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Come evitare di testimoniare in tribunale

6 ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 ottobre 2018



Cos’è la testimonianza? Quando si deve testimoniare? Quando è possibile chiedere il rinvio? Ci si può sottrarre alla citazione?

Esistono cose che tutti noi vorremmo evitare: prendere una multa per eccesso di velocità; vederci recapitare una bolletta della luce particolarmente salata; ricevere un invito per il matrimonio del cognato del cugino di un amico che non vediamo da dieci anni; essere citati in tribunale come testimoni. Eh sì: quando arriva la convocazione, ci tocca proprio andare in tribunale a fare il nostro dovere di bravi cittadini. Ma a cosa serve la testimonianza? È così importante? Sì, lo è. Anche se non hai mai preso parte ad un processo, saprai senz’altro che, durante il suo svolgimento, vengono sentite davanti al giudice le persone che hanno assistito ai fatti di causa: insomma, quelle che possono essere utili alla giustizia per fare il suo corso. La legge italiana prevede una serie di strumenti che consentono alle parti in causa di poter dimostrare le ragioni a sostegno delle proprie pretese; senza tali mezzi, il giudice non sarebbe in grado di decidere, in quanto dovrebbe basarsi solamente sulla parola dei diretti interessati. Tecnicamente parlando, i mezzi probatori sono tutti quegli strumenti che consentono a una persona di avvalorare la propria tesi difensiva: si pensi a un documento (un contratto, una semplice ammissione di un debito, ecc.), a un testimone, a un perito oppure a un filmato. Tutto ciò che è idoneo a dimostrare un fatto può (tendenzialmente) entrare come prova in un giudizio. La testimonianza è il mezzo di prova per eccellenza: essa consiste nella deposizione di una persona terza estranea agli interessi delle parti. Il punto è che il testimone, molte volte, non è nemmeno a conoscenza del fatto di esser estato coinvolto in un procedimento; altre volte, è stato citato senza che sappia nulla delle vicende oggetto della controversia; altre ancora, si trova molto distante dal tribunale presso cui è stato citato. Fare il testimone non è solo un momento importante all’interno del meccanismo processuale, ma comporta anche un notevole dispendio di tempo, in quanto il testimone dovrà sacrificare almeno mezza giornata per adempiere al suo dovere. Se anche a te è capitato di trovarti in una di queste situazioni, oppure semplicemente ne vuoi saper di più, allora ti invito a proseguire nella lettura: con questo articolo vedremo come evitare di testimoniare in tribunale.

Testimonianza: cos’è?

Prima di vedere come evitare di testimoniare in tribunale, facciamo un po’ di chiarezza su alcuni concetti fondamentali, cominciando proprio col capire cos’è la testimonianza. La testimonianza è un tipico mezzo di prova consistente nel racconto proposto da una persona terza ed imparziale. In buona sostanza, il testimone è quella persona chiamata a deporre davanti all’autorità giudiziaria su tutto ciò che sa intorno ai fatti oggetto del giudizio. Una testimonianza è valida solamente se resa da persona estranea ai fatti, cioè che non abbia un interesse concreto nel procedimento, e che abbia assistito direttamente, coi propri occhi, a ciò di cui parla. Pertanto, sarà assolutamente nulla una testimonianza basata su voci di corridoio oppure su vicende narrate da terzi.

Testimonianza: come funziona?

La testimonianza è mezzo di prova tipico di quasi tutti i processi. In linea di massima, chi vuole avvalersi di testimoni deve farne richiesta, entro i tempi e con le modalità stabilite, all’autorità giudiziaria, la quale autorizzerà la parte interessata alla citazione. Solamente tale consenso rende la testimonianza un obbligo per chi è chiamato a deporre: l’ufficio del testimone, infatti, è obbligatorio per legge, nel senso che la persona chiamata a testimoniare non può tirarsi indietro adducendo motivazioni varie. Quindi, se il tuo nome compare nella lista dei testimoni di una parte processuale, nel momento in cui ti arriverà la citazione a casa dovrai rispondere presente, nel senso che dovrai recarti in tribunale nel giorno e nell’ora che ti sarà indicata. Lo so che è una seccatura (un po’ come ricevere un invito ad un matrimonio), ma è così. Nel caso in cui tu sia assolutamente impedito (per motivi di salute o per ragioni improcrastinabili di lavoro), dovrai inviare tempestivamente una giustificazione; in questo caso, verrai citato nuovamente per l’udienza successiva.

Testimonianza: posso rifiutarmi?

Se citato, non puoi rifiutare di rendere testimonianza, se non per gravi ragioni, come in parte anticipato. Addirittura, il tuo rifiuto può farti incorrere in due gravi conseguenze:

  • pagamento di un’ammenda fino a 516 euro;
  • accompagnamento coattivo, nel senso che verrai prelevato direttamente dalle forze dell’ordine e condotto, volente o nolente, in tribunale.

Testimonianza: si può evitare?

Se sei arrivato fin qui nella lettura avrai capito che la testimonianza è un obbligo a cui non ci si può sottrarre: se vieni citato in qualità di teste, non è possibile addurre motivazioni pretestuose per evitare l’impegno. Ciò, a prescindere che tu abbia dato il consenso ad essere citato o meno: l’ufficio del testimone è un dovere vero e proprio che prescinde dalla volontà del testimone.

Ti starai chiedendo: se sono realmente impedito ad andare in tribunale il giorno fissato nella citazione? Se sono fuori per lavoro? Se sono ammalato? Ebbene, se il tuo impedimento è reale e concreto, allora potrai ottenere il rinvio dell’udienza. Vediamo come.

Testimonianza: si può rinviare?

Testimoniare non si può evitare, ma si può rinviare. Se per gravi ragioni (che vedremo di qui a un istante) non puoi proprio essere in aula per rendere testimonianza, puoi avvertire tempestivamente il tribunale oppure l’avvocato che ti ha citato comunicando il motivo del tuo impedimento. In questo caso, se il giudice riterrà giustificata la tua assenza, disporrà una nuova udienza per la quale verrai nuovamente citato.

Tutto ciò che dovrai fare è comunicare alla cancelleria del tribunale mediante fax (nel caso in cui tu sia stato citato direttamente dal tribunale: si pensi alla citazione del p.m.) oppure all’avvocato che ti ha chiamato, la tua impossibilità a presenziare, allegando documentazione idonea a suffragare le tue parole. Così, se sei a casa con la febbre, potrai trasmettere copia del certificato medico che attesti il tuo stato di salute. Attenzione: non ogni malattia è una valida giustificazione. Occorre che tu sia realmente impossibilitato a recarti fisicamente nell’aula di tribunale. Se sei ricoverato in ospedale, la documentazione della struttura andrà più che bene. Eccezionalmente, se sei impossibilitato ad affrontare il viaggio per ragioni di salute o invalidità, il giudice può delegare un magistrato del luogo ove risiedi affinché tu sia sentito nel tribunale più vicino o, eventualmente, presso la tua residenza (si pensi agli anziani che non possono essere trasportati).

Se sei impegnato a lavoro come dipendente, devi sapere che hai diritto a un permesso retribuito per recarti in tribunale e rispondere alle domande. Il datore di lavoro non può impedirti di assentarti per testimoniare. Per ottenere il pagamento della giornata, il testimone dovrà farsi rilasciare un certificato dalla cancelleria. Ai lavoratori autonomi, invece, non spetta alcuna retribuzione per la giornata lavorativa persa. Nel caso in cui, per motivi di lavoro, tu sia assolutamente impedito a recarti in tribunale (si pensi ad una trasferta all’estero), dovrai inviare una dichiarazione alla cancelleria o all’avvocato che ti ha citato, chiarendo le cause dell’impossibilità a presenziare in tribunale. In tal caso il giudice rinvia l’udienza ad altra data, di cui ti sarà data notizia con una nuova citazione.

Testimonianza: quando si può evitare?

In realtà, c’è un’ipotesi in cui, seppur citato come testimone, potresti “farla franca” e non presentarti: quella in cui la parte che ha interesse a sentirti rinunci alla tua escussione, d’accordo con tutte le altre parti processuali. Facciamo un esempio. Mentre passeggiavi, hai assistito al sinistro stradale avvenuto tra Tizio e Caio. Dopo mesi, ti arriva la lettera dell’avvocato di Tizio con cui ti si chiede di presentarti in tribunale per rendere testimonianza. Come detto, è tuo dovere obbedire. Tuttavia, se, contattando il legale che ti ha citato, questi si rende conto che la tua testimonianza è divenuta superflua, allora l’avvocato stesso potrebbe decidere di rinunciare a sentirti come testimone. La rinuncia, per essere efficace, deve però incontrare il consenso anche della parte avversaria, cioè dell’avvocato di Caio: se tutti sono d’accordo, sarai esentato dal testimoniare. Il punto è che, a rigore, tu sei comunque stato citato per l’udienza e, nonostante l’accordo tra le parti a non sentirti più, un giudice estremamente puntiglioso potrebbe anche chiedere perché tu non ti sia presentato, con conseguente rischio di dover pagare un’ammenda.

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