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Cane, viaggio all’estero

25 settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 settembre 2018



Siamo in partenza per un Paese straniero e vogliamo portare con noi il nostro cane. Perfetta decisione ma ricordiamoci che anche per Fido vanno fatti dei preparativi.

Quando nacque l’Unione Europea, all’epoca Comunità Europea, la principale notizia che rimbombava in ogni occasione se ne parlasse era quella relativa alla libertà di movimento dei cittadini della Unione all’interno della stessa, senza pagamento di dazi od altro grazie alla cd “armonizzazione delle leggi”, cioè alla definizione di una regolamentazione comune a tutti i Paesi della U.E.  Ebbene, secondo le statistiche oggi si deve prendere atto dell’importante ruolo sociale che ha l’animale nelle famiglie oltre al fatto che, secondo una ricerca Eurispes, un ente che si occupa di ricerca per studi politici, sociali ed economici, poco meno della metà delle famiglie italiane ha un animale in casa mentre in Europa il numero delle famiglie è pari ad una su quattro. È evidente che, nell’ottica della libertà di movimento, a ciascuno deve essere consentito non solo di poter viaggiare ma di poterlo fare oltre i confini col nostro animale. Ecco perché è nato il passaporto europeo per gli animali ed è stata dettata una specifica, ed in fin dei conti semplice, normativa uguale per tutti i cani dei cittadini europei. Ed allora vediamo le regole che sono state dettate per portare Fido oltre i confini italiani come, ad esempio, avere fornito di microchip il nostro cane, avergli fatto l’antirabbica o avergli preso il passaporto europeo. E se andiamo nei Paesi Extra Europei? Nessun problema: anche in questo caso ci sono delle regole anche se, per necessaria personale sicurezza, è sempre bene contattare prima l’ambasciata del Paese di riferimento per chiedere le informazioni e potersi regolare di conseguenza. Ecco, dunque, come fare quando il cane nel viaggio all’estero viene con noi!

Informarsi prima di partire

Lo facciamo anche noi quando dobbiamo partire senza il nostro cane: assumiamo le informazioni che ci occorrono prima del viaggio, tramite internet od una telefonata, presso le rappresentanze diplomatiche o consolari del Paese da visitare presenti in Italia. Risulta buona regola messa spesso in atto, infatti, prima di viaggiare in Paesi extra U.E., informarsi se per l’espatrio basta la carta di identità per l’espatrio o si necessiti altro documento, come il passaporto o il visto di ingresso. Ed ancora: informazioni sulle condizioni attuali sanitarie del Paese, sull’eventuale necessità di vaccinarsi contro una malattia specifica o sull’esistenza o meno di accordi bilaterali (cioè intercorsi tra il Paese straniero e l’Italia) per la assistenza sanitaria o, infine, altre informazioni sulla copertura sanitaria. Ecco, questa stessa attenzione dobbiamo prestarla al nostro cane. Così viene anche naturale assumere presso l’Ufficio Consolare o l’Ambasciata del Paese, U.E. od extra U.E., presente nel nostro Paese informazioni utili su quali siano gli obblighi di legge da rispettare in quella Nazione perché sia permesso l’ingresso di un cane.

Cosa non deve mancare per il viaggio del cane

Dunque, sono fondamentalmente tre le cose che, relative al nostro amico a quattro zampe, non devono mancare prima di partire:

  • il passaporto. Il passaporto è il documento unico europeo, quindi uguale in tutti i Paesi dell’Unione Europea, che racchiude in sé tutte le informazioni necessarie relative al nostro cane. Nel passaporto, infatti, vengono riportati: il numero del microship, una breve descrizione del nostro beniamino, dati ed indirizzo del proprietario, la data del vaccino antirabbica. Il servizio veterinario della ASL competente rilascia il passaporto dopo 21 giorni dalla effettuazione della vaccinazione contro la rabbia.
  • il microchip. È obbligatorio da noi in Italia, dunque, il nostro peloso già dovrebbe esserne provvisto. Nell’ipotesi contraria, provvediamo immediatamente in tal senso contattando il nostro veterinario o la struttura ASL competente, perché se il nostro cane non è microchippato ci è preclusa la possibilità di farlo venire con noi. Chi, invece, avesse identificato il proprio cane col tatuaggio (che era la tecnica usata fino al 2011) resta accettato l’animale solo se il codice del tatuaggio stesso sia ben visibile, ad eccezione del Regno Unito, dell’Irlanda e della Svezia;
  • il vaccino contro la rabbia. Il nostro amico deve certamente ricevere il vaccino antirabbica perché questa è l’unica profilassi obbligatoria per l’espatrio. Tanto è vero ciò che la avvenuta profilassi deve essere menzionata nel passaporto.

Un caso a parte sono i cuccioli con meno di tre mesi, poiché alcuni Paesi anche europei non ne permettono l‘introduzione quando sono così piccoli, in quanto non sono ancora tutelati integralmente dal vaccino dell’antirabbica non avendo concluso il protocollo. In questo caso, quindi quando abbiamo un cucciolo di tre mesi, è sempre consigliato rivolgersi al Consolato del Paese di destinazione, anche se all’interno dell’U.E., per verificare se l’ingresso del cucciolo di tre mesi, non vaccinato contro l’antirabbica, sia permesso o meno.

Viaggio nella Unione Europea

Le informazioni appena fornite sono quelle generali. Ma è opportuno rammentare che esistono alcuni Paesi dell’Unione Europea che hanno regole più restrittive per l’introduzione dei cani nel senso che possono richiedere vaccini ulteriori o certificazioni, come nel caso, ad esempio, di Regno Unito, Irlanda, Finlandia, Malta e Svezia. Ecco perché il contatto preventivo presso il Consolato del Paese che si vuole raggiungere od il suo ufficio del turismo, con la finalità di acquisire tutte le notizie più utili ed aggiornate, rimane l’avvertimento principale.

Alcune delle prevenzioni ulteriori che possono essere richieste dai Paesi europei (e che dovranno comparire sul passaporto del cane) sono, ad esempio:

  • il vaccino contro l’echinococco, per Finlandia, Regno Unito, Irlanda, Svezia e Malta;
  • il trattamento contro le zecche, per Regno Unito, Irlanda, Svezia e Malta;
  • oppure il test di verifica degli anticorpi antirabbica, che consiste in un esame del sangue da far eseguire sul cane generalmente, per Regno Unito, Irlanda e Malta, dopo 30 giorni dalla vaccinazione e, comunque, almeno 6 mesi prima del viaggio; per la Svezia, dopo 120 giorni dalla vaccinazione.

Viaggio fuori dalla Unione Europea

Qui occorre fare una differenza e, precisamente, se il viaggio si intende farlo:

  • in alcuni Paesi come Città del Vaticano, San Marino, Norvegia, Islanda, Svizzera o Monaco, nei quali potremmo dover rispettare le medesime regole disposte dall’Unione Europea, grazie alle convenzioni internazionali;
  • in tutti gli altri, la regola è sempre quella di contattare l’ambasciata del Paese extra U.E. in Italia per conoscere in modo preciso le disposizioni in materia di ingresso di cani nel Paese di destinazione.

Il consiglio di contattare previamente gli uffici competenti del Paese di destinazione vale sempre, ovunque e comunque. Soprattutto se pensiamo che vi sono alcuni Nazioni che impongono l’obbligo di mettere in quarantena temporanea il cane, per diverse settimane, presso una struttura sanitaria locale prima di permetterne l’ingresso. Con necessario allontanamento del cane dalla famiglia.

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