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Perché la Lega potrebbe scomparire

6 settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 settembre 2018



Il Riesame dice sì al sequestro dei beni per recuperare i 49 milioni dei rimborsi, il Carroccio rischia bancarotta. Ma Salvini ha già l’alternativa.

La notizia può suonare come una bomba ma, in realtà, è meno clamorosa di ciò che si può pensare. La Lega potrebbe scomparire. Stiamo parlando di uno dei due partiti di governo, il che rende questa ipotesi ancora più sensazionale. Ma tutto è destinato a finire in fumo, comunque vada a finire.

Perché la Lega potrebbe scomparire? Perché il Tribunale del Riesame ha confermato il sequestro dei famosi 49 milioni di euro di rimborsi elettorali che, secondo la Corte di Cassazione, il Carroccio deve restituire allo Stato in quanto incassati in modo illecito. 49 milioni sono tanti ed è stato lo stesso Giancarlo Giorgietti, esperto di economia del Carroccio nonché sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, a mettere le mani avanti già qualche giorno prima che si pronunciasse il Riesame: se la Lega sarà tenuta a restituire quel denaro, dovrà chiudere i battenti. Non ci saranno più soldi per portare avanti il movimento fondato da Umberto Bossi negli anni ‘80. Bancarotta. Harakiri. Addio alla Lega. Ma sarà davvero così? Oppure dire che la Lega potrebbe scomparire è solo una mossa per attirare l’attenzione e per far vedere che non saranno certo le sentenze a fermare Matteo Salvini e la sua squadra? Visto che l’attuale vicepremier e ministro dell’Interno non è certamente uno sprovveduto, avrà già pensato a come superare questo scoglio. Quindi, davvero la Lega rischia di scomparire?

C’è, intanto, da capire come si è arrivati a questo punto. Cioè, che cosa ha fatto la Lega per rischiare il blocco dei propri fondi fino a saldare i 49 milioni di euro di rimborsi elettorali dovuti allo Stato. Ma c’è anche da vedere quali conseguenze potrebbe avere l’eventuale scomparsa di un partito di Governo. Salvini ed i suoi sono ancora legittimati a rappresentare gli italiani? Un partito che dichiara la propria bancarotta (se così dovesse succedere) può esistere ancora in Parlamento e far parte di un Esecutivo? Si parla, ovviamente, da un punto di vista formale. Dal punto di vista dell’opportunità politica di avere al Governo un partito estinto a causa di un debito contratto con lo Stato per avere barato sui rimborsi elettorali, ognuno è libero di pensarla come vuole.

Lega a rischio scomparsa: il reato commesso

Come si è arrivati ad ipotizzare che la Lega potrebbe scomparire? Tutto è partito dalla sentenza di condanna per truffa emessa dal Tribunale di Genova nel 2017 sui 49 milioni di euro di rimborsi elettorali ottenuti illecitamente tra il 2008 ed il 2010 dal Carroccio, condanna confermata dalla Cassazione ai danni dell’ex leader e fondatore del partito Umberto Bossi, del tesoriere Francesco Belsito, di tre dipendenti della Lega e di altre due persone. Nel dettaglio, la Lega ha ricevuto i rimborsi in base a rendiconti contabili irregolari che riguardano gli esercizi 2008, 2009 e 2010 presentati alla Camera e al Senato. In virtù di questa sentenza, Bossi è stato condannato a 2 anni e mezzo di reclusione e Belsito a 4 anni e 10 mesi.

Il tribunale del Riesame non era, però, d’accordo sulla decisione di estendere l’esecuzione del sequestro di quei 49 milioni sotto ogni forma di denaro a future entrate, come richiesto dai pm genovesi. Quindi fondi, conti correnti, libretti, depositi e qualsiasi altra forma in cui la Lega investisse o custodisse dei soldi in futuro fino ad arrivare alla cifra necessaria per saldare il debito. La Cassazione ha deciso un rinvio al cui traguardo siamo ormai arrivati.

Il partito aveva chiesto uno sconto tramite i suoi avvocati. La loro intenzione, infatti, era quella di restituire solo quello che aveva in cassa a luglio del 2017. Insomma, come se il Fisco venisse da te, ti dicesse che hai un debito di 100mila euro e tu rispondessi: «Ne ho solo 5mila in banca, vanno bene lo stesso?». No che non vanno bene, ha detto la Cassazione.

Inutile anche il tentativo del Carroccio di evitare che la sentenza diventasse subito esecutiva rinviando la sua validità dopo l’appello: anche in questo caso la Suprema Corte ha detto di no. La Guardia di Finanza, infatti, può procedere al blocco dei conti della Lega grazie al decreto di sequestro emesso il 4 settembre 2017 dai magistrati liguri senza che ci sia bisogno di un nuovo provvedimento per eventuali somme trovate successivamente. La Suprema Corte, inoltre, ha sottolineato che il decreto è stato emesso in osservanza dei presupposti di legge e senza impugnazione da parte della Lega. Significa che il Carroccio non ha contestato il sequestro ai tempi e non può più farlo ora.

Lega a rischio scomparsa: la decisione del Riesame

Tanto per non fare confusione, il Tribunale del Riesame non ha deciso sul fatto che la Lega abbia commesso un reato intascandosi i rimborsi elettorali in maniera illegale: quella truffa è già stata accertata e confermata dalla Cassazione e per l’illecito in questione ci sono già state delle condanne. I giudici hanno deciso ora – ed è il motivo per cui la Lega potrebbe scomparire – sul sequestro dei soldi che continueranno ad entrare nelle casse del Carroccio fino ad arrivare a quei circa 49 milioni di euro che servono a saldare il debito del partito. Cosa che, secondo il Codice di procedura penale [1] può succedere, visto che «se c’è una fondata ragione di ritenere che manchino o si disperdano le garanzie delle obbligazioni civili derivanti dal reato, la parte civile può chiedere il sequestro conservativo dei beni dell’imputato o del responsabile civile». In altre parole: se i 49 milioni di euro incassati illecitamente non ce ne sono più perché «mancano o sono dispersi» (e, effettivamente, è stato lo stesso Salvini ad ammettere che i soldi sono già stati spesi) è possibile procedere al sequestro dei beni della Lega.

Lega a rischio scomparsa: che cosa può succedere?

Adesso che il Riesame ha accolto le indicazioni della Cassazione, i sequestri potrebbero scattare immediatamente e, come anticipato da Giorgetti, la Lega potrebbe scomparire. Anche perché avrebbe in tasca (almeno secondo l’ultimo bilancio) poco più di 40mila euro ed un disavanzo di esercizio di 1 milione e mezzo di euro. A poco servono i 7 milioni investiti qua e là ed i circa 800mila euro di crediti. Troppo poco.

Resterebbe da risolvere l’incognita non meno importante, quella politica. Non è mai successo nella storia repubblicana che un partito scompaia mentre è al Governo, quindi mai ci si è posto questo problema, nemmeno a livello legale. Tecnicamente, i candidati eletti ed il programma ci sono. Si renderebbe necessario un nuovo partito. Non basterebbe, infatti, cambiare il nome, visto che il vecchio soggetto è fallito.

Già fatto. Le parole di Giorgetti (la Lega potrebbe scomparire) occorre interpretarle non come un avvertimento timoroso ma come un annuncio. Con la decisione del Riesame di sequestrare tutti i beni futuri, l’Italia dirà addio alla Lega e vedrà al suo posto una nuova creatura formalmente diversa e distante da quella fondata da Bossi una trentina di anni fa. Solo formalmente, perché le facce, i discorsi ed i programmi saranno gli stessi.

Il nuovo partito di Salvini

Questa creatura esiste già ed è in una sorta di freezer, in attesa di essere scongelata come gli embrioni. Si chiama «Lega per Salvini Premier» ed ha uno statuto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 14 dicembre 2017, quando già c’era odore di guai in quel di via Bellerio e si sentiva il bisogno di correre ai ripari. Questa nuova realtà si autodefinisce «movimento politico confederale costituito in forma di associazione non riconosciuta che ha per finalità la pacifica trasformazione dello Stato italiano in un moderno Stato federale».

Che cosa cambia rispetto a prima? Cambia, intanto, la definizione: la Lega di Bossi, poi ereditata da Roberto Maroni, aveva nel suo statuto come finalità «l’indipendenza della Padania attraverso metodi democratici ed il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica indipendente e sovrana». Salvini no. Salvini mira a tutta l’Italia come Stato federale e, così, si discosta dal passato. In soffitta anche la spada al cielo di Alberto da Giussano, tolto dal simbolo della nuova Lega. E, per rinnovare del tutto l’aria, cambia anche la sede legale: da quella storica di via Bellerio a quella nuova dichiarata nello statuto in via Privata delle Stelline 1, sempre a Milano (zona Washington, non lontano da San Vittore), in un palazzo in cui hanno sede un’industria aeronautica, un medico di famiglia, diversi consulenti, un commercialista ed un salone da parrucchiere.

Ma cambia, soprattutto, il fatto che il nuovo partito di Salvini non eredita i debiti di quello vecchio. E che, quindi, non dovrebbe pagare i quasi 50 milioni di euro pretesi dal tribunale genovese per la truffa dei rimborsi elettorali. Significa che la Lega potrebbe scomparire ma che i 49 milioni non li pagherebbe nessuno.

Per il resto non cambierebbe nulla. Salvini resterebbe al Governo, i suoi ministri e sottosegretari resterebbero ai loro posti, deputati e senatori del Carroccio resterebbero in Parlamento e gli elettori ed i simpatizzanti della vecchia Lega, alle feste di Pontida, toglierebbero dalla camicia verde l’adesivo di una volta e lo sostituirebbero con un altro. Basterà condire il tutto con una buona dose di «processo politico» e di «giudici politicizzati» ed ecco fatto. «I processi e le storie del passato che riguardano fatti di otto o dieci anni fa non mi appassionano», ha commentato a caldo Salvini. Avanti, quindi, come se niente fosse successo. E senza sborsare un euro in più. Forse è per quello che il vicepremier è così tranquillo.

note

[1] Art. 316 co. 2 cod. proc. pen.

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2 Commenti

  1. Come si può aver fiducia di un Governo, che fa le leggi per frodare il governo stesso, quali fiducia dovremmo dare a questi governanti prevenuti a qualsiasi evento che lo potrebbero colpire finanziarmente e penalmente, se fosse capitato ad un piccolo artigiano cosa sarebbe successo?

    1. Come si può avere fiducia di magistrati politicizzati che esercitano il loro potere attraverso sentenze “ad hoc”???

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