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Chi riconosce l’invalidità civile?

5 ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 ottobre 2018



Cos’è l’invalidità civile? Da chi è composta e cosa fa la commissione medica? Come impugnare il verbale negativo? Come fare ricorso in tribunale?

Se hai problemi di salute probabilmente ti interesserà sapere che puoi chiedere l’invalidità civile: la legge italiana, infatti, si preoccupa di tutelare tutte quelle persone che, a causa della loro patologia, non possono accedere al mondo del lavoro, oppure possono farlo ma a condizioni decisamente svantaggiate; ugualmente, essa tutela coloro che non possono svolgere le attività tipiche della propria età. È la stessa Costituzione ad imporre allo Stato di aiutare tutti coloro che, per via della loro inabilità, senza un adeguato intervento non possono godere delle stesse opportunità di tutti gli altri. Tra gli strumenti principali di protezione dei soggetti svantaggiati v’è proprio l’invalidità civile: si tratta di un istituto giuridico previsto dalla legge al fine di accordare a individui in possesso di determinati requisiti alcuni speciali benefici, non solo di tipo economico. Per godere di tali agevolazioni è necessario che il richiedente sia inabile a causa di una patologia. Ciononostante, ottenere l’invalidità non è sempre facile: la commissione medica chiamata a valutare la patologia dovrà valutare la concreta incidenza di quest’ultima sulla capacità lavorativa del richiedente oppure sulla sua possibilità di vivere dignitosamente. Se sei interessato a conoscere qualcosa in più su questo argomento, continua a leggere questo articolo: scopriremo insieme chi riconosce l’invalidità civile.

Invalidità civile: cos’è?

Prima di vedere chi riconosce l’invalidità civile, spieghiamo brevemente di cosa stiamo parlando. Nell’introduzione abbiamo detto che le persone affette da determinate patologie possono chiedere il riconoscimento di alcuni benefici, sia economici che di tipo meramente assistenziale, quando la malattia li renda inabili. Proprio a questo serve l’invalidità civile: si tratta di un istituto giuridico volto a tutelare le persone che, a causa della loro patologia, sono svantaggiate in ambito lavorativo oppure nella vita di tutti i giorni. Più nello specifico, è invalido civile chiunque abbia difficoltà a svolgere le funzioni tipiche della vita quotidiana o di relazione a causa di una menomazione o di un deficit fisico, psichico o intellettivo, della vista o dell’udito [1]. Perché l’invalidità civile sia riconosciuta (con conseguenti benefici) è necessario che ricorrano i presupposti previsti dalla legge, e cioè: che la malattia venga accertata da un’apposita commissione; che la patologia risulti essere davvero invalidante.  Secondo la legge italiana, è invalido civile chiunque sia affetto da patologie tali da:

  • compromettergli la normale capacità lavorativa, se la persona sia in età da lavoro, cioè tra i diciotto e i sessantacinque anni e sette mesi;
  • renderlo incapace di svolgere le attività tipiche della sua età, qualora non rientrasse nella fascia di cui sopra (quindi se minore di diciotto o maggiore di sessantacinque anni e sette mesi).

I cittadini con età superiore ai sessantacinque anni e sette mesi, quindi, possono chiedere il riconoscimento dello stato invalidante quando abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età. Allo stesso modo, il minore di diciotto anni dovrà dimostrare di versare  in condizioni di difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età, allo scopo di avere diritto all’indennità di frequenza.

Diritti dell’invalido civile: quali sono?

Perché è importante ottenere l’invalidità civile? Perché al riconoscimento dello status di invalido segue l’attribuzione di diversi benefici, i quali variano a seconda del grado di invalidità riconosciuto: ad esempio, un’invalidità del 100% dà diritto a ricevere una pensione di inabilità. I vantaggi diversi da quelli economici non sono meno importanti: anche senza aver ottenuto un’invalidità totale, il malato ha diritto alla fornitura gratuita di protesi, presidi ed ausili; all’esenzione (parziale o totale, a seconda del grado di invalidità) dal pagamento del ticket sanitario per tutte le prestazioni mediche riguardanti la patologia invalidante (nel caso di invalidità pari o superiore al 67%); ad agevolazioni per le graduatorie delle case popolari e per il canone telefonico (in base ai redditi dichiarati).

L’assegno di invalidità spetta solo a chi sia dichiarato invalido con una percentuale compresa tra il 74 e il 99%; inoltre, a differenza dell’indennità di accompagnamento, è necessario anche che il soggetto versi in uno stato di bisogno economico. La pensione di inabilità, invece, spetta solamente a chi viene riconosciuta un’invalidità pari al 100%.

Invalidità civile: come si chiede?

Come chiedere l’invalidità civile? Colui che è affetto da una patologia, se ritiene che questa malattia gli comporti una riduzione di almeno un terzo della propria capacità lavorativa o l’impossibilità di svolgere alcuni atti della vita quotidiana, per chiedere l’invalidità civile deve innanzitutto recarsi dal proprio medico di famiglia per la compilazione online del certificato medico introduttivo, perché sia attestata la patologia invalidante. Bisogna poi trasmettere telematicamente il certificato medico all’Inps, accedendo direttamente alla propria area personale mediante codice pin oppure tramite patronato o associazioni di categoria. L’inps provvederà a fissare la visita medica di accertamento presso la commissione Asl integrata da un medico Inps; i tempi per la convocazione possono essere lunghi, anche di diversi mesi. La commissione medica dovrà valutare la gravità della patologia (o delle patologie) e la capacità di quest’ultima di ridurre la capacità lavorativa dell’invalido oppure di impedirgli gli atti della vita quotidiana.

Commissione medica: da chi è composta?

L’invalidità civile è riconosciuta da un’apposita commissione medica che sottopone a visita il paziente presso la sede Inps territorialmente competente. Come anticipato, la commissione è composta dai medici dell’Asl e da un medico Inps; nello specifico, essa consta di: un medico specialista in medicina legale; due medici dipendenti o convenzionati con l’Asl, di cui uno specialista in medicina del
lavoro; uno specialista delle discipline neurologiche, psichiatriche o psicologiche,
nel caso che la persona sottoposta a visita sia affetta da una menomazione psichica o
intellettiva; un medico dell’Inps quale componente effettivo; un sanitario rappresentante l’associazione di categoria di appartenenza dell’invalido da visitare.

Commissione medica: cosa fa?

La commissione medica dovrà valutare la gravità della patologia sulla scorta delle tabelle ministeriali [2]. Cosa sono? Si tratta di una griglia elaborata dallo Stato all’interno della quale ci sono tutte le patologie e il grado di invalidità (fisso o variabile) ad esse ricondotte. Solo per fare qualche esempio: per un trapianto cardiaco complicato è prevista un’invalidità dal 61 al 100%; stessa percentuale variabile per il diabete mellito con complicanze moderate; per il morbo di Alzheimer con cdr 2-5 è stabilita un’invalidità fissa del 100%, così come per le paresi totali e per la schizofrenia. Per un elenco più esaustivo, si rinvia alla lettura dell’articolo Malattie croniche: percentuale invalidità.

La commissione valuterà sulla scorta della visita cui il richiedente verrà sottoposto e della documentazione medica che lo stesso porterà con sé: è molto importante, infatti, che il malto esibisca tutti gli accertamenti cui si è sottoposto, soprattutto se recenti. Tale incartamento sarà d’aiuto ai medici per capire la complessità della situazione in cui versa colui che richiede l’invalidità civile.

Invalidità civile: come fare ricorso contro la commissione?

A seguito della visita, la commissione potrebbe non concedere l’invalidità. La persona alla quale è stata negata l’invalidità civile oppure a cui è stata concessa in misura non soddisfacente può fare ricorso in tribunale entro il termine di sei mesi dalla notifica dell’esito delle visita. In pratica, se inoltri domanda di invalidità e ti sottoponi alla visita della commissione medica, dopo un po’ di tempo ti verrà comunicato, con una lettera, l’esito della visita stessa. Da questo momento decorrono i sei mesi per impugnare il verbale.

Il ricorso va presentato al tribunale territorialmente competente e consiste nella richiesta della nomina di un consulente tecnico d’ufficio (un medico legale) che rivaluti le condizioni di salute del ricorrente [3]: in gergo tecnico, si parla di accertamento tecnico preventivo (atp). Nel caso di ulteriore esito negativo, è ancora possibile impugnare la perizia sfavorevole entro trenta giorni e procedere, entro ulteriori trenta giorni, con un ricorso di merito [4] nel quale bisogna contestare specificamente le risultanze della visita ed, eventualmente, chiedere al giudice il rinnovo delle operazioni peritali (cioè, una nuova consulenza tecnica). Sarà poi il tribunale, con sentenza, a stabilire se l’invalidità spetti o meno e in che percentuale.

note

[1] Legge n. 118/1971 del 30.03.1971.

[2] Decreto Ministeriale del 05.02.1992.

[3] Art. 445-bis cod. proc. civ.

[4] Art. 445-bis, sesto comma, cod. proc. civ.

Autore immagine: Pixabay.com

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