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Mi hanno messo come testimone senza consenso: si può fare?

12 Gennaio 2023 | Autore:
Mi hanno messo come testimone senza consenso: si può fare?

Cos’è la testimonianza? C’è bisogno del consenso per essere citato come testimone? Ci si può rifiutare di andare in tribunale?

Anche se non hai mai preso parte ad un processo saprai senz’altro che, durante il suo svolgimento, vengono sentite davanti al giudice le persone che hanno assistito ai fatti di causa: insomma, quelle che possono essere utili alla giustizia per fare il suo corso.

La testimonianza è infatti il mezzo di prova per eccellenza: essa consiste nella deposizione di una persona terza estranea agli interessi delle parti. Il punto è che il testimone, molte volte, non è nemmeno a conoscenza di esser estato coinvolto in un procedimento. Probabilmente anche tu ti sarai chiesto se testimoniare è un obbligo, cioè se puoi rifiutarti oppure se è necessario il tuo consenso prima di essere “messo in mezzo”, cioè di essere inserito nella lista testimoniale. Con questo articolo risponderemo a una domanda che circola molto in rete: «mi hanno messo come testimone senza consenso: si può fare?».

Testimonianza: cos’è?

Prima di vedere se c’è bisogno del consenso per essere citato come testimone, facciamo un po’ di chiarezza su alcuni concetti fondamentali, cominciando proprio col capire cos’è la testimonianza.

La testimonianza è un tipico mezzo di prova consistente nel racconto proposto da una persona terza ed imparziale.

In buona sostanza, il testimone è quella persona chiamata a deporre davanti all’autorità giudiziaria su tutto ciò che sa intorno ai fatti oggetto del giudizio.

Una testimonianza è valida solamente se resa da persona estranea ai fatti, cioè che non abbia un interesse concreto nel procedimento, e che abbia assistito direttamente, coi propri occhi, a ciò di cui parla.

Pertanto, sarà assolutamente nulla una testimonianza basata su voci di corridoio oppure “per sentito dire”.

Come funziona la testimonianza?

La testimonianza è mezzo di prova tipico di quasi tutti i processi. In linea di massima, chi vuole avvalersi di testimoni deve farne richiesta, entro i tempi e con le modalità stabilite, all’autorità giudiziaria, la quale autorizzerà la parte interessata alla citazione.

Solamente tale consenso rende la testimonianza un obbligo per chi è chiamato a deporre: l’ufficio del testimone, infatti, è obbligatorio per legge, nel senso che la persona chiamata a testimoniare non può tirarsi indietro adducendo motivazioni varie.

Quindi, se il tuo nome compare nella lista dei testimoni di una parte processuale, nel momento in cui ti arriverà la citazione a casa dovrai rispondere “presente”, nel senso che dovrai recarti in tribunale nel giorno e nell’ora che ti sarà indicata.

Nel caso in cui tu sia assolutamente impedito (per motivi di salute o per ragioni improcrastinabili di lavoro), dovrai inviare tempestivamente una giustificazione; in questa ipotesi, verrai citato nuovamente per l’udienza successiva.

Proprio per sottolineare l’importanza di questa funzione, la giurisprudenza ritiene perfino che il testimone sia un pubblico ufficiale, qualifica che si acquisisce al momento in cui il giudice, dopo aver valutato la richiesta della parte, abbia ritenuta la ammissibilità della prova e, comunque, disposto la citazione.

Ci si può rifiutare di testimoniare?

Se citato, non puoi rifiutare di rendere testimonianza, se non per gravi ragioni, come in parte anticipato. Addirittura, il tuo rifiuto può farti incorrere in due gravi conseguenze:

  • il pagamento di un’ammenda fino a 500 euro circa;
  • l’accompagnamento coattivo, nel senso che verrai prelevato direttamente dalle forze dell’ordine e condotto, volente o nolente, in tribunale.

Testimonianza: serve il consenso?

Da quanto appena detto si capisce che per fare il testimone non serve alcun consenso, in quanto si tratta di un istituto creato nell’interesse della giustizia, non della singola parte.

Il testimone che depone deve raccontare obiettivamente i fatti così come sono andati, senza favoritismi: ciò significa che il suo “servizio” è reso nell’interesse generale del buon andamento del processo e, più in generale, della giustizia stessa.

Ciò che abbiamo detto è ampiamente confermato da numerose circostanze:

  • il testimone può evitare di presenziare solamente se giustificato da motivi indifferibili di lavoro, da gravi esigenze personali o per ragioni di malattia. Tra l’altro, va detto che l’assenza da lavoro per rendere testimonianza è giustificata: il cancelliere rilascia un apposito certificato che attesta la presenza in tribunale del testimone;
  • l’ufficio del testimone diventa obbligatorio con il consenso del giudice all’ammissione del mezzo di prova. Da questo momento in poi, il testimone entra a far parte del processo a tutti gli effetti, tanto che la parte che ne ha richiesto la citazione non può poi rinunciarvi senza il consenso delle altre parti processuali;
  • il codice penale prevede diversi delitti che puniscono la falsa testimonianza o, comunque, quei comportamenti volti a incentivare il testimone a mentire (per approfondimenti, leggi l’articolo dal titolo Pagare un testimone è reato?). Ciò a riprova, ancora una volta, dell’importanza di questo ufficio.

Se citato, non puoi rifiutare di rendere testimonianza, se non per gravi ragioni, ad esempio per malattia o per indifferibili motivi di lavoro


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9 Commenti

  1. Avendo parlato diffusamente della testimonianza e della obbligatorietà della stessa, suggerirei di aggiungere qualcosa sul rimborso delle spese sostenute dal teste, come e dove si richiede, qual’è la sua entità e quale documentazione è necessario produrre. Grazie.

  2. Io sono stata convocata come testimone x una cosa successa 5 anni fa che ricordo malamente e vorrei non testimoniare poiche ho un compagno una figlia e non voglio proprio metterci la mia faccia si tratta di una nottata passata con uno che manco mi va di vedere e non ho assolutamente intenzione di presentarmi …a cosa vado incontro?

    1. Gent. Sig.ra,
      purtroppo quello del testimone è un vero e proprio dovere: se rifiuta, può andare incontro ad una sanzione economica fino a circa 500 euro ed essere costretta ad andare dalle forze dell’ordine. Al limite, se Lei è teste di una parte privata (cioè, non del p.m.), può chiedere all’avvocato che l’ha citata se è possibile rinunciare alla Sua escussione.

  3. I carabinieri mi hamnovhuamato in caserma per verbalizzaee che io ho assistito ad un incidente..
    Ma io non ho visto nulla del suddetto incidente.
    È non voglio fare testimoniare se no ho visto nulla come.mi devo comportare devo andarci in caserma..ma non voglio testimoniare se.mon ho vistoroberto

    1. Gent. Sig. Roberto,
      non può rifiutarsi di testimoniare. Se non ha visto nulla, deve semplicemente dire che che non ha assistito ai fatti: saranno poi le autorità a stabilire se citarla o meno come testimone. E’ possibile che rinuncino, visto che non può essere utile.

  4. In una causa di separazione giudiziale, la controparte cita testimoni, senza nemmeno contestualizzarli o dire a cosa abbiano assistito. Un assurdo elenco che include persone come i professori del liceo del figlio, persone mai entrate in casa erc. etc. Nella lista avrebbe potuto essere incluso paradossalmente anche il Presidente del Consiglio o il Papa che sarebbe stata la medesima cosa. Un evidente abuso di potere . Com’è possibile che un legale possa avere tale arroganza diffamatoria e indole alla menzogna? Solo perché è protetto dalla “immunità giudiziale”? Come si può denunciare questa “mela marcia” della categoria?

  5. >>>>>>
    l’ufficio del testimone, infatti, è obbligatorio per legge, nel senso che la persona chiamata a testimoniare non può tirarsi indietro adducendo motivazioni varie. Quindi, se il tuo nome compare nella lista dei testimoni di una parte processuale, nel momento in cui ti arriverà la citazione a casa dovrai rispondere presente, nel senso che dovrai recarti in tribunale nel giorno e nell’ora che ti sarà indicata. Lo so che è una seccatura (un po’ come ricevere un invito ad un matrimonio), ma è così.
    >>>>>>

    No, non è come ricevere un invito ad un matrimonio, casomai è un abuso di potere, il che è ben diverso.
    E’ un abuso, perché è assurdo che una persona possa essere chiamata a testimoniare per fatti accaduti sei-sette-otto anni prima, magari riguardanti beghe di condominio, incidenti o incendi nella tot fabbrica.
    E’ assurdo, perché a distanza di anni i ricordi sbiadiscono, ed è ancora più inaccettabile perché un processo non può durare 7-8 o 10 anni.
    Per dire: il tot avvocato o il tot giudice impegnati a valutare le dichiarazioni del tot testimone, cosa sarebbero capaci di ricordare qualora capitasse a loro di dover testimoniare per fatti accaduti anni prima?
    E quanto sarebbero coerenti?
    Ma per favore…

  6. sono stato involontario testimone di un reato commesso da persona che conosco,ho anche un video .La parte lesa ha suo tempo fatto denuncia contro ignoti,solo dopo ha saputo (e potrebbe dimostrarlo)che ero presente,seppur per caso,e che conosco l autore del reato. Mi invia una raccomandata con la quale mi chiede di recarmi dai carabinieri per testimoniare e cambiare la denuncia da ignoti a noti.Se non lo facessi,potrei essere condannato a risarcire il danno patrimoniale ?

  7. sono stato citato dalla Procura di Napoli per il tramite della Polizia Municipale per una testimonianza per causa penale a carico di una persona il cui nome e cognome sono a me sconosciuti. Per essere chiamato a testimoniare dovrei essere almeno a conoscenza dell’accaduto o dei nominativi coinvolti. Quando andrò in tribunale, cosa andrò a dire???? come fare per contattare l’avvocato per ulteriori info??? come riferimento ho solo il n. R.G.
    Grazie

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