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Quando invalidità 100%?

4 settembre 2018 | Autore:


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Quando l’invalidità è totale? Quali sono le malattie che permettono di ottenere un’invalidità del 100%? Quali sono i benefici?

Se soffri di gravi patologie che ti rendono difficoltoso, se non impossibile, il compimento degli atti tipici della vita quotidiana, ovvero non ti consentono di svolgere il tuo lavoro, devi sapere che puoi chiedere allo Stato che ti venga riconosciuta l’invalidità civile: si tratta di un sostegno a quelle persone che, a causa della loro condizione di salute, sono svantaggiate rispetto alle altre. Per questi soggetti, l’ordinamento prevede delle agevolazioni che possano fungere da contrappeso allo stato invalidante cui sono costretti. È la stessa Costituzione, allorquando parla di diritto di uguaglianza e di tutela dei più deboli, ad imporre al legislatore italiano un apparato normativo che possa fornire un aiuto a quanti hanno difficoltà ad inserirsi nella vita sociale e lavorativa. L’invalidità civile, come vedremo, viene riconosciuta da un’apposita commissione medica la quale valuta la patologia (o le patologie) da cui è affetta la persona richiedente e attribuisce, in base alla gravità della suddetta, una percentuale di invalidità. La percentuale minima affinché dal riconoscimento dello status di invalido possano derivare dei vantaggi è del 34%: in altre parole, vi deve essere una riduzione della capacità lavorativa superiore (o uguale) a un terzo. Più alta è la percentuale, maggiori saranno i benefici. Ottenere un’invalidità del 100% non è semplice, in quanto occorrerebbe dimostrare la totale inabilità del richiedente. Se questo argomento ti interessa, ti consiglio di proseguire nella lettura: vedremo quando viene riconosciuta un’invalidità del 100%.

Invalidità: cos’è?

Probabilmente saprai che l’invalidità civile [1] è riconosciuta a chiunque sia affetto da patologie tali da compromettergli la normale capacità lavorativa, se la persona sia in età da lavoro (cioè tra i diciotto e i sessantacinque anni e sette mesi), ovvero da renderlo incapace di svolgere le attività tipiche della sua età, qualora non rientrasse nella categoria anzidetta (quindi se minore di diciotto o maggiore di sessantacinque anni).

I cittadini con età superiore ai sessantacinque anni e sette mesi, quindi, possono chiedere il riconoscimento dello stato invalidante quando abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età. Allo stesso modo, il minore di diciotto anni dovrà dimostrare di versare  in condizioni di difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età, allo scopo di avere diritto all’indennità di frequenza.

Invalidità civile: quali sono le percentuali?

Prima di vedere quando viene concessa il 100% di invalidità, vediamo prima brevemente quali sono le principali agevolazioni riconosciute all’invalido civile. I benefici che la legge prevede a favore di chi è dichiarato invalido civile variano a seconda della percentuale di invalidità riconosciuta: ad esempio, una percentuale del 100% dà diritto a ricevere una pensione di inabilità. I vantaggi diversi da quelli economici non sono meno importanti: anche senza aver ottenuto un’invalidità totale, il malato ha diritto alla fornitura gratuita di protesi, presidi ed ausili; all’esenzione (parziale o totale, a seconda del grado di invalidità) dal pagamento del ticket sanitario per tutte le prestazioni mediche riguardanti la patologia invalidante; ad agevolazioni per le graduatorie delle case popolari e per il canone telefonico (in base ai redditi dichiarati).

L’assegno di invalidità spetta solo a chi sia dichiarato invalido con una percentuale compresa tra il 74 e il 99%; inoltre, a differenza dell’indennità di accompagnamento, è necessario anche che il soggetto versi in uno stato di bisogno economico. La pensione di inabilità, invece, spetta solamente a chi viene riconosciuta un’invalidità pari al 100%.

Schematicamente, possiamo così sintetizzare:

  1. invalidità pari o superiore al 34% (soglia minima): prestazioni di carattere socio-assistenziale quali, ad esempio, prestazioni protesiche e ortopediche;
  2. invalidità pari o superiore al 46%: iscrizione al collocamento mirato;
  3. invalidità pari o superiore al 50%: congedo straordinario per cure (se previsto dal Ccnl);
  4. invalidità pari o superiore al 67%: esenzione parziale pagamento ticket per visite specialistiche, esami e diagnostica strumentale.
  5. invalidità pari o superiore al  74%: assegno mensile di assistenza;
  6. invalidità pari al 100%: pensione d’inabilità.

Inoltre, la persona invalida al 100% che sia anche incapace di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o con necessità di assistenza continua o che non sia in grado di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita, ha diritto anche all’indennità di accompagnamento [2] a prescindere dai requisiti economici (cioè dal reddito).

Invalidità 100%: cosa significa?

Vedersi riconosciuta un’invalidità pari al 100% significa essere riconosciuto come totalmente inabile e, pertanto, incapace di lavorare o di attendere ai bisogni della vita quotidiana. Come in parte anticipato nell’introduzione, il grado di invalidità di una persona viene valutato ed, eventualmente, riconosciuto da una commissione medica la quale, sulla scorta delle tabelle ministeriali [3], stabilisce il grado di invalidità relativamente alla malattia dell’individuo. Le tabelle sono una sorta di griglia all’interno della quale sono elencate tutte le patologie che possono rilevare, anche in misura minima, per il riconoscimento dello stato invalidante.

Invalidità 100%: per quali malattie è riconosciuta?

Ed eccoci al punto cruciale: per quali malattie viene riconosciuta, in genere, un’invalidità del 100%? Come detto, la commissione medica che visita colui che richiede l’invalidità deve fare riferimento alle tabelle che contengono le patologie che danno diritto all’invalidità o almeno ad una certa percentuale di essa. Si tratta di una serie di malattie molto vasta, suddivisa per apparato o sistema del corpo umano coinvolto, tipo di patologia e grado di incidenza. La percentuale di invalidità può essere fissa, cioè quando è insidacabilmente stabilita dalla legge, o variabile, a seconda della concreta incidenza sulla vita del paziente: in quest’ultimo caso, è la commissione medica a stabilirne la misura precisa. Qui di seguito vedremo elencheremo solamente quelle che consentono il riconoscimento dell’invalidità al 100%.

Patologie dell’apparato cardiocircolatorio

  • aritmie gravissime: invalidità dall’81 al 100%;
  • coronaropatia gravissima sino a allettamento o s. ipocinetica da scompenso cardiaco cronico terminale: invalidità dall’81 al 100%;
  • miocardiopatie con insufficienza cardiaca gravissima sino a allettamento o s. ipocinetica da scompenso cardiaco cronico terminale: invalidità dall’81 al 100%;
  • valvulopatie di grado severo scompensate: invalidità dall’81 al 100%;
  • difetto interatriale (dia) – stadio IV- dia di grado severo. Gravi esiti di chiusura di dia. Inoperabile: invalidità dal 71 al 100%;
  • difetto interventricolare (div) stadio V: invalidità dall’81 al 100%;
  • pervietà del dotto arterioso stadio V: invalidità dall’81 al 100%;
  • pericardite cronica o esiti di pericardite cronica – stadio V: invalidità dall’81 al 100%;
  • cardiopatia ipertensiva scompensata: invalidità dall’81 al 100%;
  • trapianto di cuore e polmoni complicato: le complicanze vanno valutate come descritto nei relativi capitoli. La percentuale ottenuta va considerata in concorrenza con la valutazione di base del trapianto cuore –polmoni: invalidità dal 71 al 100%;
  • arteriopatia ostruttiva cronica periferica con ischemia cronica e dolore a riposo con lesioni trofiche estese o gangrena: invalidità dall’81 al 100%;

Patologie dell’apparato respiratorio

  • broncopneumopatie (bpc) cronicaasmatiche severe: invalidità al 100%;
  • bpc ostruttive severe: invalidità al 100%;
  • bpc restrittive severe: invalidità al 100%;
  • interstiziopatie severe: invalidità al 100%;
  • trapianto di polmone complicato: invalidità dal 71 al 100%.

Patologie dell’apparato digerente

  • stenosi esofagea con ostruzione serrata che richiede una gastro/entero-stomia: invalidità al 100%;
  • cirrosi epatica classe C di childpugh: invalidità dall’81 al 100%;
  • trapianto di fegato complicato: invalidità dal 61 al 100%;
  • trapianto di intestino complicato: invalidità dal 61 al 100%;
  • malattie infiammatorie croniche intestinali: invalidità dal 61 al 100%.

Patologie dell’apparato urinario

  • i.r. terminale in emodialisi trisettimanale complicata da cardiopatia ischemico ipertensiva e/o cardiomiopatia e/o ipotensione grave e/o neuropatia e/o osteodistrofia e/o anemia grave e/o sindrome emorragica: invalidità al 100%;
  • trapianto renale con complicanze: invalidità dal 51 al 100%.

Patologie dell’apparato endocrino

  • diabete mellito con complicanze moderate: invalidità dal 91 al 100%;
  • sindrome di cushing con complicanze: invalidità dal 21 al 100%;
  • insufficienza corticosurrenale con plurimi ricoveri per crisi surrenaliche recidivanti: invalidità al 100%.

Patologie dell’apparato osteoarticolare e locomotore

  • agenesia completa bilaterale degli arti superiori: invalidità al 100%;
  • amputazione o perdita delle due mani non protesizzabile (tutte le perdite o amputazioni superiori bilaterali vengono assimilate): invalidità al 100%;
  • amputazione o perdita delle due mani con protesi funzionale: invalidità al 90%;
  • amputazione bilaterale di coscia o gamba non protesizzabile: 100%.

Patologie dell’apparato neurologico

  • sclerosi multipla EDSS pari o superiore a 6: invalidità del 100%;
  • demenza vascolare con cdr 2-5: invalidità del 100%;
  • morbo di Alzheimer con cdr 2-5: invalidità del 100%;
  • morbo di parkinson –stadio 4 – 5 di hy (severa disabilità; ancora in grado di camminare o stare in piedi senza assistenza – obbligato alla sedia a rotelle o costretto a letto, a meno che aiutato) o stadio 3 con gravi effetti collaterali da farmaci antiparkinsoniani: invalidità dal 91% al 100%;
  • epilessia con crisi plurisettimanali generalizzate o parziali complesse: invalidità dal 91% al 100%;
  • emiplegia: invalidità dall’81 al 100%;
  • paraparesi con deficit di forza grave: invalidità dall’81 al 100%;
  • paraplegia: invalidità del 100%;
  • tetraparesi con deficit di forza medio: invalidità dal 91 al 100%;
  • tetraparesi con deficit di forza grave: invalidità del 100%;
  • atassia cerebellare con disabilità grave o totale: invalidità del 100%;
  • afasia di livello 1 o 0 alla asrs: invalidità dall’81 al 100%;
  • mielomeningocele in associazione con deficit radicolari lombosacrali e sfinteriali: invalidità dall’81 al 100%;
  • mielomeningocele associato a arnold-chiari di tipo ii e/o idrocefalo: invalidità del 100%;
  • miopatie con grave astenia prossimale grado 5 mdrs: invalidità dal 91 al 100%;
  • distrofia di duchenne: invalidità del 100%;

Patologie dell’apparato psichico

  • disturbo amnesico persistente indotto da sostanze (tipo korsakoff): invalidità del 100%;
  • schizofrenia di tipo disorganizzato, catatonico, paranoide, non specificata (tab. b1- b2-b3, deficit grave): invalidità del 100%;
  • schizofrenia residuale (tab. b1- b2-b3, deficit grave): invalidità del 100%;
  • disturbo schizoaffettivo (tab. b1- b2-b3, deficit grave): invalidità del 100%;
  • depressione maggiore, episodio ricorrente (tab. c1-c2, deficit grave): invalidità del 100%;
  • disturbo bipolare I (tab. c1-c2, deficit grave): invalidità del 100%;
  • anoressia nervosa (tab. d, deficit grave): invalidità dal 75 al 100%;
  • ritardo mentale grave e profondo (q.i.: < 35-40): invalidità del 100%.

Patologie dell’apparato visivo

  • cecità assoluta (campo visivo residuo minore del 3%): 100% d’invalidità.

Patologie congenite, neoplastiche, ematologiche, reumatiche e malattie rare

  • fibrosi cistica con manifestazioni conclamate di malattia: invalidità dal 51 al 100%;
  • osteogenesi imperfetta forme gravi con fratture frequenti e deformità plurisegmentarie: invalidità dal 51 al 100%;
  • sindrome di down, di patau, di edward, trisomia 9, monosomia 5p o sindrome del “cri du chat” (grido di gatto), oloprosencefalia alobare o semilobare: 100% d’invalidità;

Invalidità: quando al 100%?

Abbiamo appena illustrato alcune delle patologie che, secondo le tabelle ministeriali, conferiscono un grado di invalidità del 100%. Va detto che la valutazione medica ha sempre un margine di discrezionalità: pertanto, non sarà facile fare una previsione circa il grado di invalidità che potrà essere riconosciuto in presenza di una patologia. Questo perché ogni malattia incide sulla vita di una persona in maniera profondamente diversa da un caso all’altro, e la commissione medica non può non tenerne conto.

Al di là di queste valutazioni generali, elenchiamo sinteticamente quali sono le malattie che più frequentemente consentono di arrivare al 100% di invalidità:

  • malattie mentali, quali schizofrenia e disturbo bipolare;
  • disturbi del neurosviluppo, come l’autismo;
  • malattie congenite come la sindrome di down;
  • parkinson e alzheimer;
  • sclerosi multipla in stadio avanzato;
  • diabete mellito in trattamento;
  • cancro e malati chemioterapici;
  • problemi cardiovascolari gravi, come aritmie e cardiopatie;
  • interventi chirurgici che hanno comportato menomazioni permanenti (amputazioni, asportazione di organi fondamentali);
  • problemi nefrologici (reni), persone soggette ad emodialisi;
  • persone affette da malattie croniche che necessitano di cure continue;
  • postumi di episodi ischemici, come le paresi;
  • persone affette da Hiv, se la patologia è in grado di incidere sugli atti quotidiani;
  • paraplegia o tetraplegia.

note

[1] Legge n. 118 del 30.03.1971.

[2] Legge n. 18 del 11.02.1980.

[3] Decreto Ministeriale del 05.02.1992.

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1 Commento

  1. La mia patologia :Neuropatia sensitivo-motoria ad esordio facciale, FOSMN.
    Vasculopatia cerebrale cronica.
    Deficit di proteina S.

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