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Chi non paga Imu e Tasi

2 settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 settembre 2018



In questo articolo vedremo chi non paga IMU e TASI e inoltre spiegheremo in cosa consistono esattamente queste due imposte.

Negli ultimi tempi ti sembra di ricevere in continuazione richieste di pagamento, da parte di enti pubblici e di privati che ti forniscono servizi a vario titolo. Ma quello che più ti da fastidio è la grande quantità di tasse da pagare. Il fatto di possedere una seconda casa per le vacanze sembra, più che un vantaggio, un problema, per i molti oneri che ne derivano. Hai saputo però che alcune di queste imposte, come l’IMU e la TASI, in alcuni casi non sono dovute. Certo, ti f”arebbe comodo rientrare tra coloro che ne sono esentati e risparmiare un po’ di soldi ogni anno. Se quindi vuoi sapere chi non paga IMU e TASI, leggi questo articolo e troverai tutto spiegato chiaramente.

Chi non paga IMU e TASI? Ora scopriremo quello che c’è da sapere su queste due imposte, chi deve pagarle e chi invece ne è esentato.

Cosa è l’IMU e chi la paga

IMU” è un acronimo (vale a dire, una sigla composta dalle lettere iniziali delle parole di una frase),  che sta per Imposta Municipale Unica. Essa deve essere corrisposta dai proprietari di immobili e da chi è titolare di alcuni diritti immobiliari. In particolare devono pagare l’IMU:

  • i proprietari di immobili. Il diritto di proprietà è quello più ampio previsto dal nostro ordinamento, in quanto consente di godere pienamente della cosa che ne forma oggetto e di disporne (ad esempio darla in affitto o venderla, in tutto o in parte);
  • gli usufruttuari. L’usufrutto permette di godere pienamente di un bene come se se ne fosse proprietari, e di utilizzarlo. Il godimento del bene comprende la possibilità di farne propri i frutti, sia naturali (ad esempio in prodotti della terra) che civili (ad esempio i canoni di affitto);
  • i titolari di diritto di uso. Quest’ultimo consiste nel diritto di utilizzare il bene, limitatamente ai bisogni propri e della propria famiglia. Differisce dall’usufrutto perché è di contenuto più ristretto, visto che il legislatore delimita esattamente i bisogni che l’utilizzo dell’immobile può soddisfare;
  • i titolari del diritto di abitazione, grazie al quale si può abitare un immobile, di proprietà altrui, solo per i bisogni del titolare del diritto e della sua famiglia. Questo diritto è ancora più limitato rispetto ai precedenti, perché consente soltanto di abitare l’immobile, e non, per esempio, di darlo in affitto;
  • i titolari del diritto di superficie, che consente di edificare e mantenere una costruzione al di sopra, o al di sotto, di un terreno di proprietà altrui, Esso può anche consistere nel diritto di  sopraelevare sopra l’ultimo piano di una costruzione di proprietà di altri;
  • i titolari del diritto di enfiteusi, che permette di godere di un bene altrui, con l’obbligo di migliorarlo e di pagare un canone periodico al proprietario;
  • il locatario, in caso di beni concessi in leasing o locazione finanziaria. In forza di questo particolare tipo di contratto, una finanziaria acquista un bene anticipando il denaro necessario, e lo concede in locazione a una persona, con l’obbligo, da parte di quest’ultima, di pagare un canone periodico e con la possibilità, a una certa scadenza, di corrispondere un importo più elevato, acquistando la proprietà del bene medesimo;
  • il coniuge o l’ex coniuge, al quale l’immobile è stato assegnato in seguito a separazione, divorzio o dichiarazione di nullità del matrimonio. L’altro coniuge non pagherà, in questo caso, l’IMU, nemmeno se è proprietario dell’immobile;
  • il concessionario di aree demaniali, ad esempio il titolare di uno stabilimento balneare.

L’IMU non è  dovuta sulla abitazione principale e sulle relative pertinenze. L’abitazione principale, ai fini Imu, è la dimora abituale del contribuente; in essa vi deve inoltre essere fissata la residenza.

Sono pertinenze gli immobili stabilmente destinati al servizio di un immobile principale: ad esempio la cantina e il garage sono pertinenze di una casa. Tuttavia, l’IMU è dovuta se l’immobile è classificato come di lusso, rientrando  nelle categorie catastali A/1, A/9 e A/8. L’IMU è invece dovuta sulla seconda casa.

Un discorso a parte va fatto per gli immobili concessi in comodato gratuito. Quest’ultimo è un contratto in forza del quale una parte (il comodante) concede a una parte (il comodatario) di utilizzare gratuitamente un bene, fino a una scadenza o anche senza determinazione di tempo. Nel caso in cui il comodato abbia ad oggetto immobili non di lusso, concessi  a genitori o figli, la base imponibile dell’IMU è ridotta del 50%. Occorre però che siano soddisfatti alcuni requisiti:

  • il contratto deve essere regolarmente registrato;
  • il comodatario deve utilizzare l’immobile come abitazione principale;
  • il comodante deve risiedere anagraficamente e dimorare abitualmente nello stesso comune in cui si trova l’immobile concesso in comodato;
  • il comodante deve possedere un solo immobile in Italia, o non più di due immobili, entrambi nello stesso comune, uno dei quali adibito a propria prima casa.

Chi non paga l’IMU

L’IMU non è dovuta in casi particolari, in cui gli immobili sono equiparati all’abitazione principale. Precisamente:

  • per le unità immobiliari appartenenti a cooperative edilizie a proprietà indivisa. Si tratta di cooperative poco diffuse, in cui degli immobili vengono realizzati e restano di proprietà della cooperativa stessa, che poi li assegna ai soci, ricevendo in cambio il pagamento di un canone mensile molto vantaggioso. L’esenzione dall’IMU si ha se dette unità immobiliari sono adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari;
  • per le unità immobiliari appartenenti a cooperative edilizie a proprietà indivisa, i cui soci assegnatari sono studenti universitari;
  • per gli alloggi sociali, destinati alle persone che non dispongono delle risorse economiche per accedere alla casa;
  • per la casa coniugale assegnata al coniuge o all’ex coniuge in caso di separazione, divorzio, dichiarazione di nullità del matrimonio;
  • per gli immobili posseduti dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia e similari, a condizione che si tratti di  un unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, e non concesso in locazione;
  • per i i fabbricati rurali strumentali, indispensabili per svolgimento dell’attività agricola;
  • per i terreni agricoli ricadenti in zone montane o parzialmente montane;
  • per i terreni agricoli di proprietà di coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali con iscrizione alla previdenza agricola;
  • per i terreni agricoli ubicati nelle isole minori.

I Comuni hanno facoltà di stabilire ulteriori equiparazioni all’abitazione principale definendo così altre categorie di immobili in relazione ai quali l’IMU non è dovuta.

Cosa è la TASI e chi la paga

TASI” è un acronimo che sta per Tassa sui Servizi Indivisibili. Si tratta di un’imposta collegata ai servizi che il Comune presta ai cittadini e che sono, appunto, “indivisibili”, vale a dire rivolti alla collettività e non fruibili separatamente: ad esempio, la manutenzione stradale o la pubblica illuminazione.

Ecco chi paga la TASI:

  • chi  possiede o detiene, a qualsiasi titolo, fabbricati e aree edificabili. Il possesso è un potere sul ben,e corrispondente a quello del proprietario, quindi ampio ed esclusivo; la detenzione è invece un rapporto col bene, nel quale è implicito il riconoscimento dell’altrui proprietà (è quello che accade, ad esempio, con l’affitto, in cui l’affittuario utilizza il bene, ma riconosce che esso è di proprietà di un altro soggetto, al quale paga un corrispettivo). Sono esclusi i  terreni agricoli e l’abitazione principale non di lusso. Se i possessori o detentori sono più di uno, essi sono soggetti al pagamento in solido;
  • in caso di leasing o locazione finanziaria, il locatario, per tutta la durata del contratto;
  • in caso di detenzione temporanea dell’immobile di durata non superiore a sei mesi nel corso dello stesso anno solare, il possessore dei locali e delle aree a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e superficie;
  • in caso di locali in multiproprietà e di centri commeciali integrati, occorre distinguere tra  i locali e le aree scoperte di uso comune,  e i locali e le aree scoperte in uso esclusivo ai singoli possessori o detentori. Per i primi la TASI viene pagata dal gestore dei servizi comuni; per i secondi dai singoli possessori o detentori.

Chi non paga la TASI

Sono esentati dal pagamento della TASI:

  • gli immobili posseduti dallo Stato, nonché gli immobili posseduti, nel proprio territorio, dalle Regioni, dalle Province, dai Comuni, dalle comunità montane, dai consorzi fra detti enti, ove non soppressi, dagli enti del servizio sanitario nazionale, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali, vale a dire i compiti propri di questi enti;
  • i fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9 (sono particolari categorie di immobili, come ad esempio stazioni per servizi di trasporto, ponti comunali o provinciali con pedaggio, edifici presenti nei cimiteri, fari, fortificazioni e altri);
  • i fabbricati con destinazione ad usi culturali;
  • i fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto;
  • alcuni fabbricati di proprietà della Santa Sede;
  • i fabbricati appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali;
  • i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e recuperati allo scopo di essere utilizzati per finalità assistenziali;
  • gli immobili, utilizzati da enti non commerciali, destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali o previdenziali;
  • gli immobili che non siano fabbricati o aree edificabili (ad esempio i terreni agricoli).
  • gli immobili destinati ad abitazione principale non di lusso.

Il Comune, con apposito regolamento, può stabilire riduzioni ed esenzioni dalla TASI nel caso di:

  • abitazioni con unico occupante. Si pensi alle tante persone che vivono sole;
  • abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo. E’ il caso delle case di villeggiatura;
  • immobili, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale, oppure ad uso non continuativo, ma ricorrente: ad esempio, il locale che apre soltanto d’estate o d’inverno;
  • abitazioni occupate da soggetti che risiedono o abbiano la dimora, per più di sei mesi all’anno, all’estero;
  • fabbricati rurali usati come abitazione.

Se si possiede uno di questi immobili, è il caso quindi di chiedere informazioni al Comune di appartenenza, circa eventuali riduzioni o esenzioni.

Ora sai chi non paga IMU e TASI, e puoi verificare se, per caso, anche tu rientri tra coloro che sono esentati da queste imposte.


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1 Commento

  1. Nell’articolo si afferma che non paga la TASI ” l’immobile destinato ad abitazione principale non di lusso” Io abito da sola a Caserta – San Leucio. La mia è abitazione principale non di lusso, casa di interesse storico dichiarata ufficialmente ( Decreto Ronkei), ma il Comune mi fa pagare questa tassa che è odiosa ,anche perchè la casa è grande e nonostante la riduzione del 30% l’importo è molto elevato e difficile da sostenere per una pensionata che vive da sola. E’ possibile sapere se la tassa e dovuta e se è riducibile? Grazie.

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