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Mi hanno messo come testimone senza consenso: si può fare?

7 ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 ottobre 2018



Cos’è la testimonianza? C’è bisogno del consenso per essere citato come testimone? Posso rifiutarmi di andare in tribunale?

Anche se non hai mai preso parte ad un processo (civile o penale che sia), saprai senz’altro che, durante il suo svolgimento, vengono sentite davanti al giudice le persone che hanno assistito ai fatti di causa: insomma, quelle che possono essere utili alla giustizia per fare il suo corso. La legge italiana prevede una serie di strumenti che consentono alle parti in causa di poter dimostrare le ragioni a sostegno delle proprie pretese; senza tali mezzi, il giudice non sarebbe in grado di decidere, in quanto dovrebbe basarsi solamente sulla parola dei diretti interessati. Tizio dice di non aver mai diffamato Caio, mentre Caio asserisce l’esatto opposto: a chi dare ragione? Ecco allora che entrano in gioco le prove: se Caio porta in giudizio le persone che hanno assistito alla condotta illecita di Tizio, allora il giudice avrà senz’altro a propria disposizione degli elementi in più da prendere in considerazione. I mezzi probatori sono tutti quegli strumenti che consentono a una persona di avvalorare la propria tesi difensiva: si pensi a un documento (un contratto, una semplice ammissione di un debito, ecc.), a un testimone, a un perito oppure a un filmato. Tutto ciò che è idoneo a dimostrare un fatto può (tendenzialmente) entrare come prova in un giudizio. In particolare, la testimonianza è il mezzo di prova per eccellenza: essa consiste nella deposizione di una persona terza estranea agli interessi delle parti. Il punto è che il testimone, molte volte, non è nemmeno a conoscenza del fatto di esser estato coinvolto in un procedimento. Probabilmente anche tu ti sarai chiesto se testimoniare è un obbligo, cioè se puoi rifiutarti oppure se è necessario il tuo consenso prima di essere “messo in mezzo”, cioè di essere inserito nella lista testimoniale. Con questo articolo risponderemo proprio alla domanda che in questo momento ti frulla per la testa: «mi hanno messo come testimone senza consenso: si può fare?».

Testimonianza: cos’è?

Prima di vedere se c’è bisogno del consenso per essere citato come testimone, facciamo un po’ di chiarezza su alcuni concetti fondamentali, cominciando proprio col capire cos’è la testimonianza. La testimonianza è un tipico mezzo di prova consistente nel racconto proposto da una persona terza ed imparziale. In buona sostanza, il testimone è quella persona chiamata a deporre davanti all’autorità giudiziaria su tutto ciò che sa intorno ai fatti oggetto del giudizio. Una testimonianza è valida solamente se resa da persona estranea ai fatti, cioè che non abbia un interesse concreto nel procedimento, e che abbia assistito direttamente, coi propri occhi, a ciò di cui parla. Pertanto, sarà assolutamente nulla una testimonianza basata su voci di corridoio oppure “per sentito dire”.

Testimonianza: come funziona?

La testimonianza è mezzo di prova tipico di quasi tutti i processi. In linea di massima, chi vuole avvalersi di testimoni deve farne richiesta, entro i tempi e con le modalità stabilite, all’autorità giudiziaria, la quale autorizzerà la parte interessata alla citazione. Solamente tale consenso rende la testimonianza un obbligo per chi è chiamato a deporre: l’ufficio del testimone, infatti, è obbligatorio per legge, nel senso che la persona chiamata a testimoniare non può tirarsi indietro adducendo motivazioni varie. Quindi, se il tuo nome compare nella lista dei testimoni di una parte processuale, nel momento in cui ti arriverà la citazione a casa dovrai rispondere presente, nel senso che dovrai recarti in tribunale nel giorno e nell’ora che ti sarà indicata. Lo so che è una seccatura (un po’ come ricevere un invito ad un matrimonio), ma è così. Nel caso in cui tu sia assolutamente impedito (per motivi di salute o per ragioni improcrastinabili di lavoro), dovrai inviare tempestivamente una giustificazione; in questo caso, verrai citato nuovamente per l’udienza successiva.

Testimonianza: posso rifiutarmi?

Se citato, non puoi rifiutare di rendere testimonianza, se non per gravi ragioni, come in parte anticipato. Addirittura, il tuo rifiuto può farti incorrere in due gravi conseguenze:

  • pagamento di un’ammenda fino a 500 euro circa;
  • accompagnamento coattivo, nel senso che verrai prelevato direttamente dalle forze dell’ordine e condotto, volente o nolente, in tribunale.

Testimonianza: serve il consenso?

Da quanto appena detto si capisce che per fare il testimone non serve alcun consenso, in quanto si tratta di un istituto creato nell’interesse della giustizia, non della singola parte. Il testimone che depone deve raccontare obiettivamente i fatti così come sono andati, senza favoritismi: ciò significa che il suo “servizio” è reso nell’interesse generale del buon andamento del processo e, più in generale, della giustizia stessa.

Ciò che abbiamo detto è ampiamente confermato da numerose circostanze:

  • il testimone può evitare di presenziare solamente se giustificato da motivi indifferibili di lavoro, da gravi esigenze personali o per ragioni di malattia; tra l’altro, va detto che l’assenza da lavoro per rendere testimonianza è giustificata: il cancelliere rilascia un apposito certificato che attesta la presenza in tribunale del testimone;
  • l’ufficio del testimone diventa obbligatorio con il consenso del giudice all’ammissione del mezzo di prova. Da questo momento in poi, il testimone entra a far parte del processo a tutti gli effetti, tanto che la parte che ne ha richiesto la citazione non può poi rinunciarvi senza il consenso delle altre parti processuali. Esempio: la difesa di Tizio, imputato in un procedimento penale, chiede e ottiene l’ammissione della prova testimoniale. Durante il corso dell’istruttoria, si rende conto che quel testimone non gli serve più: a questo punto, l’avvocato di Tizio non può rinunciare unilateralmente al suo testimone, a meno che il pubblico ministero (e, comunque, le altre parti presenti) non accettino la rinuncia. In pratica, quindi, una volta che il giudice ammette la prova testimoniale, a questa non si può rinunciare senza il consenso di tutte le parti processuali, proprio perché il teste entra a far parte del procedimento come strumento utile alla giustizia in senso ampio;
  • il codice penale prevede diversi delitti che puniscono la falsa testimonianza o, comunque, quei comportamenti volti a incentivare il testimone a mentire (per approfondimenti, leggi questo articolo). Ciò a riprova, ancora una volta, dell’importanza di questo ufficio.

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1 Commento

  1. Avendo parlato diffusamente della testimonianza e della obbligatorietà della stessa, suggerirei di aggiungere qualcosa sul rimborso delle spese sostenute dal teste, come e dove si richiede, qual’è la sua entità e quale documentazione è necessario produrre. Grazie.

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