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Sono invalido al 50%: diritti

6 settembre 2018 | Autore:


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A quali agevolazioni ha diritto chi possiede un’invalidità pari al 50%: iscrizione alle categorie protette, collocamento obbligatorio, protesi e ausili.

Ti è stata riconosciuta un’invalidità civile del 50%? Questo significa che la tua capacità lavorativa è ridotta della metà: purtroppo, la maggior parte delle agevolazioni in materia di lavoro e pensioni, come l’assegno d’invalidità e il diritto alla scelta della sede, è riconosciuta soltanto per chi è invalido in misura superiore ai 2/3. Molti altri incentivi sono riconosciuti a chi è invalido in misura pari o superiore al 74%: la pensione d’invalidità civile, la pensione anticipata per i lavoratori precoci, l’Ape sociale, la maggiorazione contributiva per invalidità…Se comunque ti stai chiedendo «Sono invalido al 50%: diritti e agevolazioni, per me, sono previsti?» devi sapere che la normativa dispone dei benefici anche per chi, come te, ha la capacità lavorativa ridotta della metà. Puoi ad esempio iscriverti alle categorie protette per beneficiare del collocamento mirato ed essere avviato al lavoro. Ma procediamo per ordine e vediamo quali sono i diritti per gli invalidi al 50%.

L’invalido al 50% ha diritto al congedo straordinario per cure?

Un’agevolazione molto importante per i lavoratori mutilati e invalidi civili è il cosiddetto congedo straordinario per cure (che non deve essere confuso col congedo straordinario Legge 104, che invece spetta ai lavoratori che assistono un familiare portatore di handicap grave).

Invalidi e mutilati che hanno in corso un rapporto di lavoro dipendente, in particolare, possono fruire di un congedo straordinario sino a 30 giorni all’anno, per le cure connesse alla loro infermità riconosciuta (ad esempio cure fisioterapiche o riabilitative dei cardiopatici).

Il congedo è retribuito con un trattamento, a carico del datore di lavoro, calcolato secondo il regime economico delle assenze per malattia, e non rientra nel computo del periodo di comporto, cioè del periodo di conservazione del posto.

Attenzione, però: il congedo straordinario per cure spetta agli invalidi a cui sia stata riconosciuta una riduzione dell’attitudine lavorativa superiore al 50%, quindi dal 51% in su.

Il diritto al congedo spetta anche ai lavoratori affetti da patologie tumorali che ne facciano richiesta, previa autorizzazione del medico della struttura sanitaria pubblica, e a condizione che sussista un collegamento delle cure con l’invalidità riconosciuta.

Chi è invalido al 50% ha diritto all’iscrizione nelle categorie protette?

L’invalido in misura pari al 50% ha la possibilità di usufruire del collocamento mirato [1]. Si tratta dell’accesso ai servizi di sostegno e di collocamento dedicati alle categorie protette.

Nel dettaglio, appartengono alle categorie protette e possono iscriversi alle relative liste speciali:

  • le persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali ed i portatori di handicap intellettivo, in possesso di riduzione della capacità lavorativa (invalidità) superiore al 45%; l’invalido al 50% ha dunque pieno diritto all’iscrizione nelle categorie protette;
  • gli invalidi del lavoro, con un grado di invalidità, accertato dall’Inail, superiore al 33%;
  • i ciechi assoluti o le persone con un residuo visivo non superiore a 1/10 a entrambi gli occhi;
  • i sordomuti, cioè le persone colpite da sordità sin dalla nascita o prima dell’apprendimento della parola;
  • le persone che percepiscono l’assegno di invalidità civile, per accertamento da parte dell’Inps di una riduzione permanente a meno di 1/3 della capacità lavorativa;
  • gli invalidi di guerra, gli invalidi civili di guerra e gli invalidi per servizio con minorazioni ascritte dalla 1° all’8° categoria.

Sono soggette a una particolare tutela anche le seguenti categorie:

  • orfani e coniugi superstiti dei lavoratori deceduti per causa di lavoro, guerra o servizio, o per l’aggravarsi dell’invalidità derivante da tali cause;
  • coniugi e figli di grandi invalidi di guerra, di servizio o di lavoro;
  • profughi italiani rimpatriati;
  • familiari delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.

Come ci si iscrive alle categorie protette?

Per poter risultare iscritto alle liste di collocamento mirato, il lavoratore appartenente alle categorie protette deve risultare in stato di disoccupazione o in situazioni lavorative compatibili con il mantenimento dello stato di disoccupazione. Nel dettaglio, si mantiene lo stato di disoccupazione necessario all’iscrizione nella graduatoria se:

  • si è occupati con rapporto di lavoro subordinato di durata fino a 6 mesi (in questo caso lo stato di disoccupazione è sospeso);
  • il lavoro svolto, subordinato o parasubordinato, produce un reddito inferiore ad 8.000 euro lordi all’anno;
  • il lavoro svolto produce un reddito inferiore a 4.800 euro lordi all’anno, se autonomo;
  • il lavoro è svolto, a prescindere dai limiti di reddito, per attività lavorative nell’ambito di particolari progetti.

Se non viene svolto alcun lavoro dipendente la persona disabile iscritta nell’elenco della Legge 68 deve presentarsi spontaneamente al centro per l’impiego, almeno una volta all’anno, per riconfermare (mediante la sottoscrizione di un apposito modulo) la propria immediata disponibilità al lavoro (conferma Did).

In caso di mancata conferma, la persona perde lo stato di disoccupazione con conseguente cancellazione dalle liste di collocamento mirato.

Chi è invalido al 50% ha diritto a rientrare nella quota di riserva delle aziende?

Gli invalidi al 50% appartenenti alle categorie protette e iscritti nelle liste di collocamento mirato, una volta assunti, rientrano nella quota di riserva, cioè nella quota dell’organico aziendale riservato ai disabili e a particolari lavoratori tutelati.

Per tutti i datori di lavoro, enti pubblici compresi, scatta difatti l’obbligo di assumere disabili quando si superano i 14 dipendenti.

In particolare, aziende e amministrazioni sono tenute ad avere alle loro dipendenze i lavoratori disabili nella seguente misura:

  • se occupano oltre 50 dipendenti, la quota di riserva deve essere pari al 7% dei lavoratori occupati;
  • se occupano da 36 a 50 dipendenti, la quota è pari a 2 lavoratori;
  • da 15 a 35 dipendenti, è sufficiente un lavoratore.

Per i lavoratori tutelati non appartenenti alla categoria dei disabili, invece, è riservata una quota pari all’1%, nelle aziende o amministrazioni che occupano oltre 50 dipendenti.

Le aziende, in ogni caso, possono computare nella quota di riserva i lavoratori che diventano disabili successivamente all’assunzione, oppure quelli che, sebbene già disabili al momento dell’assunzione, non siano stati avviati per il tramite del collocamento obbligatorio, purché abbiano una riduzione della capacità lavorativa superiore al 60%, o al 45% se disabili psichici, o al 33% se invalidi del lavoro.

Per poter computare il disabile all’interno della quota di riserva, è sufficiente che l’azienda presenti un’apposita richiesta d’inserimento di persona con disabilità nella quota d’obbligo.

Chi è invalido al 50% ha diritto a protesi ed ausili?

Considerato il possesso di un’invalidità superiore al 33,33%, l’invalido al 50% ha diritto a protesi ed ausili eventualmente necessari per la patologia riconosciuta nel verbale di accertamento della commissione medica.


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