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Sono invalido al 74%: diritti

3 settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 settembre 2018



A quali benefici ha diritto il lavoratore con invalidità civile del 74%: pensione d’invalidità civile, assegno ordinario d’invalidità, esenzione ticket, congedo, Ape sociale.

Ti è stata riconosciuta un’invalidità civile in misura pari al 74%: forse non sai che puoi aver diritto a numerose agevolazioni, dovute alla riduzione della tua capacità lavorativa. Se dunque ti stai chiedendo «sono invalido al 74: diritti?» Devi sapere che i benefici che ti spettano sono di vario tipo, sia economico che lavorativo: si parte, infatti, dalla pensione d’invalidità civile, che spetta a tutti coloro che possiedono un’invalidità dal 74% in su, con un reddito basso, o dall’assegno d’invalidità, a cui hanno diritto gli invalidi al di sopra dei 2/3, in possesso di un requisito contributivo minimo, per arrivare all’Ape sociale e alla pensione anticipata precoci, nel caso in cui tu possieda un’anzianità contributiva sufficiente. Hai anche diritto a fruire periodicamente di un congedo per cure (da non confondere col congedo straordinario Legge 104), a rientrare nelle categorie protette, all’esenzione dal ticket ed a protesi ed ausili necessari. Ma procediamo per ordine e vediamo quali sono i diritti degli invalidi al 74%.

Chi è invalido al 74% ha diritto all’assegno ordinario d’invalidità?

Innanzitutto, avendo una capacità lavorativa ridotta a meno di un terzo (superiore, cioè, al 66,67%, arrotondato al 67%), l’invalido al 74% che possiede i requisiti contributivi minimi ha diritto all’assegno ordinario di invalidità da parte dell’Inps. Nel dettaglio, si devono possedere, in una delle gestioni facenti capo all’Inps (fondo pensione lavoratori dipendenti, artigiani, commercianti, coltivatori, gestione Separata, ex Inpdap, ex Enpals…) almeno 5 anni di contributi, di cui 3 versati nell’ultimo quinquennio. L’assegno è calcolato in base ai contributi versati, come se si trattasse della pensione, ma senza maggiorazioni (come invece avviene per la pensione per assoluta e permanente inabilità a qualsiasi attività lavorativa) e viene ridotto se il reddito supera di 4 volte il trattamento minimo (sussistono ancora, per questo trattamento, i limiti di cumulo col reddito da lavoro). L’assegno ordinario d’invalidità è compatibile con l’attività lavorativa, al contrario della pensione per assoluta e permanente inabilità a qualsiasi attività lavorativa.

Chi è invalido al 74% ha diritto alla pensione d’invalidità civile?

Se l’invalido al 74% non possiede i requisiti contributivi minimi elencati, può aver comunque diritto a un altro assegno a carico dell’Inps collegato allo stato d’invalidità, l’assegno di assistenza. Nel dettaglio, questo trattamento, noto come pensione di invalidità civile, spetta se il proprio reddito risulta inferiore a 4.853,29 euro e l’invalidità riconosciuta supera la percentuale del 74%. L’assegno di assistenza ammonta, per il 2018, a 282,55 euro mensili. Si tratta di un reddito esente da Irpef, per il quale, contrariamente all’assegno d’invalidità ordinario, è richiesto lo stato di disoccupazione. Al compimento di 66 anni e 7 mesi, la pensione d’invalidità civile viene convertita in assegno sociale.

Chi è invalido al 74% ha diritto all’esenzione ticket?

Col 74% d’invalidità, possedendo quindi un’invalidità superiore ai due terzi, si ha anche diritto all’esenzione totale dal ticket sulle prestazioni specialistiche e di diagnosi strumentale [1]; è possibile inoltre fruire di un’agevolazione per il pagamento dei medicinali prescritti con ricetta medica (a tal proposito è consigliabile rivolgersi direttamente alla propria Asl o alla Regione di residenza).

Chi è invalido al 74% ha diritto alla scelta prioritaria della sede?

In quanto lavoratore con invalidità superiore ai due terzi, chi ha un’invalidità del 74% ed è dipendente pubblico ha diritto di scelta prioritaria tra le sedi di lavoro disponibili.

Chi è invalido al 74% ha diritto alla maggiorazione contributiva per la pensione

Con un’invalidità del 74%, invece, non si ha diritto al beneficio pensionistico dei contributi figurativi, o maggiorazione contributiva: questa, infatti, spetta solo ai lavoratori con invalidità sopra il 74%.

Chi è invalido al 74% ha diritto all’Ape sociale?

Un altro beneficio previdenziale al quale si può accedere con il 74% d’invalidità è l’Ape sociale: si tratta di un assegno che accompagna il lavoratore dai 63 anni di età (o dalla posteriore data della domanda di prestazione) sino al perfezionamento del requisito della pensione di vecchiaia (dal 2018, 66 anni e 7mesi per tutti, dal 2019 67 anni).

L’assegno, o anticipo pensionistico, è calcolato allo stesso modo della futura pensione, ma non può superare i 1500 euro mensili.

All’Ape sociale si può accedere con 30 o 36 anni di contributi (tra tutte le gestioni Inps, considerando anche eventuali contributi esteri, come chiarito da un nuovo messaggio Inps), a seconda della categoria di appartenenza.

Coloro che possiedono un’invalidità riconosciuta almeno pari al 74% raggiungono la prestazione con un minimo di 30 anni di contributi (le donne con figli hanno diritto a uno sconto di un anno di contributi per ogni figlio, sino a un massimo di 2 anni, possono perciò accedere con 28 o 29 anni di contributi). Per ottenere l’Ape sociale si deve cessare l’attività lavorativa; ci si può reimpiegare in seguito, ma non si deve superare il reddito annuo di 8mila euro, se si viene reimpiegati come dipendenti o parasubordinati, o di 4800 euro, se la nuova attività è di lavoro autonomo.

La prestazione è incompatibile con i sussidi di disoccupazione e con qualsiasi pensione diretta.

Chi è invalido al 74% ha diritto alla pensione anticipata precoci?

Chi possiede un’invalidità dal 74% può aver diritto anche alla pensione anticipata per i lavoratori precoci: questa pensione, nel dettaglio, si può ottenere con 41 anni di contributi (41 anni e 5 mesi dal 2019), se si appartiene alle stesse categorie tutelate di lavoratori che hanno accesso all’Ape sociale (con l’aggiunta degli addetti ai lavori usuranti). Il lavoratore deve però risultare iscritto alla previdenza obbligatoria prima del 1996 e possedere almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro versati prima del compimento del 19° anno di età.

Chi è invalido al 74% ha diritto al congedo per invalidità?

In quanto lavoratore con invalidità oltre il 50%, l’invalido al 74% può anche fruire di un congedo per cure relative all’infermità riconosciuta, per un periodo non superiore a 30 giorni l’anno. Durante il periodo di congedo (non rientrante nel periodo di comporto) il lavoratore ha diritto a percepire un trattamento, a carico del datore di lavoro, calcolato secondo il regime economico delle assenze per malattia

Chi è invalido al 74% ha diritto all’iscrizione nelle categorie protette?

Considerando che l’invalidità è al di sopra del 45%, l’invalido al 74% ha la possibilità di usufruire del collocamento mirato [2]. Si tratta dell’accesso ai servizi di sostegno e di collocamento dedicati alle categorie protette: per usufruirne, è necessario recarsi presso il centro per l’impiego, presentando, oltre al verbale di invalidità, la relazione conclusiva rilasciata dalla preposta Commissione dell’Asl.

Ricordiamo che possono iscriversi al collocamento mirato, senza dover richiedere la relazione conclusiva Asl, gli invalidi del lavoro con percentuale oltre il 33%, gli invalidi di guerra, gli invalidi civili di guerra e gli invalidi per servizio con minorazioni ascritte dalla prima all’ottava categoria.

L’invalido al 74% può, inoltre, essere incluso dall’azienda nelle quote di riserva relative alla legge sul collocamento obbligatorio, cioè nei posti che l’azienda deve per legge mettere a disposizione delle categorie protette. Considerando che l’invalidità supera il 60%, il lavoratore è incluso nelle quote di riserva a prescindere dall’orario del contratto. Il beneficio non è però riconosciuto se la sua inabilità è stata causata da un inadempimento del datore di lavoro.

Chi è invalido al 74% ha diritto a protesi ed ausili?

Considerato il possesso di un’invalidità superiore al 33,33%, l’invalido al 74% ha diritto a protesi ed ausili eventualmente necessari per la patologia riconosciuta nel verbale di accertamento della commissione medica.

note

[1] Art.6 DM 1/2/1991.

[2] L.68/1999.


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