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Come avere una mentalità vincente

2 settembre 2018


Come avere una mentalità vincente

> Cultura e società Pubblicato il 2 settembre 2018



Sei tra quelle persone che odiano perdere più di quanto amino vincere? Allora sarai interessato a sapere che per riuscire in ciò che vuoi puoi crearti una mentalità vincente.

Di teorie elaborate in merito a come avere una mentalità vincente ce ne sono davvero tante. Ma perché? Innanzitutto, perché se anche fosse vero che l’uomo utilizza solo il 10% del proprio cervello (mito o realistica che sia l’informazione) è altrettanto vero che, a parità di condizioni, è colui che ha l’atteggiamento mentale vincente spesso a raggiungere gli obiettivi prefissati. Infatti, molto dipende dalla nostra determinazione: senza di essa le potenzialità rimangono tali perché se non è la volontà ad indirizzare l’azione della persona ed a sviluppare quel dono, col lavoro sodo, le ipotesi su “cosa potresti fare” o “chi potresti diventare” rimangono tali. Non basta volere qualcosa o pensarci intensamente per ottenerla, occorre guadagnarsela con le proprie capacità e fatiche e, prima ancora, vedere già il risultato nella nostra mente e pensare che è solo una questione di tempo, perché ciò che vogliamo noi lo avremo. Questo è il concetto di base. Sviluppare una mentalità vincente altro non è se non raggiungere una predisposizione di animo che ci permette di avere una alta aspettativa da riporre nelle capacità personali e nei propri mezzi. Si tratta, per esemplificare, di una abilità mentale che si costruisce con sforzo ma che ti porta ad avere massima fiducia sulle tue abilità fisiche, tattiche o tecniche, migliorando sia le prestazioni di queste che la tempra mentale. Questo perché? Perché il risultato si ritiene già nelle proprie capacità: occorre solo agire con coerenza per conquistarlo. Quindi, che si debba affrontare un esame piuttosto che un colloquio di lavoro od una prova agonistica o un problema da risolvere, la predisposizione mentale è la prima arma da mettere in campo. Ma attenzione: la autostima deve essere vera, cioè, fondata su valutazioni realistiche afferenti a quelle che sono le abilità esistenti e quelle che si possono acquisire, imparando a concentrare le proprie energie verso il raggiungimento dell’obiettivo, passo dopo passo, superando i propri limiti. L’autoconoscenza è fondamentale ed in questa ottica i limiti personali diventano degli obiettivi da superare per ottenere ancora di più. Tale impostazione psicologica, nella generalità dei casi, viene costruita dalla persona: non è un dono della natura. Pensiamo agli sportivi ed anche agli agonisti, ecco loro ne sono un lampante esempio. Comprendiamo, dunque, se è possibile averla anche noi e, soprattutto, come sviluppare una mentalità vincente.

Vincere con la mente

Acquistare un sano equilibrio tra vita familiare e vita lavorativa, anche nelle professioni che richiedono massimi sacrifici in termini personali per riuscire: ecco, questo è (anche) frutto di una mentalità vincente. Capire quando e come cambiare strada nella propria vita, in barba a tutto ciò in cui hai creduto e per cui hai lavorato fino a quel momento: anche questo è una possibile meta per una mentalità vincente. Cessare un rapporto logoro che va avanti per necessità o per routine e trovare il tempo ed il modo per riuscirci: altro esempio. Insomma, malattia, attività lavorativa, vita di relazione e sport, nessun traguardo è al di fuori del campo di operatività di una mente vincente. In linea generale, possiamo dire che, ottimista o lamentoso che tu sia, è necessario che tu sappia che entrambi gli atteggiamenti nei confronti della vita e delle relazioni quotidiane sono ontologicamente [1] errati. Nulla vale più del realismo, quando si tratta di combattere o di raggiungere dei risultati. La motivazione è abbastanza semplice da comprendere, per come rende esplicita una bella perla di saggezza che spiega come, nella vita, il pessimista maledice il vento, e si lamenta, l’ottimista è certo che il vento cambierà, e quindi aspetta, il realista guarda come sfruttare il vento presente, ed aggiusta le vele. Dunque, non basta non essere pessimisti o piagnucolosi né limitarsi ad improntare la propria mente al pensiero positivo ma occorre saper trasformare la propria volontà, che è già principio di azione, in qualcosa di operativo. La volontà ha, difatti, natura dinamica e non statica: basti pensare che il pessimista vede in una opportunità tutte le difficoltà da superare mentre l’ottimista vede nella difficoltà una opportunità. Ma è chi ha la mentalità vincente a riuscire a trasformare ogni difficoltà in opportunità ed ogni opportunità in vittoria, con un allenamento [2] che parte certamente da molto prima della definizione dell’obiettivo, lavorando su se stessi, e che nasce dal pensiero positivo ma lo sviluppa con concrete analisi e conseguenti azioni che permettono la crescita personale ed il raggiungimento di mete prefissate. Dunque, non è come nel caso della legge di attrazione in virtù della quale, il continuo ed orientato pensiero personale verso ciò che desideriamo fa sì che quell’obiettivo ci raggiunga, anziché ottenerlo noi. In questa ipotesi, infatti, si fa affidamento ad una staticità che non è contemplata nello sviluppo di questa predisposizione volitiva se non nella sola fase precedente alla azione personale. Ad esempio, la mentalità vincente riesce a pensare nel buio del problema “questo è il momento di difficoltà che mi può dare un vantaggio, anche se non immediato”. Ed è da qui che si dipana la forza della volontà che, quanto prima, viene trasformata in azione.

In concreto, parlare di mentalità vincente è parlare della possibilità di acquisire uno stile di vita che, come tutte le cose importanti, si raggiunge con un allenamento quotidiano e motivato e che permette, a sua volta, di spingersi fino ad conquistare qualunque cosa si desideri. Quindi, una qualità tecnica, una performance migliore, una velocità di pensiero superiore, il superamento dei propri limiti, la realizzazione di un progetto personale sono tutti esempi di ciò che si può ottenere. Sia chiaro che anche il carattere della persona ha una influenza importante in questo allenamento ma, come già anticipato, non è sufficiente, potendo anche questo essere modificato dalla mentalità e dalla giusta motivazione. Vediamo, dunque, su quali concetti, strumenti ed attività devono concentrarsi le nostre capacità e la determinazione.

Atteggiamento vincente

Inutile dirlo: è la psicologia vincente l’arma principale per sviluppare la mentalità di pari natura. È questa la capacità che, a sua volta, diventa generatrice di altre personali potenzialità. Secondo questa ottica, nulla è inutile, nulla impossibile, nulla per sempre: si deve vivere nella consapevolezza che tutto ciò che ci accade, nel bene e nel male, è orientato a farci migliorare ed occorre solo imparare a saper leggere gli eventi ed a saperli cavalcare. Non si sta fermi ad aspettare né a lamentarsi: al massimo, si sta fermi per meditare, rinforzare la volontà e poi agire. Non si tratta di una favoletta: è constatazione di una realtà concreta a cui, solo, dobbiamo abituarci per crederci fermamente e far sì che diventi lievito nella nostra coscienza e nella nostra intelligenza. Ma si sa: la natura umana è volubile, troppo spesso facile al ripensamento, poco spesso volto alla abnegazione verso qualcosa che non dà frutti immediati. Ecco perché è il lavoro mentale quello più arduo: saper credere di avere delle capacità ancora inesplorate, di poterle potenziare e di poter raggiungere quello che rappresenta il successo personale, è più difficile che operare attivamente. Ma è nel momento in cui si è fermamente convinti del fatto che raggiungere tutto ciò è per se stessi possibile, che si attivano quegli automatismi e quelle situazioni che consentiranno di raggiungere quasi con naturalezza l’obiettivo.

Consapevolezza e naturalezza

È importante l’onestà intellettuale: occorre analizzarsi ed identificare i propri punti di forza e le aree di miglioramento personale. E questa è una operazione che, come nel resto dell’allenamento, si deve imparare a fare con atteggiamento naturale, rilassato e disinvolto. Il distacco emotivo allontana le ansie ed amplia la nostra capacità di vedere il “vero” in modo più che progressivo. Questo step occorre non solo nella partenza ma per tutto il cammino della propria vita.

Mente orientata e volontà

La consapevolezza delle proprie capacità nonché dei personali limiti, che non impediscono il raggiungimento di alcun obiettivo, ci permette di concentrare l’attenzione sugli aspetti che debbono divenire oggetto di progresso personale. La volontà deve essere orientata allo scopo e tutti i pensieri confluiscono verso di esso, aiutandoci a superare gli ostacoli (ad esempio, anche di ordine caratteriale) via via che si presentano. È questa attività che consente di creare i presupposti per il raggiungimento della meta, aiutandoci a comprendere quali sono gli ostacoli personali al cambiamento su cui dover lavorare e sui quali ottenere progressi.

Fissazione di un programma

È a questo punto che, acquisita la psicologia vincente, naturalmente orientata all’obiettivo, qualunque esso sia, ed orientati consapevolezza, volontà e pensieri all’analisi veritiera della situazione ed al superamento di ogni ostacolo, anche mediante la trasformazione del nostro essere, si deve decidere il piano operativo. La quale operazione si sostanzia, in concreto, nell’individuare l’elenco delle attività da realizzare per raggiungere la meta, stilandone un piano operativo, per tipologia di attività, tempo e modalità, da seguire.

Non mollare in caso di sconfitta

C’è un antico detto secondo cui “quando si chiude una porta, si apre un portone” vale a dire che l’invano transito di una occasione o la mancata riuscita di un progetto altro vogliono dire che sconfitta bensì predisposizione ad occasione o progetto migliori. Ecco, ogni caduta nella mentalità vincente deve essere vista per quella che è: una occasione di possibile maggiore risalita. Una ingiusta ferita viene vista per quella che è: una piccola medaglia all’onore della persona. Ecco perché non si deve mai mollare: perché è proprio da quella sconfitta che potrebbe nascere la “vittoria di qualità” della nostra vita. Ed anche questo tipo di sforzo ci permetterà di raggiungere maggiori livelli di performance o di competenze, nel rispetto della nostra identità caratteriale. Perché anche ciò rientra nel concetto di autodisciplina che riunisce in sé altri valori come lo spirito di sacrificio, la responsabilità, il coraggio e l’energia: tutti importanti, e nessuno sufficiente per sè solo, per scalare la vetta del nostro essere. Perché tutte rappresentanti attività con cui la nostra intelligenza, ed il nostro spirito, devono allenarsi ed addestrarsi per conquistare la psicologia vincente e valorizzare, così, la propria unica e speciale identità.

di SAMANTHA MENDICINO

note

[1] Ontologico: che riguarda l’essenza delle cose, la loro sostanza.

[2] Alcuni hanno definito lo sforzo che l’uomo affronta per acquisire la mentalità vincente lo “sport silenzioso” per far comprendere quanto importante sia l’allenamento e l’attività per ottenere, prima, e mantenere, poi, questa forma mentale.


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