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Come funziona il pignoramento di un immobile all’estero

14 settembre 2018


Come funziona il pignoramento di un immobile all’estero

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 settembre 2018



Se ci si trova in una situazione di forte indebitamento e si possiede un immobile all’estero, può essere effettuato ugualmente il pignoramento di questo bene? Cerchiamo di fare chiarezza sul tema.

Negli ultimi anni il flusso migratorio di molte famiglie italiane verso nazioni straniere è sensibilmente aumentato in seguito al perdurare della crisi economica. I paesi verso cui si emigra sono sia quelli dell’Unione Europea sia anche di continenti più lontani. In questi casi, qualora la persona che lascia l’Italia abbia dei debiti che non ha pagato, cosa succede agli eventuali immobili dei quali si è proprietari all’estero? Possono essere sottoposti analogamente ad una procedura di pignoramento? Vediamo come funziona il pignoramento di un immobile detenuto all’estero.

Qual è la disciplina di riferimento

Anche se il debitore italiano si è trasferito in una nazione straniera, la disciplina alla quale bisogna fare riferimento per comprendere se un bene immobile del quale se ne detiene la proprietà all’estero può essere oggetto di pignoramento è contenuta nelle disposizione del Codice Civile [1]. Stando al dettato della norma, il creditore, non appena ravvisi l’inadempienza del debitore, ha la possibilità di rivalersi direttamente sui beni mobili e immobili del debitore. Presupposto per poter effettuare quest’azione è che il soggetto inadempiente sia nella disponibilità del bene e che non sia nullatenente. Nel momento in cui ricorrono questi presupposti si può avviare la procedura esecutiva che ha il suo punto di arrivo nell’azione di pignoramento. Questa consiste nell’espropriazione di beni mobili ed immobili anche presso soggetti terzi, ossia presso persone che hanno la disponibilità del bene per conto del debitore, da parte dell’ufficiale giudiziario.

Cosa succede se si detiene un bene immobile all’estero

Iniziamo subito a chiarire un aspetto molto importante. Se il debitore ha semplicemente spostato la sua residenza all’estero e si riescono a identificare dei beni mobili e immobili detenuti in Italia, la procedura di pignoramento può essere avviata tranquillamente. L’unica difficoltà è quella relativa all’identificazione della residenza del debitore per poter procedere alla notifica del procedimento esecutivo. Tale notifica segue delle modalità specifiche nei diversi stati dell’Unione Europea.
Diversa è invece la fattispecie del debitore che risulta proprietario di beni immobili all’estero, nella nazione dove ha stabilito la propria residenza. Anche in questo caso, si può procedere alla notifica dell’ingiunzione di pagamento e della successiva fase di pignoramento oltre il confine italiano.
Un esempio pratico permetterà di chiarire meglio le diverse ipotesi che si possono presentare.

Un caso specifico di debitore con beni immobili all’estero

Supponiamo che un imprenditore debba saldare dei debiti con uno dei propri fornitori pari a 15000 euro. Il fornitore cerca di recuperare le somme spettanti attraverso una serie di solleciti bonari che però non sortiscono l’effetto desiderato. In questo caso l’imprenditore si rivolge ad un legale di sua fiducia che inizia la procedura per il recupero forzato del credito e dopo il tempo necessario ottiene dal giudice il decreto ingiuntivo per ottenere le somme dovute. Nel frattempo però il nostro imprenditore ha lasciato l’Italia e si è stabilito in Francia, ottenendo anche la residenza nella nazione transalpina e iscrivendosi all’Aire, l’Anagrafe per gli Italiani Residenti all’Estero, ottenendo contemporaneamente la cancellazione della precedente residenza detenuta in Italia. Inoltre ha proceduto anche all’acquisto di un immobile dove vive con la sua famiglia. In questo caso non basta più il Decreto Ingiuntivo del giudice ma sarà necessario un decreto ingiuntivo europeo per procedere al pignoramento del bene immobile detenuto all’estero.

In cosa consiste il decreto ingiuntivo europeo

In virtù di un Regolamento Europeo [2] è stato avviato un procedimento di ingiunzione di pagamento che può essere applicato a tutti gli ambiti civili e commerciali che prevedano il pagamento di una somma liquida ed esigibile, ossia non sottoposta a condizioni o termini iniziali. Nello specifico questo procedimento viene applicato nelle cosiddette controversie transfrontaliere, ossia quelle nelle quali i richiedenti siano residenti in paesi diversi dell’Unione Europea, ad eccezione della Danimarca.
Sono escluse dal procedimento le controversie di natura doganale, fiscale e amministrativa, quelle inerenti la previdenza sociale, quelle per i fallimenti e per i regimi matrimoniali.
L’avvio di questo procedimento deve partire da un giudice dello Stato dove risiede il debitore, quindi nell’esempio che abbiamo indicato prima da un giudice francese. Nel momento in cui si avvia la procedura, trascorsi 30 giorni dalla notifica al debitore, senza che vi sia stato il pagamento da parte di quest’ultimo, parte la procedura di pignoramento che avverrà in base alle norme previste dallo Stato nel quale vive il debitore.

Principali quesiti che ci si pone in tema di pignoramento all’estero

Trattandosi di una materia alquanto complessa e delicata al tempo stesso, sono diversi i dubbi e le domande che ci si pone in materia di decreto ingiuntivo europeo e di procedura di pignoramento all’estero.

Il primo dubbio che ovviamente richiede un chiarimento è capire se un debitore che ha stabilito la sua residenza all’estero possa essere perseguito anche oltre i confini italiani. Sul punto, tutti i dubbi sono stati chiariti rispondendo in maniera affermativa. Il creditore può agire per il recupero delle somme che gli spettano anche se il debitore ha trasferito la sua residenza in uno Stato estero. Sarà necessario avviare la richiesta di esecutorietà del titolo che attesta il credito nello Stato dove si trova attualmente il debitore e procedere poi alla procedura esecutiva.

Altro quesito che molto spesso può causare difficoltà nel comprendere se può o meno essere avviata una procedura esecutiva per arrivare al pignoramento di un bene immobile estero riguarda la nazionalità del debitore. Nello specifico ci si chiede se questa possa essere un impedimento per instaurare un procedimento esecutivo sia in Italia che in un altro paese dell’Unione Europea. Anche in questo caso, la domanda ha ricevuto facile risposta nel senso che indipendentemente dalla nazionalità del debitore, il creditore ha la facoltà di avviare una procedura esecutiva per il recupero delle somme che gli spettano. L’azione di pignoramento, sia di immobili che di beni presso terzi, può avere inizio con i beni che si trovano sul territorio italiano e nel caso che questi di rivelassero insufficienti per soddisfare le pretese del creditore potrà continuare poi con i beni immobili all’estero.

Abbiamo già accennato in precedenza che il pignoramento non può essere effettuato qualora la cartella di pagamento sia stata emessa per il mancato pagamento di tributi quali IRPEF, IVA e via discorrendo. Più in generale, il decreto ingiuntivo europeo non è utilizzabile per le materie fiscali, doganali e amministrative e per debiti derivanti dal mancato pagamento dei diritti e tributi gravanti sulle merci.

Le modalità per veder soddisfatte le proprie pretese devono prevedere necessariamente l’ausilio di uno studio legale, meglio ancora se specializzato in diritto internazionale. Ne consegue quindi che la procedura non è affatto semplice e soprattutto prevede una tempistica alquanto lunga per veder riconosciute le proprie ragioni. Un aspetto importante è che il debitore abbia comunque la disponibilità di beni che possano essere aggrediti per soddisfare le ragioni del creditore. In linea di massima, gli studi legali tendono ad applicare un costo abbastanza elevato per l’utilizzo di questa procedura. Proprio per questo motivo, quando il credito da riscuotere non è di importo elevato, è molto più conveniente dotarsi di un decreto ingiuntivo che rappresenta il titolo esecutivo grazie al quale è possibile procedere al pignoramento di beni mobili ed immobili del debitore. I regolamenti e le direttive europee di recente emanazione hanno reso più snello il processo dell’esecuzione forzata a livello internazionale, permettendo ai titolari del credito di riuscire a recuperare in tutto o in parte le somme vantate nei confronti del soggetto debitore.

note

[1] Nello specifico, l’articolo 2740 specifica che il debitore risponde delle sue obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri.
[2] Regolamento (CE) n. 1896/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006.

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