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Sono invalido civile e cerco lavoro

12 settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 settembre 2018



Chi possiede una percentuale d’invalidità riconosciuta può beneficiare di canali preferenziali e agevolazioni per essere assunto?

Ti è stata riconosciuta una percentuale d’invalidità, e vuoi sapere se questo ti dà diritto a dei titoli preferenziali per essere assunto? Devi sapere che, nella generalità dei casi, se la tua riduzione della capacità lavorativa, cioè l’invalidità riconosciuta, supera il 45%, hai diritto all’iscrizione nelle categorie protette ed al collocamento mirato, ossia hai diritto ad essere avviato al lavoro da parte dei servizi per l’impiego competenti. Inoltre, devi sapere che tutte le aziende, comprese gli enti pubblici, hanno l’obbligo di assumere disabili in una determinata percentuale rispetto all’organico totale: pertanto, chi è iscritto alle categorie protette può essere assunto più facilmente, potendo far parte della quota di riserva disabili di ogni azienda. Se dunque ti stai chiedendo «Sono invalido civile e cerco lavoro: come devo procedere, a quali agevolazioni ho diritto?», vediamo subito che cosa deve fare per trovare lavoro chi possiede un’invalidità civile riconosciuta: iscrizione alle categorie protette, collocamento mirato, assunzione nelle quote di riserva, assunzione senza concorso nella pubblica amministrazione.

Che cosa sono le categorie protette?

Le categorie protette sono delle categorie agevolate di lavoratori che hanno diritto all’avviamento al lavoro, ossia al collocamento mirato, ed a particolari tutele nel corso dello svolgimento del rapporto lavorativo.

Quali invalidi appartengono alle categorie protette?

Appartengono alle categorie protette e possono iscriversi alle relative liste speciali per il collocamento mirato, possedendo i requisiti, le seguenti categorie di invalidi o disabili:

  • le persone in età da lavoro con minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali ed i portatori di handicap intellettivo, in possesso d’invalidità (riduzione della capacità lavorativa) superiore al 45%;
  • gli invalidi del lavoro, con un grado di invalidità, accertato dall’Inail, superiore al 33%;
  • i ciechi assoluti o le persone con un residuo visivo non superiore a 1/10 a entrambi gli occhi;
  • i sordomuti, cioè le persone colpite da sordità sin dalla nascita o prima dell’apprendimento della parola;
  • le persone che hanno diritto all’assegno di invalidità civile, per accertamento da parte dell’Inps di una riduzione permanente a meno di 1/3 della capacità lavorativa;
  • gli invalidi di guerra, gli invalidi civili di guerra e gli invalidi per servizio con minorazioni ascritte dalla 1° all’8° categoria.

Sono soggette a una particolare tutela anche le seguenti categorie di lavoratori, non disabili:

  • orfani e coniugi superstiti dei lavoratori deceduti per causa di lavoro, guerra o servizio, o per l’aggravarsi dell’invalidità derivante da tali cause;
  • coniugi e figli di grandi invalidi di guerra, di servizio o di lavoro;
  • profughi italiani rimpatriati;
  • familiari delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.

Quali invalidi si possono iscrivere alle liste di collocamento mirato?

Per poter risultare iscritto nell’elenco del collocamento mirato della Legge 68 [1], che dà diritto all’avviamento al lavoro, non basta che il lavoratore appartenga alle categorie protette, ma deve risultare in stato di disoccupazione o in situazioni lavorative compatibili con il mantenimento di questo stato. Nel dettaglio, si mantiene lo stato di disoccupazione necessario all’iscrizione negli elenchi del collocamento mirato se:

  • si è occupati con rapporto di lavoro subordinato di durata fino a 6 mesi (in questo caso lo stato di disoccupazione viene sospeso);
  • il lavoro svolto, subordinato o parasubordinato (cococo), produce un reddito inferiore ad 8mila euro lordi su base annua;
  • il lavoro svolto produce un reddito inferiore a 4.800 euro lordi su base annua, se autonomo;
  • il lavoro è svolto, a prescindere dai limiti di reddito, per attività lavorative nell’ambito di particolari progetti.

Se non viene svolto alcun lavoro dipendente la persona disabile iscritta nell’elenco della Legge 68 deve presentarsi spontaneamente al centro per l’impiego, almeno una volta all’anno, per riconfermare (sottoscrivendo un apposito modulo) la propria immediata disponibilità al lavoro (si tratta della cosiddetta conferma Did).

In caso di mancata conferma, la persona perde lo stato di disoccupazione e viene cancellato dagli elenchi della Legge 68.

Gli invalidi totali possono iscriversi in una lista di collocamento mirato?

Gli invalidi civili totali (con percentuale di invalidità pari al 100%) possono iscriversi nelle liste speciali per accedere al lavoro o a percorsi di inserimento mirato, ma soltanto se possiedono ancora una residua capacità lavorativa.

Come possono essere assunti gli invalidi appartenenti alle categorie protette?

L’assunzione dei disabili può avvenire:

  • tramite richiesta nominativa: in questo caso il datore di lavoro può assumere la persona disabile che ritiene più adatta al posto, indipendentemente dalla posizione in graduatoria;
  • tramite richiesta numerica: si tratta di una modalità di assunzione residuale, applicata quando l’azienda, entro 60 giorni dal sorgere dell’obbligo di assunzione, non abbia inserito nessun soggetto disabile; l’avvio al lavoro, in questo caso, avviene d’ufficio, secondo la graduatoria;
  • tramite convenzione: si tratta di un accordo tra l’azienda e gli uffici competenti, avente ad oggetto uno specifico programma; attraverso questo accordo, grazie alla collaborazione degli uffici, gli obblighi di assunzione possono essere temporalmente diluiti, eventualmente preceduti da tirocini o assolti con contratti a termine o part time.

Per i lavoratori tutelati non appartenenti alla categoria dei disabili, invece, le aziende non possono ricorrere né a convenzioni né a richieste di esonero, ma possono solo domandare agli uffici competenti un’apposita ricerca di preselezione.

Come funzionano le quote di riserva per essere assunti nelle aziende e nella P.A.?

I datori di lavoro, sia pubblici che privati, sono tenuti ad avere alle loro dipendenze i lavoratori disabili nella seguente misura, detta quota di riserva:

  • se occupano oltre 50 dipendenti, la quota di riserva deve essere pari al 7% dei lavoratori occupati;
  • e occupano da 36 a 50 dipendenti, la quota è pari a 2 lavoratori;
  • da 15 a 35 dipendenti, è sufficiente un lavoratore.

Per i lavoratori tutelati non disabili appartenenti alle categorie protette, invece, è riservata una quota pari all’1%, nelle aziende che occupano oltre 50 dipendenti; se la ditta ha sino a 150 dipendenti, è sufficiente l’assunzione di un lavoratore.

Come possono essere assunti gli invalidi nella P.A.?

L’assunzione dei disabili negli enti pubblici può avvenire:

  • tramite richiesta di avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento al centro per l’impiego;
  • tramite bando di concorso;
  • tramite convenzione.
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