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Chi ha la prima casa deve fare il 730?

3 settembre 2018


Chi ha la prima casa deve fare il 730?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 settembre 2018



Ogni anno, all’avvicinarsi dell’estate, i cittadini sono chiamati a compilare e ad inviare allo Stato la dichiarazione dei redditi 730. La presentazione di questo documento, tuttavia, non è obbligatoria per tutti. Ci sono, infatti dei casi in cui il cittadino, pur avendo percepito un reddito nell’anno fiscale precedente, non deve obbligatoriamente compilare la dichiarazione. È molto importante sapere quando si deve compilare il 730 e quando invece non è necessario farlo anche per evitare conseguenze legali. Inoltre, tramite il 730, il cittadino può recuperare dallo Stato i soldi spesi per tutta una serie di spese detraibili e solo con la compilazione del modello 730 è possibile ottenere il rimborso.

L’approssimarsi del mese di luglio di ogni anno rappresenta, per tutti i contribuenti italiani, un momento cruciale per il loro rapporto con il fisco e, in particolare, con l’Agenzia delle Entrate. Infatti, entro il mese di luglio, con date di scadenza variabili a seconda dei casi, come vedremo in seguito, tutti i contribuenti devono presentare la dichiarazione dei redditi con il famoso modello 730. Ecco quindi che ogni anno i cittadini italiani si pongono delle domande e, in particolare, si chiedono se devono obbligatoriamente presentare il modello o meno. Una delle domande più ricorrenti è: chi la prima casa deve fare il 730?

Il 730, infatti, non è obbligatorio per tutti ma solo per determinate categorie di contribuenti. Nel presente articolo esamineremo che cos’è il 730, chi deve presentarlo e, in particolare, se il contribuente che ha la prima casa deve obbligatoriamente presentarlo.

Che cos’è il 730?

Il modello 730 è il documento fiscale con cui ogni anno il contribuente comunica al fisco, ossia all’Agenzia delle Entrate, i redditi che ha prodotto nell’anno fiscale precedente. Ad esempio, entro il mese di luglio 2018, i contribuenti hanno comunicato all’Agenzia delle Entrate, con il modello 730, i redditi prodotti nel 2017.

Il modello 730 non è l’unico modello fiscale attraverso cui i contribuenti comunicano i propri redditi al fisco. Infatti, il modello 730 serve solo per la comunicazione di determinate tipologie di reddito, ovvero:

  1. redditi di lavoro dipendente, ossia gli stipendi e tutte le somme che il lavoratore ha ricevuto dal proprio datore di lavoro nell’ambito del rapporto di lavoro (stipendio mensile, tredicesima, quattordicesima, indennità sostitutiva del preavvisi, trattamento di fine rapporto, somme erogate alla fine del rapporto, etc.);
  2. redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente [1], ossia tutte quelle somme che vengono ricevuto da un contribuente nell’ambito di un rapporto diverso da quello di lavoro dipendente ma che, ai fini fiscali, sono equiparate ai redditi da lavoro dipendente. Per fare alcuni esempi si pensi all’indennità di carica ricevuta dal sindaco di un Comune oppure alla borsa di studio percepita oppure al compenso percepito dal socio lavoratore di una cooperativa oppure al compenso che riceve mensilmente il Sacerdote per la propria funzione pastorale;
  3. redditi dei terreni e dei fabbricati. Sono quei redditi che derivano dalla proprietà di terreni e fabbricati. Questa forma di reddito viene calcolata sulla rendita catastale dei beni e a prescindere dal fatto che quel bene produca un reddito effettivo, ad esempio perché l’immobile è affittato e dunque produce un reddito. Non è, dunque, un reddito materialmente percepito, non sono soldi realmente entrati nelle tasche del proprietario ma è un reddito astratto;
  4. redditi di capitale [2]. Sono i redditi derivanti da una serie di attività di diverse come, ad esempio, le rendite finanziare, ossia, le somme che la banca versa al risparmiatore a titolo di interessi sui propri risparmi, oppure le plusvalenze generate dalla vendita di uno strumento finanziario come le azioni o le obbligazioni, etc.;
  5. redditi di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la Partita Iva. È il caso dei compensi ricevuti nell’ambito di una collaborazione occasionale. Si pensi al collaboratore di una redazione giornalistica che invia sporadicamente qualche articolo e viene pagato per questo con delle piccole somme ogni tanto;
  6. altri redditi.

Nel modello 730 il contribuente non deve fare alcun calcolo ma deve solamente riempire le voci che sono indicate nel modello stesso. In particolare, andranno indicati i redditi e le spese detraibili (come, ad esempio, le spese sanitarie, le spese scolastiche, le spese funerarie, le donazioni effettuae ad associazioni senza scopo di lucro o ai partiti politici o ai sindacati, etc.). Lo scopo del modello 730 è, infatti, stabilire quante tasse devono essere pagate dal contribuente allo Stato sulla base dei redditi che sono stati percepiti anche in base alle spese deducibili, ossia, quelle spese che vanno a ridurre le tasse dovute all’Agenzia delle Entrate.

Una volta presentato il modello potrà accadere che il contribuente abbia diritto a recuperare dei soldi dallo Stato, ad esempio perché il modello fa emergere che le tasse pagate mensilmente dal datore di lavoro, in nome e per conto del dipendente, tramite la trattenuta in busta paga sono maggiori di quelle dovute.

In tal caso, di solito nel mese di agosto, il contribuente si ritroverà in busta paga la somma di cui ha diritto da parte dello Stato.

Se il contribuente non ha un sostituto d’imposta, ossia un soggetto che paga le tasse mensilmente in nome e per conto suo, lo Stato gli ridarà quanto dovuto sotto forma di accredito sul conto corrente oppure inviandogli un documento con il quale potrà recarsi in banca e riscuotere quanto gli spetta.

Si pensi ad un collaboratore autonomo che deve pagarsi le tasse da solo e non ha sostituto d’imposta.

Che cos’è il modello 730 precompilato?

Negli ultimi anni lo Stato ha introdotto la possibilità per il contribuente di compilare il modello 730 da solo, direttamente tramite il proprio pc, compilando il cosiddetto modello 730 precompilato che viene messo a disposizione dei contribuenti dall’Agenzia delle Entrate a partire dal 15 aprile di ogni anno.

Il modello precompilato nasce dalla volontà di far risparmiare soldi  al cittadino, che così non deve più pagare un soggetto intermediario per compilare ed inviare il modello 730 e deriva dalla volontà di sfruttare al meglio le potenzialità della rete per ridurre la burocrazia.

In sostanza, ogni anno il contribuente riceve dal proprio datore di lavoro il CU – certificazione unica in cui ci sono scritti tutti i redditi percepiti nell’anno fiscale precedente. Sulla base dei dati indicati nel CU è semplice per il contribuente compilare il modello precompilato.

Come si inoltra il modello 730?

Chi non vuole compilare da solo il modello 730 tramite il modello precompilato può continuare ad avvalersi delle tradizionali forme di invio del 730.

In particolare, i lavoratori dipendenti possono inviare il modello 730 tramite:

  • il proprio datore di lavoro, se quest’ultimo ha comunicato all’Agenzia delle Entrate la propria disponibilità alla raccolta ed alla trasmissione telematica del modello 730;
  • un centro di assistenza fiscale (CAF). Di solito questi centri sono gestiti dalle organizzazioni sindacali e praticano dei prezzi agevolati per gli iscritti al sindacato;
  • un professionista abilitato, di solito un commercialista o un consulente del lavoro;

I pensionati possono inviare il modello 730 tramite:

  • l’ente che eroga la pensione (Inps, Inail, Cassa previdenziale autonoma);
  • un centro di assistenza fiscale (CAF). Di solito questi centri sono gestiti dalle organizzazioni sindacali rappresentative dei pensionati e praticano dei prezzi agevolati per gli iscritti al sindacato;
  • un professionista abilitato, di solito un commercialista o un consulente del lavoro.

Che scadenze ci sono per presentare il modello 730?

Il modello 730 deve essere presentato entro:

  1. il 23 luglio nel caso di presentazione diretta all’Agenzia delle Entrate;
  2. il 7 luglio nel caso di presentazione al sostituto d’imposta (datore di lavoro) oppure al CAF o al professionista autorizzato.

I termini che scadono di sabato o in un giorno festivo sono ovviamente prorogati al primo giorno feriale successivo.

Chi ha la prima casa deve fare il 730?

Non tutti i contribuenti sono obbligati a presentare il modello 730. Ogni cittadino dovrà, dunque, innanzitutto chiedersi se è obbligato o meno a presentare il modello 730.

In ogni caso, se vuole recuperare le cosiddette spese detraibili (spese mediche, funerarie, scolastiche, donazioni a Onlus etc..) anche il contribuente esonerato dall’obbligo di presentare il modello 730 dovrà comunque presentarlo. È evidente che lo Stato, infatti, non può sapere quali spese sono state sostenute dal contribuente se non è lui stesso a comunicarle tramite il modello 730.

Venendo al punto oggetto dell’articolo, ci si chiede spesso se chi ha la prima casa debba fare il 730. La risposta non è si o no. La risposta è dipende.

Bisogna infatti verificare se, oltre al possesso della casa, il contribuente lavora e, se lavora, quanti redditi percepisce.

In linea generale non deve presentare il modello 730 il contribuente che possiede esclusivamente redditi derivanti da abitazione principale (la cosiddetta prima casa), relative pertinenze e altri fabbricati non locati. L’esonero si applica solo se i fabbricati non locati, cioè non dati in affitto e l’abitazione principale si trovano in comuni diversi e non nello stesso comune.

Possiamo dunque dire che, di sicuro, non deve fare il 730 chi ha solo la prima casa e null’altro.

Se chi ha la prima casa ha anche un fabbricato non affittato, non deve fare il 730 se il fabbricato non affittato si trova in un comune diverso da quello in cui è situata la prima casa.

Se, invece, il contribuente possiede la prima casa e anche redditi da lavoro bisogna fare una serie di distinzioni.

In questo caso il proprietario della prima casa può evitare il 730 se il reddito da lavoro gli proviene da un unico datore di lavoro.

Se, invece, i redditi da lavoro derivano da più datori di lavoro, ad esempio perché il contribuente è dipendente presso una società ma svolge anche delle collaborazioni occasionali con un altro soggetto, allora la dichiarazione 730 sarà dovuta.

Resta inteso quanto detto prima: se il contribuente vuole recuperare delle spese detraibili e/o deducibili dovrà sempre fare il 730 altrimenti non potrà ottenere il rimborso delle tasse.

note

[1] Articolo 50 del TUIR.

[2] Articoli 44 e 45 del TUIR.


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