Diritto e Fisco | Articoli

Tettoia autorizzata dal Comune: distanze dal confine da rispettare

3 settembre 2018


Tettoia autorizzata dal Comune: distanze dal confine da rispettare

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 settembre 2018



Tettoia abusiva: la licenza comunale non riguarda il rispetto delle regole sulle distanze imposte dal codice civile, ma verifica unicamente la conformità al piano regolatore urbano.

Hai chiesto al Comune la licenza per costruire una tettoia in legno che faccia da copertura all’ingresso di casa tua. In questo modo potrai usufruire di un piccolo patio, da sfruttare durante la bella stagione per ospitare gli amici e organizzare feste. Forte del permesso di costruire rilasciato dalla pubblica amministrazione sulla base dei progetti depositati all’ufficio tecnico, affidi la realizzazione dell’opera a una ditta di lavori che ha già piantato due grosse travi verticali in legno su cui poi poggerà la copertura; dall’altro lato invece la tettoia sarà sostenuta dalla facciata dell’edificio. Senonché, sul più bello, arriva una lettera inviata dal vicino di casa: si tratta di una diffida. Secondo lui la tettoia è abusiva perché troppo vicina alla sua proprietà. Ha fatto i calcoli e, secondo i tecnici, hai sforato il limite minimo di tre metri imposto dalla legge per le distanze tra costruzioni. Tu gli fai notare di aver ottenuto l’autorizzazione da parte del Comune ma lui non ne vuole sapere. A suo dire, infatti, la pubblica amministrazione non gli ha comunicato nulla, né ha potere di decidere sul suo territorio. Chi dei due ha ragione? La questione è stata di recente decisa dalla Cassazione [1]; secondo la sentenza in commento anche in caso di tettoia autorizzata dal Comune, le distanze dal confine sono da rispettare. Cerchiamo di capire meglio le implicazioni pratiche di tale decisione e come comportarsi quindi, in futuro, per non cadere nello stesso errore.

Tettoia: serve il permesso di costruire?

La tettoia, quando realizza una copertura ampia e non è un semplice elemento di arredo, necessita del permesso di costruire del Comune. Senza tale licenza l’opera si considera illecita e il proprietario viene processato penalmente per il reato di abuso edilizio. Inoltre scatta l’obbligo della demolizione. Leggi a riguardo Come fare una tettoia a norma di legge. A fare da spartiacque tra le opere che necessitano dell’autorizzazione e quelle che invece rientrano nella cosiddetta “edilizia libera” non è il materiale con cui è predisposta la tettoia ma la dimensione – e quindi lo scopo – della stessa; chi crea una superficie coperta come spazio autonomamente vivibile ha realizzato una “nuova costruzione” e, pertanto, deve munirsi di licenza edilizia.

Tettoia: a che serve il permesso di costruire?

Attenzione a non cadere in errore: il rilascio del permesso di costruire (ciò che un tempo si chiamava “licenza edilizia”) serve solo per verificare che l’opera sia conforme al piano regolatore, alla normativa edilizia e urbanistica. In buona sostanza,  l’autorizzazione comunale ha a che fare solo con gli aspetti amministrativi della costruzione. Invece, per quanto riguarda gli aspetti privatistici come quelli relativi alle distanze tra costruzioni, non è competenza del Comune verificarne il rispetto (ma tutt’al più del giudice civile in caso di conflitto tra privati). Tanto è vero che, se un’opera è abusiva, l’amministrazione o la Procura della Repubblica possono muoversi indipendentemente da eventuali segnalazioni di terzi confinanti; al contrario, se la tettoia è a ridosso del confine ma il vicino di casa la tollera, l’opera resta dov’è. Approfondiamo meglio questi aspetti nel paragrafo che segue.

Tettoia troppo vicina ma con la licenza edilizia: va rimossa?

Il vicino può chiedere la demolizione della tettoia troppo vicina ma autorizzata dal Comune? Secondo la Cassazione, sì. E questo proprio per le ragioni che abbiamo appena descritto. Secondo i giudici va rimossa la tettoia in legno che non rispetta le distanze dal confine anche se ha ricevuto il permesso di costruire. La concessione amministrativa, infatti, non incide sui rapporti di natura privatistica tra proprietari limitrofi quando riguarda un’opera solida e stabile non preesistente.

Per escludere l’illegittimità della costruzione e l’obbligo di rimuovere il manufatto, ha concluso la Cassazione, il proprietario dell’opera deve dimostrare la preesistenza della tettoia alla costruzione del vicino di casa, anche con una prova fotografica; in quel caso è allora il vicino a non aver rispettato la distanza minima tra fondi confinanti nel momento in cui ha realizzato il proprio immobile.

note

[1] Cass. ord. n. 21241/18 del 28.08.2018.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI