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Come costituire una Onlus

5 ottobre 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 5 ottobre 2018



L’iter per far nascere un’organizzazione di utilità sociale non lucrativa. Il modulo per registrarsi all’Agenzia delle Entrate e le agevolazioni fiscali.

Ti sei guardato in giro ed hai visto che ci sono tante persone a cui potresti dare una mano oppure dei beni culturali ed artistici da proteggere, dei diritti da difendere, dei giovani a cui dare l’opportunità di fare un’attività sportiva. Sai che hai del tempo da dedicarci e magari, parlandone con qualche amico che ha la tua stessa esigenza, ti sei chiesto che cosa si può fare di concreto e, soprattutto, a livello pratico, che cosa serve per mettere in piedi una realtà che funzioni, che sia efficace e che sia in regola con la legge, in modo da poter usufruire delle agevolazioni fiscali. L’idea che ti è passata per la testa è quella di un’organizzazione non lucrativa di utilità sociale, cioè una Onlus. Ma come costituire una Onlus?  Qual è l’iter burocratico da seguire? Quali sono i requisiti necessari per fondarla? Puoi farlo da solo o c’è bisogno di un numero minimo di persone?

Tutte domande legittime a cui devi dare una risposta per sapere se il gioco vale la candela, se il tuo sforzo sarà troppo dispendioso oppure qualcosa, almeno in termini di soddisfazione, ti tornerà indietro.

La prima cosa che devi tenere in considerazione è che per costituire una Onlus hai bisogno di un’associazione o da un ente no profit a cui appoggiarti. Ci sono, poi, alcune pratiche da espletare a livello fiscale e societario. Ma, soprattutto, devi avere uno scopo, devi perseguire un’attività in via esclusiva in uno dei settori in cui puoi operare con la tua organizzazione, dall’assistenza sociale allo sport dilettantistico, dalla beneficenza all’istruzione, dalla tutela del patrimonio artistico a quella dei diritti civili.

Ecco, allora, che cosa ti serve sapere e come costituire una Onlus.

Onlus: che cos’è?

La Onlus, cioè l’organizzazione non lucrativa di utilità sociale, è formalmente una categoria fiscale che si appoggia ad un’associazione o ad un altro ente no profit per perseguire una finalità ben precisa tra quelle previste dalla legge [1].

Possono avere la qualifica di Onlus:

  • le associazioni;
  • i comitati;
  • le società cooperative;
  • le fondazioni;
  • altri enti privati con o senza personalità giuridica.

Non possono avere la qualifica di Onlus:

  • gli enti pubblici;
  • le società commerciali che non sono cooperative;
  • i partiti ed i movimenti politici;
  • le fondazioni bancarie;
  • i sindacati;
  • le associazioni dei datori di lavoro o di categoria.

Esistono, poi, delle realtà che hanno la qualifica di Onlus di diritto. Si tratta di:

  • organizzazioni di volontariato che siano, però, iscritte nei relativi registri regionali e che svolgano delle attività commerciali e produttive marginali;
  • le organizzazioni non governative (Ong);
  • le cooperative sociali;
  • i consorzi delle cooperative che sono formati soltanto da coop sociali.

Onlus: che cosa può fare?

La legge che regola l’attività delle Onlus stabilisce i settori in cui le organizzazioni possono operare con finalità esclusiva. Si tratta di:

  • assistenza sanitaria: comprende tutto ciò che ha a che fare con il diritto alla salute, quindi attività di prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione e trasporto di malati o di feriti su veicoli adibiti;
  • assistenza socio-sanitaria e sociale: servizi o prestazioni economiche per aiutare le persone ad uscire da una situazione di difficoltà (assistenza ai disabili, lotta alla povertà, sostegno a minori, ragazze madri o anziani non autosufficienti, consulenza a persone o famiglie disagiate;
  • beneficenza: contributi economici a persone indigenti o ad altri enti o associazioni che lavorano con loro nel campo dell’assistenza sociale, tutela dei diritti civili, aiuti umanitari, ecc.;
  • formazione o istruzione professionale e culturale attraverso, ad esempio, dei corsi di aggiornamento;
  • sport dilettantistico (attraverso la costituzione di un’associazione sportiva dilettantistica) per garantire lo svolgimento di quest’attività a chi non se lo può permettere;
  • tutela, promozione e valorizzazione di beni di interesse artistico e storico (incluse le biblioteche);
  • tutela e valorizzazione dell’ambiente, ad esclusione della raccolta e del riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi;
  • promozione della cultura e dell’arte;
  • tutela dei diritti civili come i diritti all’autodeterminazione, alla vita, alla libertà, alla sicurezza, contro la tortura e la detenzione ingiusta, contro la schiavitù, ecc.;
  • ricerca scientifica di interesse sociale.

A loro volta, queste categorie si dividono in due:

  • attività di solidarietà presunta, per le quali, cioè, si presume che venga perseguita la finalità di solidarietà sociale. Si tratta dell’assistenza sociale o socio-sanitaria, della beneficenza, della tutela del patrimonio artistico, dell’ambiente e della cultura e della ricerca scientifica.
  • attività di solidarietà condizionata (tutte le altre) che perseguono il fine di solidarietà sociale solo se dirette a sostenere dei soggetti bisognosi, comprese le popolazioni estere che necessitano di aiuti umanitari. La Onlus è tenuta in questi casi a certificare la situazione di bisogno di chi usufruisce dei suoi aiuti.

A queste attività si aggiungono quelle integrative come forma di finanziamento. Si parla, quindi, della vendita di prodotti di valore non elevato per sostenere economicamente la Onlus.

Onlus: come si costituisce

Per poter costituire una Onlus che abbia come scopo esclusivo una delle attività sopra citate, avrai bisogno di altre 2 persone. Dovrete essere 3 soci fondatori, infatti, per formare il primo Consiglio direttivo e nominare un presidente. Dopodiché, inizia l’iter burocratico in cui dovrai:

  • elaborare un atto costitutivo e uno statuto dell’associazione in duplice copia originale per costituire la Onlus;
  • registrare la Onlus presso l’Agenzia delle Entrate, in modo da poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. Dovrai fare un codice fiscale della Onlus, pagare la tassa di registro e presentare atto costitutivo e statuto seguendo la procedura per la registrazione degli atti privati;
  • iscrivere la Onlus all’apposita anagrafe facendone richiesta alla Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla data in cui è stato sottoscritto l’atto costitutivo allegando il modello del Ministero dell’Economia (puoi scaricarlo qui), copia di atto costitutivo e statuto e documento del legale rappresentante.

A questo punto, se l’Agenzia delle Entrate accoglie la tua richiesta perché ci sono i requisiti, l’iter sarà finito e la tua sarà una Onlus legalmente riconosciuta.

Onlus: l’atto costitutivo e lo statuto

Costituire una Onlus significa dare forma ad una realtà associativa che avrà:

  • un presidente per il coordinamento della Onlus;
  • un Consiglio direttivo come organo esecutivo;
  • un’assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio e per nominare o rinnovare gli organi della Onlus.

Come dicevamo, è necessario elaborare un atto costitutivo ed uno statuto che, tra le altre cose, verranno registrati all’Agenzia delle Entrate. Questi documenti devono per forza contenere:

  • il perseguimento di una finalità esclusiva di solidarietà sociale;
  • il divieto di svolgere altra attività rispetto a quelle elencate prima, tranne quelle direttamente connesse;
  • il divieto di distribuire degli utili o degli avanzi di gestione;
  • l’obbligo di devolvere il patrimonio della Onlus, nel caso venisse sciolta, ad altre Onlus o ai fini di utilità pubblica;
  • l’obbligo di elaborare un bilancio annuale;
  • la disciplina del rapporto associativo escludendo una partecipazione temporanea e precedendo per i soci o partecipanti maggiorenni il diritto di voto;
  • l’uso della dicitura «Onlus» o, per esteso, «Organizzazione non lucrativa di utilità sociale» in qualsiasi tipo di comunicazione rivolta al pubblico o di segno distintivo dell’associazione (ad esempio nel logo).

Onlus: lavoro gratuito o a pagamento?

Il fatto di essere un’organizzazione non lucrativa non vuol dire che una Onlus debba per forza lavorare gratis. Certo, può scegliere di farlo autofinanziandosi e/o beneficiando di donazioni o contributi di enti pubblici. Ma può anche farlo a pagamento, pur restando il divieto di distribuire degli utili. Quei soldi serviranno a mantenere in vita l’associazione e, ad esempio, a dare un compenso a chi opera all’interno.

Onlus: i proventi sono tassati?

No. I proventi che l’Onlus ricava dalla sua attività e da quelle connesse non sono tassati, e questa è la principale agevolazione fiscale di cui godono queste associazioni che hanno una finalità esclusiva di solidarietà sociale, tra le quali ci sono anche:

  • l’esenzione Iva per prestazioni ospedaliere, di cura, educative e di formazione;
  • l’esenzione dall’imposta di bollo e dell’obbligo di emettere lo scontrino fiscale per le attività di utilità sociale;
  • l’esenzione dalle tasse di concessione governativa;
  • l’esenzione dalle imposte di successione e di donazione;
  • l’esenzione dall’imposta su spettacoli e intrattenimenti;
  • le agevolazioni per organizzazione di attività ludiche come lotterie, tombole, pesche di beneficenza, ecc.;
  • la possibilità di partecipare ai contributi che arrivano dall’iscrizione alle liste del 5×1000.

note

[1] Dlgs. n. 460/1997.

Autore immagine: Pixabay.com

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