione dalla spesa sanitaria e che sono indicate dettagliatamente in apposito elenco [2].

Quindi avrai diritto alla detrazione solo se (rispettate anche le condizioni n. 0 e 1 sopra elencate) il tuo familiare è affetto da una delle patologie individuate nell’elenco ministeriale.

La detrazione spetta solo se il familiare non è a carico fiscalmente

Per quali patologie del familiare non a carico spetta la detrazione?

Abbiamo indicato nel paragrafo precedente che tra le condizioni che devono sussistere per poter portare in detrazione le spese mediche sopportate a favore del familiare non a carico ci deve essere quella per cui la spesa si deve necessariamente riferire ad una patologia tra quelle inserite nell’elenco del ministero.

La spesa medica sarà cioè detraibile solo se è stata sopportata per la cura, prevenzione e riabilitazione di una delle patologie inserite nell’elenco ministeriale.

Le patologie inserite nell’elenco ministeriale sono le seguenti:

Acromegalia e gigantismo; affezioni del sistema circolatorio; anemia emolitica acquisita da autoimmunizzazione; anemie emolitiche ereditarie; anoressia nervosa; bulimia; artrite reumatoide; asma; cirrosi epatica; cirrosi biliare; colite ulcerosa e malattia di Crohn; connettivite mista; demenze; diabete insipido; diabete mellito; dipendenza da sostanze stupefacenti, psicotrope e da alcool; disturbi interessanti il sistema immunitario: immunodeficienze congenite e acquisite determinanti gravi delle difese immunitarie con infezioni recidivanti (escluso: infezione da HIV); epatite cronica (attiva);  epilessia; fibrosi cistica; glaucoma; infezione da HIV, insufficienza cardiaca (N.Y.H.A. classe III e IV); insufficienza corticosurrenale cronica (morbo di Addison); insufficienza renale cronica; insufficienza respiratoria cronica; ipercolesterolemia familiare omozigote e eterozigote tipo II a e II b – Ipercolesterolemia primitiva poligenica – Ipercolesterolemia familiare combinata – Iperlipoproteinemia di tipo III; iperparatiroidismo, ipoparatiroidismo; ipotiroidismo congenito, ipotiroidismo acquisito (grave); lupus eritematoso sistemico; malattia di Alzheimer; malattia di Sjogren; Malattia ipertensiva (II e III stadio O.M.S.); malattia o sindrome di Cushing; malattie da difetti della coagulazione; miastenia grave; morbo di Basedow, altre forme di ipertiroidismo; morbo di Buerger; morbo di Paget; mrbo di Parkinson e altre malattie extrapiramidali; nanismo ipofisario; neonati prematuri, immaturi, a termine con ricovero in terapia intensiva neonatale; neuromielite ottica; pancreatite cronica; poliarterite nodosa; psicosi; psoriasi (artropatica, pustolosa grave, eritrodermica); sclerosi multipla; sclerosi sistemica (progressiva); soggetti affetti da patologie neoplastiche maligne; soggetti affetti da pluripatologie che abbiano determinato grave ed irreversibile compromissione di più organi e/o apparati e riduzione dell’autonomia personale correlata all’età risultante dall’applicazione di convalidate scale di valutazione delle capacità funzionali; soggetti in attesa di trapianto (rene, cuore, polmone, fegato, pancreas, cornea, midollo); soggetti nati con condizioni di gravi deficit fisici, sensoriali e neuropsichici; soggetti sottoposti a trapianto (rene, cuore, polmone, fegato, pancreas, midollo); soggetti sottoposti a trapianto di cornea; spondilite anchilosante; tubercolosi (attiva bacillifera).

Questo vuol dire che se un familiare non a tuo carico soffre di una di queste patologie e tu hai sostenuto una spesa medica (in genere tutte quelle necessarie per accertamenti, cure, prevenzione e  riabilitazione), potrai portarla in detrazione ovviamente se ricorrono anche le altre condizioni indicate nel paragrafo precedente.

Solo per alcune patologie è possibile portare in detrazione le spese mediche sostenute

Quali documenti occorrono per ottenere la detrazione?

Preciso che, in ogni caso, per poter fruire della detrazione (se ci sono le condizioni indicate nei precedenti paragrafi) è sempre necessario anche allegare tra i documenti da presentare al Caf o all’Agenzia delle Entrate:

  • la certificazione della Azienda sanitaria locale che attesti l’esistenza della patologia con l’indicazione del codice (indicato nell’elenco ministeriale [3]) che identifica la patologia esente (è quindi la Azienda sanitaria locale che attesta se la patologia del familiare non a carico può rientrare tra quelle esenti);
  • il certificato medico (o l’autocertificazione) che attesta il collegamento tra le spese sostenute e la patologia esente;
  • modello 730 – 3 o Redditi persone fisiche dal quale risulti la parte di spesa che non ha trovato capienza nell’Irpef della persona affetta dalla malattia, oppure, se il familiare non a carico non è tenuto alla presentazione della dichiarazione dei redditi, una autocertificazione del familiare non a carico in cui lo stesso attesti di non essere tenuto alla presentazione della dichiarazione dei redditi;
  • fatture, ricevute fiscali o scontrini da cui risulti che le spese sono state sostenute da chi intende usufruire della detrazione (se il documento fosse intestato alla persona affetta dalla patologia, quest’ultima dovrà indicare il familiare che ha effettuato la spesa e la misura delle spese a lui attribuibili).

Il diritto alla detrazione va dimostrato con apposita documentazione al Caf o all’Agenzia delle entrate

note

[1] Art. 15, comma 2, del D.p.r. n. 917/1986.

[2] D. m. n. 329/1999.

[3] D. m. n. 329/1999.


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