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Accompagnamento per anziani: requisiti

4 settembre 2018 | Autore:


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Quali sono le condizioni per aver diritto all’assegno di accompagno per over 65, come si valuta l’invalidità?

Hai già compiuto l’età pensionabile e ti è stata riconosciuta una grave invalidità? Potrebbe esserti riconosciuto l’assegno di accompagnamento, o accompagno: si tratta di un’indennità erogata dall’Inps a chi ha necessità di assistenza nel compimento degli atti quotidiani della vita o per camminare. Per chi possiede già l’età necessaria per ottenere la pensione di vecchiaia, la valutazione dell’invalidità ai fini dell’accompagnamento viene effettuata in modo diverso, rispetto a chi è ancora in età lavorativa: in entrambi i casi, però, è necessaria l’impossibilità, o di camminare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore, o di compiere gli atti quotidiani della vita. Anche la valutazione della capacità di svolgere gli atti quotidiani della vita, ossia di svolgere le funzioni ed i compiti propri dell’età, è effettuata in modo differente per gli invalidi che hanno compiuto l’età pensionabile. Ma procediamo per ordine e facciamo il punto sull’accompagnamento per anziani: requisiti, a quanto ammonta l’assegno, come si richiede.

Quali sono le differenze tra invalidità, handicap e non autosufficienza?

Le condizioni alla base del riconoscimento dell’accompagno sono l’invalidità e la non autosufficienza. Queste condizioni non vanno confuse tra loro, né con l’handicap, che dà diritto alle agevolazioni della Legge 104.

Anche se la procedura per presentare la domanda d’invalidità, Legge 104 e accompagnamento è unica, le condizioni sanitarie alla base delle prestazioni riconosciute sono diverse.

In particolare:

  • l’invalidità è intesa come la riduzione della capacità lavorativa, se l’interessato ha tra i 18 e 65 anni; se l’interessato è minorenne o anziano, il riconoscimento dell’invalidità è parametrato sulle funzioni e compiti propri dell’età;
  • il riconoscimento dell’handicap spetta invece a chi ha una disabilità mentale, motoria o sensoriale tale da impedire o limitare notevolmente l’integrazione sociale, lavorativa, personale e familiare;
  • la non autosufficienza, infine, consiste nell’impossibilità di deambulare o di compiere gli atti quotidiani della vita senza l’aiuto di un accompagnatore.

Quali sono i requisiti per l’assegno di accompagnamento?

L’assegno di accompagnamento, o accompagno, normalmente può essere ottenuto da chi possiede i seguenti requisiti:

  • invalidità civile riconosciuta totale e permanente del 100% accompagnata dall’impossibilità di camminare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore;
  • invalidità civile riconosciuta totale e permanente del 100% accompagnata dall’impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita, con conseguente necessità di un’assistenza continua.

L’impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita si realizza quando la persona riconosciuta invalida non riesce a compiere le azioni elementari svolte quotidianamente da una persona normodotata della stessa età. Per atti quotidiani della vita, nello specifico, si intende l’insieme delle funzioni che normalmente ogni individuo compie ogni giorno: vestirsi, lavarsi, mangiare e preparare i pasti, espletare i bisogni fisiologici, fare la spesa o commissioni di vario tipo, spostarsi nell’ambiente domestico o per raggiungere il luogo di lavoro, svolgere le faccende domestiche, conoscere il valore del denaro, orientarsi nello spazio e nel tempo, essere in grado di provvedere a sé in una situazione d’emergenza e di chiedere soccorso, leggere, mettere in funzione la radio e la televisione, guidare l’automobile per le necessità quotidiane legate a funzioni vitali, etc. [1].

Quali sono i requisiti per l’assegno di accompagnamento per gli anziani?

La valutazione per il diritto all’accompagno è differente per le persone minori di 18 anni e per gli ultra65enni. La legge [2], difatti, prevede che si considerano mutilati ed invalidi i soggetti che hanno persistenti difficoltà a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età.

Il possesso di questi requisiti non dà diritto a un’autonoma attribuzione dell’indennità di accompagno, ma consente di considerare mutilato e invalido chi ha difficoltà a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età, primo requisito necessario per il riconoscimento dell’accompagnamento.  Questo, perché per i minorenni e gli over65 non è possibile basarsi sulla riduzione della capacità lavorativa, quindi non è possibile valutare l’invalidità con le stesse modalità previste per le persone maggiorenni che non hanno compiuto l’età pensionabile (come specificato dall’Inps [3]).

Perché over65 e minorenni possano ottenere l’accompagno, ad ogni modo, deve essere riscontrata dall’apposita commissione medica l’impossibilità di camminare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore, oppure l’impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita e la conseguente necessità di un’assistenza continua; il giudizio per l’accertamento dell’esistenza dell’impossibilità a compiere gli atti quotidiani della vita deve essere rapportato alla capacità media di una persona sana di pari età.

L’invalido al 100% anziano ha diritto all’accompagnamento?

Se hai già compiuto l’età pensionabile, e il verbale della commissione medica ti ha solo riconosciuto il primo dei requisiti necessari all’accompagno, ossia l’invalidità del 100%, valutata non in base alla riduzione della capacità lavorativa, ma sulla base della persistente difficoltà nel compiere gli atti quotidiani della vita, o nel deambulare, non è detto che tu abbia diritto all’accompagno.

Nel verbale d’invalidità deve essere infatti presente il riferimento all’impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore, o in alternativa all’impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita e la conseguente necessità di un’assistenza continua.

Se nessuna delle due condizioni è espressamente menzionata nel verbale della commissione medica, probabilmente i requisiti per l’accompagno non sono stati esaminati per la mancanza della specifica richiesta nel certificato medico introduttivo: per il diritto all’accompagno, difatti, nel certificato deve essere indicato che il richiedente è “persona impossibilitata a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore” oppure che si tratta di “persona che necessita di assistenza continua, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita”.

Nel verbale, poi, deve essere espressamente riconosciuta l’indennità di accompagno, e devono essere richiesti gli elementi amministrativi (assenza di ricovero, dati fiscali, coordinate bancarie, ecc.) necessari a liquidarla, da comunicare, tramite sito Inps o patronato, attraverso il modello AP70.

Come si fa la domanda di accompagnamento per anziani?

Se hai già compiuto l’età pensionabile e vuoi richiedere l’accompagno, puoi usufruire di una nuova procedura semplificata della domanda di accompagnamento per anziani: grazie a questa nuova procedura, puoi comunicare anticipatamente i dati amministrativi per la concessione dell’accompagnamento, anticipando così l’invio all’Inps del modello AP70 senza attendere l’emissione del verbale. Per il diritto all’indennità, dovrai comunque attendere l’esito dei nuovi accertamenti sanitari.

A quanto ammonta l’accompagnamento per anziani?

L’indennità di accompagno per anziani non si differenza dall’ordinaria indennità di accompagnamento, ma è pari a 516,35 euro mensili. Non ci sono limiti di reddito, ma è incompatibile con le indennità che hanno la stessa finalità.

note

[1] Circolare del Ministero del Tesoro n.14/1992.

[2] Art.6 D.lgs. n. 509/1988.

[3] Messaggio Inps n. 6303/2012.


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