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Stitichezza: quali alimenti evitare?

13 settembre 2018 | Autore:


> Salute e benessere Pubblicato il 13 settembre 2018



Talvolta la soluzione per un disturbo che ci affligge non si trova unicamente in un farmaco da assumere, ma anche in un’abitudine da cambiare.

Le funzioni fisiologiche (mangiare, bere, dormire, evacuare, urinare) sono indispensabili alla nostra esistenza e qualunque loro alterazione, anche di lieve entità, è in grado di ripercuotersi negativamente su tutto l’individuo. Se è imprescindibile richiedere un consulto medico prima di avventurarsi in terapie fai da te, può essere d’aiuto chiedersi in caso di stitichezza: quali alimenti evitare?

Stitichezza: cos’è

Cos’è la stitichezza? La risposta spontanea è “non andare di corpo in maniera regolare”, concetto che può essere utilizzato per indicare svariate situazioni ed è condizionato dalla variabile individuale. Infatti, il paziente stitico può non solo scaricarsi con minor frequenza ma sforzarsi in maniera eccessiva, avere dolore, sensazione di incompletezza, utilizzare farmaci.

La stitichezza è un disturbo molto frequente e colpisce prevalentemente le donne di età superiore ai sessantacinque anni.

La definizione di stitichezza richiede che siano presenti due o più delle seguenti condizioni:

  • nell’ultimo anno, per almeno dodici settimane non necessariamente consecutive, si è evacuato meno di due volte a settimana;
  • presenza di feci caprine o dure (fecaloma);
  • sforzo evacuativo, sensazione di emissione incompleta di feci;
  • sensazione di blocco, utilizzo di manovre manuali.

La causa della stitichezza o stipsi può essere:

1) funzionale:

  • stipsi da rallentato transito dovuta a riduzione dei movimenti intestinali che favoriscono il passaggio del materiale;
  • stipsi da transito regolare: la frequenza delle evacuazioni è normale ma si ha difficoltà all’espulsione delle feci che possono avere consistenza aumentata;
  • stipsi da disordini della defecazione conseguente a malattie anali o del pavimento pelvico con mancata coordinazione dei muscoli deputati alla defecazione.

2) secondaria:

  • cause organiche: tumori che ostruiscono il passaggio, malattie infiammatorie croniche dell’intestino, patologie ano-rettali (ragadi,emorroidi);
  • malattie: endocrine (diabete mellito, ipotiroidismo), neurologiche (malattia di Parkinson, sclerosi multipla);
  • abitudini alimentari: dieta povera di fibre acqua;
  • farmaci: antidolorifici, oppiacei, antipertensivi, integratori di ferro e calcio.

In caso di stitichezza che dura da più di tre settimane, a maggior ragione se associata ad altri sintomi come sangue nelle feci, è necessario rivolgersi al medico.

Stitichezza e alimentazione

I cibi influenzano la formazione e l’eliminazione delle feci ed è risaputo che per favorire una normale funzione intestinale sia consigliata un’alimentazione appropriata e un adeguato apporto di acqua. Alcune norme dietetiche favoriscono l’evacuazione, ma è importante sapere quali cibi evitare se si è stitici. Gli alimenti che possono favorire la stitichezza agiscono in virtù del loro potere astringente, rallentano i movimenti intestinali (peristalsi) e irritano la mucosa dell’intestino.

L’elenco degli alimenti da evitare in caso di stitichezza comprende sia cibi di cui è nota la capacità di alterare le evacuazioni, sia alimenti che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, agiscono modificando l’alvo:

  • cibi ricchi di amido, come pane e pasta, preparati con farine raffinate: rallentano il transito intestinale e possono ridurre le evacuazioni. Da limitare anche cracker, grissini, biscotti e in genere tutti i prodotti industriali a base di farina raffinata;
  • riso raffinato: determina una riduzione del volume/massa fecale e accentua la stitichezza;
  • limone: contiene l’acido citrico che ha funzione astringente e rallenta la peristalsi intestinale;
  • latticini: il latte intero, i formaggi piccanti e fermentati sono alimenti ad alto contenuto di calcio che determinano una riduzione del volume fecale. La grande quantità di grassi contenuti nei latticini riduce/rallenta il transito intestinale;
  • vino rosso, thè, mirtilli: contengono i tannini, molecole con potere astringente. Un vino notevolmente tannico lo si riconosce già in bocca per la sensazione astringente e di secchezza;
  • carni grasse, salumi e affettati in genere creano pesantezza e digestione difficoltosa;
  • patate e carote: hanno proprietà astringente;
  • banana: se è acerba induce stitichezza;
  • cioccolato al latte o con un contenuto di cacao fino al 75% (quello fondente con più del 75% contiene magnesio che aiuta la peristalsi intestinale);
  • alcol in quantità elevate: provoca danni alla mucosa intestinale riducendo l’assorbimento di vitamine e sali minerali e determina disidratazione con feci più dure e difficili da espellere;
  • spezie: malgrado determinino attivazione del metabolismo, sono anche irritanti per l’intestino quindi se si è stitici è meglio usarle saltuariamente, soprattutto peperoncino, curry, pepe;
  • cibi fritti: indipendentemente dal tipo di grasso utilizzato, creano pesantezza e digestione rallentata;
  • bevande gasate e zuccherate: irritano l’intestino;
  • bevande fredde (tutte, acqua compresa): le basse temperature riducono la peristalsi intestinale e rendono difficile la digestione;
  • pesci: crostacei, molluschi, salmone, tonno acciughe;
  • salse per condimento (maionese).

I cibi in grado di alterare la normale funzione intestinale non dovrebbero essere banditi dalla propria alimentazione, ma sarebbe consigliabile, in caso di stitichezza, evitare questi alimenti.

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