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Olio di palma: quali cibi lo contengono ancora

3 settembre 2018 | Autore:


> Food Pubblicato il 3 settembre 2018



In questo articolo vedremo quali sono le caratteristiche dell’olio di palma, perché è bene evitarne il consumo e quali cibi lo contengono ancora.

In questi ultimi tempi hai sentito parlare molto dell’olio di palma. Hai letto numerosi articoli di giornale, nei quali si dice che questo grasso è pericoloso per la salute, in particolare per quella del sistema cardiovascolare. Hai appreso che, anni fa, quest’olio era molto presente nella nostra alimentazione senza che lo sapessimo; poi, man mano che i consumatori hanno acquisito consapevolezza dei rischi ad esso collegati, molti produttori hanno rinunciato ad utilizzarlo. Tu sei sempre molto attento alla salute, cerchi di attuare un consumo consapevole, ti nutri scegliendo alimenti benefici o quantomeno non nocivi. A proposito dell’olio di palma, vorresti quindi sapere quali alimenti lo contengono ancora. Leggendo questo articolo lo scoprirai.

Innanzitutto devi sapere che l’unico modo per verificare se un alimento contiene o meno olio di palma è quello di leggere l’etichetta degli ingredienti. Questa è una buona abitudine che ogni consumatore dovrebbe acquisire. Vi sono però nei cibi in cui è più probabile che questo grasso sia presente, e di conseguenza  essi vanno particolarmente attenzionati.

Prima, però, di concentrare la nostra attenzione su questi alimenti a rischio, è bene conoscere più da vicino quest’olio, per comprendere le ragioni per le quali molti ne sconsigliano l’utilizzo.

Cosa è l’olio di palma

L’olio di palma è un olio vegetale che deriva dalla polpa, di colore rossastro, del frutto della palma da olio. Esso, appena estratto, è ricco di sostanze utili all’organismo: il betacarotene, dal quale dipende il colore rossastro, il licopene, la vitamina E, i fitosteroli, i glicolipidi. Queste sostanze vanno perdute durante il processo di raffinazione.

L’olio di palma raffinato è il grasso più utilizzato nella produzione di alimenti. Infatti, grazie al suo elevato contenuto di grassi saturi, esso è molto stabile se esposto alle alte temperature. I grassi saturi, per la loro particolare composizione, sono particolarmente adatti alla cottura. Inoltre il suo costo è altamente competitivo, e per questa ragione viene prediletto dall’industria alimentare. Anche nei ristoranti questo grasso è molto utilizzato, soprattutto nelle fritture.

Le ragioni per le quali molti consumatori scelgono di non utilizzare prodotti contenenti olio di palma sono legate a due ordini di fattori: i danni all’ambiente prodotto dalle coltivazioni intensive di palma, e i pericoli per la salute che derivano dal suo consumo.

Olio di palma e danni all’ambiente

I Paesi nei quali viene coltivata la palma da olio sono situati in Africa, sud-est asiatico e sud America.  Queste regioni sono sempre state caratterizzate da estese foreste. Queste ultime vengono sistematicamente abbattute, per far posto alle coltivazioni di palma da olio. Ciò provoca devastanti conseguenze a livello ambientale:

  • innanzi tutti, vi sono effetti negativi per la biodiversità. Al posto delle foreste, caratterizzate da una grande varietà di vegetali diversi, si estendono, uniformi, le piantagioni di palma;
  • ciò ha effetti sul clima: le foreste contribuiscono all’equilibrio climatico del pianeta, distruggerle significa alterarlo;
  • le conseguenze negative si verificano anche a carico delle  popolazioni locali: queste perdono l’ambiente nel quale hanno vissuto per generazioni, e, cosa ancora più grave, vengono ridotte in condizioni simili alla schiavitù. Infatti, essendo impossibilitate a procurarsi il cibo nel modo in cui erano abituate,  sono costrette ad accettare il ricatto delle multinazionali agro-alimentari, che offrono loro di lavorare nelle piantagioni in condizioni di sfruttamento;
  • per finire, vi sono effetti anche sulla fauna locale: la deforestazione provoca l’estinzione delle specie animali che vivevano negli ambienti distrutti.

Olio di palma e danni alla salute

Riguardo al rapporto tra olio di palma e salute, si sentono spesso notizie contrastanti. Ovviamente i produttori di questo grasso tendono ad affermare che esso non è nocivo, e in alcuni casi giungono a sostenere che questo olio contiene delle sostanze benefiche per l’organismo umano. In particolare:

  • i carotenoidi, soprattutto il betacarotene. Si tratta di un precursore della vitamina A, con effetti antiossidanti;
  • il licopene, pure antiossidante;
  • il coenzima Q10, anch’esso un potente antiossidante,  di fondamentale importanza per le cellule del nostro organismo. Esso, inoltre, aiuta nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e nel controllo della concentrazione di colesterolo nel sangue;
  • lo squalene, che esplica un’azione protettiva della pelle;
  • i fitosteroli, che aiutano a ridurre il colesterolo;
  • i glicolipidi, particolari molecole che hanno un ruolo nel mantenimento dell’equilibrio cellulare.

Peccato, però,  che queste preziose sostanze vadano perdute a seguito della raffinazione,  per cui questo grasso, una volta raffinato, ha caratteristiche ben diverse.

Dal punto di vista della salute delle arterie, l’olio di palma, come il burro, contiene un’elevata quantità di grassi saturi. Il paragone con il burro, che è un grasso a noi più familiare perché è tradizionalmente adoperato nella nostra cucina, non deve tuttavia indurre in inganno. Infatti, sia l’olio di palma che il burro possono essere adoperati senza danni, purché in una situazione di equilibrio alimentare. Una piccola quantità di questi grassi non fa male, se essi rientrano in una dieta varia ed equilibrata, come quella mediterranea. gIn un regime alimentare corretto, i grassi dovrebbero costituire al massimo il 35% della quota calorica giornaliera, e dovrebbero essere così distribuiti:

  • grassi saturi: non più del 7-10% delle calorie totali;
  • grassi monoinsaturi: fino al 20% delle calorie totali;
  • grassi polinsaturi: circa il 7% delle calorie totali.

Via libera all’olio di palma dunque? Certamente no. Infatti esso presenta ulteriori svantaggi per la salute:

  • innanzi tutto, il rischio che contenga tracce di insetticidi. Sì pensi al  fatto che esso proviene, spesso, da zone in cui è ancora utilizzato il DDT, il famigerato insetticida che in Europa è bandito da decenni, per i gravi danni che comporta all’organismo umano. Certamente la presenza di sostanze chimiche nocive sarà minimo, ma bisogna tener conto del rischio del cosiddetto “effetto accumulo”: ciò significa  che queste sostanze, nel tempo, si accumulano  nel corpo con effetti nocivi. Il rischio è più elevato nei bambini.
  • la lavorazione industriale rende più dannoso l’olio di palma: vi sono studi che suggeriscono che esso potrebbe avere effetti negativi sulla salute di cuore e arterie, oltre a sviluppare sostanze potenzialmente cancerogene.

La regola da seguire pertanto non è quella di bandire completamente questo tipo di grasso: sarebbe praticamente inattuabile, anche perché, se si può effettuare un controllo sui gli ingredienti dei prodotti acquistati al supermercato, non è possibile fare altrettanto con le pietanze che si consumano al ristorante o in pizzeria. Non dimentichiamo, infatti, che quest’olio viene abbondantemente adoperato anche dai ristoratori, per le sue buone prestazioni in presenza di temperature elevate, soprattutto nel caso di fritture. Occorre quindi prestare attenzione a ciò che può rientrare nel nostro controllo, e cioè i prodotti industriali che acquistiamo quando facciamo la spesa. Per questo è importante sapere quali cibi contengono olio di palma, in modo tale da leggere attentamente l’etichetta alimentare per constatarne l’eventuale presenza.

Prodotti che contengono olio di palma

Fino a qualche anno fa, i produttori non erano soliti specificare sulle confezioni la presenza dell’olio di palma: la legge consentiva loro di utilizzare la dicitura generica “oli vegetali”. Oggi, invece, la tipologia di grasso utilizzata nella produzione deve essere specificata tra gli ingredienti. In presenza di una maggiore consapevolezza dei consumatori, molte industrie hanno deciso di rinunciare all’utilizzo dell’olio di palma, e lo dichiarano sulla confezione, perché sanno che questo  rende i prodotti più apprezzati.

Tuttavia, vi sono ancora molte tipologie di cibi che contengono olio di palma. Qui di seguito ti dirò di quali si tratta: così, quando farai i tuoi acquisti, presterai una maggiore attenzione agli ingredienti che contengono. Ecco quali sono:

  • le merendine industriali. Oggi l’olio di palma è meno presente, sostituito da quello di girasole, di mais o d’oliva, oppure dal burro. Tuttavia, in alcuni casi è adoperato, quindi è meglio controllare;
  • i biscotti industriali. Per questi, vale lo stesso discorso fatto per le merendine. Un controllo va fatto anche sui prodotti artigianali proposti dai panifici, visto che il basso costo di quest’olio potrebbe indurre a utilizzarlo nella loro lavorazione;
  • i pani a cassetta, i pani morbidi, i pan brioche;
  • i cornetti industriali;
  • i budini, sia pronti che in polvere (da fare a casa);
  • le creme tipo gianduia spalmabili;
  • le torte confezionate;
  • le fette biscottate;
  • le focacce confezionate, da riscaldare a casa;
  • i grissini;
  • il pane confezionato;
  • i crackers;
  • le patatine in busta;
  • i salatini;
  • gli snack;
  • i prodotti lievitati;
  • la pasta sfoglia industriale, in vendita nel banco frigo (di solito in rotoli) o surgelata, e gli altri impasti similari, come quello per pizza, la pasta fillo, la pasta brisée, la pasta frolla;
  • le cotolette impanate, soprattutto di tacchino o di pollo;
  • i sughi pronti;
  • le pizze surgelate;
  • i prodotti surgelati con panatura;
  • i dadi da brodo;
  • i prodotti per l’infanzia;
  • il latte per neonati.

Il discorso vale anche per i prodotti biologici. Anch’essi, infatti, possono contenere olio di palma. Quest’ultimo sarà dannoso tanto quasi quanto quello non biologico, tuttavia presenterà almeno due vantaggi: l’assenza di sostanze chimiche nocive, prima tra tutte il dannosissimo ddt; e (almeno si spera) il rispetto dell’ambiente da parte dei coltivatori, che è una delle caratteristiche imprescindibili di un prodotto biologico.

Prodotti non alimentari che contengono olio di palma

Oltre ai prodotti alimentari, l’olio di palma è presente anche  altrove, dove non immagineresti di trovarlo. In questo caso, però, non c’è da temere per la salute, non si tratta di cibi. Ti elenco comunque questi prodotti per completezza e perché si tratta di una curiosità. Eccoli:

  • le creme di bellezza. L’olio di palma conferisce a questi cosmetici maggior consistenza;
  • i rossetti;
  • lo shampoo, perché aiuta la produzione della schiuma;
  • il dentifricio, per la sua azione addensante;
  • i saponi;
  • i detersivi;
  • gli integratori per le donne in gravidanza;
  • alcune candele;
  • il biodiesel. Esso viene infatti utilizzato per la componente rinnovabile di questo carburante. Questo, però, non trova tutti d’accordo, perché la grande quantità di olio di palma che occorre a questo scopo richiede l’impianto di molte piantagioni, con i danni all’ambiente di cui ti ho parlato.

Ora che sai quali cibi contengono ancora olio di palma, sei in grado di esercitare un consumo consapevole di scegliere meglio i prodotti per l’alimentazione tua e dei tuoi cari.

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