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Italianshare: chiude l’isola felice del filesharing

17 Novembre 2011 | Autore:
Italianshare: chiude l’isola felice del filesharing

 

Oramai è noto a tutti che Internet, per la sua universalità, è incontrollabile; qualsiasi forma di censura diventa difficile se non impossibile da applicare. Se prima del download selvaggio, per un CD o un film copiato si ricorreva al “vu cumprà” per strada, ora c’è il web, da molti utilizzato proprio per la diffusione di materiale illegale. Nonostante le battaglie portate avanti dalle case discografiche e dalle major cinematografiche, il P2P continua a proliferare e trova sempre nuove strade.

Si è iniziato con Napster, uno dei primi programmi di filesharing presenti in rete, chiuso poi perché consentiva la condivisione di brani in MP3 protetti da diritto d’autore. In quel caso il sistema era molto semplice: utilizzava un server centrale che consentiva la condivisione dei contenuti digitali.

Per bypassare gli ostacoli, sono nati così altri servizi di filesharing che sfruttano server distribuiti o che mettono in connessione diretta i PC di chi condivide (per es. eMule e BitTorrent).

Attraverso un programma chiamato “client”, è possibile scaricare un file, prendendo le varie parti che lo compongono dai computer di diversi utenti collegati. I questo caso, dunque, non si scarica il file direttamente da un sito, ma il programma riesce a scovarlo sui PC delle chi è connesso al network. Una organizzazione del genere è molto più difficile da bloccare.

Ai classici canali di filesharing si sono aggiungi oggi i servizi di filehosting. Si tratta di siti dove gli iscritti possono caricare i file, che poi possono essere scaricati da chiunque. Tra i più famosi vi sono RapidShare, MegaUpload e molti altri.

Questi servizi, però, non hanno un motore di ricerca che consente di indicizzare i file. Per scaricare un film, un brano musicale o qualsiasi altra cosa, bisogna conoscere il link diretto.

Non essendoci un motore di ricerca per rintracciare un determinato brano musicale, programma o altro genere di materiale, come si può allora trovare un file? Qui entra in gioco Italianshare. Questo sito in realtà non era altro che un forum dove i vari iscritti condividevano tra loro non direttamene i file, ma solo i link che servivano a scaricarli dai siti di filehosting o attraverso programmi come eMule o BitTorrent. Il materiale, legale o illegale che fosse, non risiedeva, quindi, fisicamente sui server di Italianshare. Quest’ultimo si limitava solo a condividere i link.

Italianshare era forse il sito più utilizzato in Italia per la condivisione dei link. Ma ce ne sono tanti altri con la stessa funzione. Alcuni sono strutturati come blog, altri come forum, ma la sostanza è la stessa. Tutti aggirano il problema della legalità facendosi forti del fatto che, non avendo sui propri server alcun materiale coperto da copyright, non violano alcuna legge.

Si tratta di qualcosa quantomeno strana. È un po’ come un sito che offra l’elenco degli spacciatori ma non vende direttamente la droga.

La chiusura di Italianshare apre ora scenari del tutto nuovi. Altri siti simili potrebbero subire la stessa sorte nei prossimi giorni.

Tutto ciò mette in evidenza diversi aspetti. Innanzitutto viene a galla una lacuna legislativa, sfruttata proprio dagli utenti che amano condividere sul web qualsiasi genere di materiale.

Se Italianshare è illegale, lo sono una miriade di altri siti che fanno la stessa cosa. Ma se così ragionassimo, dovrebbe essere illegale anche Google perché, attraverso il suo motore di ricerca è ugualmente possibile trovare link per scaricare materiale coperto da diritto d’autore. E ciò, invece, sappiamo non essere possibile, sia legalmente che praticamente. La questione è, quindi, molto delicata e soprattutto ancora molto lontana da avere una soluzione definitiva.

Si aggiunga poi l’assurda constatazione che, mentre viene chiuso Italianshare, che non ha sui propri server alcun file illegale, rimangono aperti di file hosting, quelli cioè che custodiscono realmente i file.

Giusta o sbagliata che sia la decisione della Guardia di Finanza, viene sicuramente a mancare una delle più grandi community italiane dedicate al filesharing. Un vero peccato, perché Italianshare era anche uno dei forum più attivi dove i vari utenti potevano scambiare esperienze e condividere anche materiale totalmente lecito.



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