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Invalidità: va inserita nel curriculum?

4 settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 settembre 2018



C’è una legge che impone di segnalare la condizione di disabile per cercare un lavoro? I vantaggi di appartenere alle categorie protette.

Se sei disabile ed hai una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45% appartieni alle cosiddette categorie protette che, per legge, hanno diritto ad un’agevolazione per entrare (o per tornare) nel mondo del lavoro. Forse, però, ti starai chiedendo se la tua invalidità va inserita nel curriculum. Non tanto perché hai qualcosa da nascondere, ci mancherebbe altro. Ma perché potrebbe essere un vincolo proprio per presentare la propria candidatura in un’azienda che sta cercando un lavoratore appartenente a questo tipo di categorie.

La legge [1] prevede, infatti, che alcuni lavoratori, come quelli con invalidità, abbiano un accesso privilegiato all’occupazione. Dal 1° gennaio 2018, ad esempio, tutte le aziende che hanno tra 1 15 ed i 35 dipendenti devono obbligatoriamente assumere un disabile, indipendentemente dal fatto che fosse in programma di reclutare del nuovo personale. Basta avere un organico con quel numero di lavoratori per essere tenuti ad incrementarlo con una persona affetta da invalidità. Chi non rispetta questo vincolo deve pagare a titolo di sanzione, dal 60mo giorno in cui insorge l’obbligo, 153,20 euro per ogni giorno in cui risulti scoperta la quota, ovvero cinque volte la misura del contributo esonerativo previsto dalla legge. Ecco perché può essere importante inserire nel curriculum vitae l’invalidità, in modo da cogliere l’occasione di poter trovare più facilmente un’occupazione.

Si tratta, però di capire se scrivere sul proprio cv il fatto di essere disabile sia un obbligo oppure una scelta. Vediamo che cosa dice la legge e se l’invalidità va inserita nel curriculum per forza.

Invalidità e lavoro: le categorie protette

La legge, dunque, consente di essere inseriti nelle categorie protette per avere una corsia preferenziale nella ricerca di un lavoro a chi ha un’invalidità civile superiore al 45% di riduzione della capacità lavorativa. Fanno parte di queste categorie (tra gli altri) anche:

  • chi ha un’invalidità di lavoro superiore al 33%;
  • invalidi di guerra o per servizio;
  • sordomuti e ciechi.

In qualsiasi caso, per potersi iscrivere alle liste del collocamento mirato presso i centri per l’impiego, occorre essere disoccupato ed avere un’età compresa tra i 15 ed i 65 anni.

C’è da tenere presente che le aziende con più di 15 dipendenti sono obbligate ad assumere un certo numero di persone iscritti alle categorie protette. Nel dettaglio, le quote sono:

  • 1 invalido nelle aziende da 15 a 35 dipendenti;
  • 2 invalidi nelle aziende da 36 a 50 dipendenti;
  • il 7% di invalidi ed un altro beneficiario delle categorie protette nelle aziende da 51 a 150 dipendenti;
  • il 7% di invalidi ed l’1% di altri beneficiari delle categorie protette nelle aziende con oltre 150 dipendenti.

Chi ha un’invalidità può essere assunto da un’azienda in due modi:

  • per chiamata nominativa, individuando direttamente la persona da assumere;
  • per chiamata numerica attraverso le liste del Centro per l’impiego;
  • per concorso pubblico quando l’assunzione lo richiede.

Se la percentuale di invalidità è superiore all’80%, il lavoratore non è obbligato a svolgere una prova preselettiva se prevista dal bando di concorso.

Invalidità nel curriculum: è obbligatorio inserirla?

Ad oggi non esiste una legge che obblighi una persona disabile ad inserire nel curriculum la propria invalidità. Significa che scrivere questa condizione tra le informazioni da inoltrare ad un’azienda per candidarsi ad un posto di lavoro è una scelta personale. Ma, come abbiamo visto, essere inseriti nelle liste del collocamento privato quando si fa parte delle categorie protette può agevolare chi è alla ricerca di un lavoro. Proprio per questo motivo, il fatto che l’invalidità sia inserita nel curriculum può rivelarsi un vantaggio. Non perché l’azienda debba assumerti per forza (saranno determinanti le tue competenze, non la tua condizione di disabile) ma perché puoi essere chiamato prima da chi cerca una persona con diritto al collocamento mirato per mettersi in regola con la legge.

Dove scrivere nel cv che sei invalido? Puoi inserirlo all’inizio (insieme ai tuoi dati personali) oppure alla fine, nella sezione «altre informazioni». Conviene sempre specificare il grado di invalidità, cioè la percentuale di riduzione della capacità lavorativa.

Quindi non è obbligatorio inserire l’invalidità nel curriculum e, per quanto sia conveniente citare la propria disabilità, non è necessario descrivere la patologia di cui si soffre o altre informazioni mediche o sanitarie. Quello che può essere opportuno è segnalare se ci sono delle particolari situazioni ambientali in cui non puoi lavorare, ad esempio in reparti dove si lavorano certe sostanze o dove c’è un contesto che ti impedisce di avere la corretta mobilità.

Spetterà, poi, all’azienda valutare le tue capacità: può anche darsi che ti assuma anche senza essere tenuta a rispettare l’obbligo verso le categorie protette. Semplicemente perché sei bravo ed hanno bisogno di te, non perché sei invalido. Da parte tua sarai stato corretto a segnalare la tua condizione sin dal momento della candidatura.

note

[1] Legge n. 68/1999.

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