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Adulterio: conseguenze legali

4 settembre 2018


Adulterio: conseguenze legali

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 settembre 2018



Separazione: non basta il tradimento per l’addebito. La responsabilità per la crisi del matrimonio però si presume salvo prova contraria. Il marito o la moglie infedele deve cioè dimostrare che la crisi era già in atto.

Con una recente sentenza [1] la Cassazione ha ribadito la gravità dell’adulterio nel matrimonio, tale da far scattare l’addebito, a meno che il marito che va via da casa per una relazione extraconiugale non dimostri che il rapporto era già in crisi. In tal caso, tradire non è illecito o meglio, viene perdonato e non scattano sanzioni. Ma quali sono le sanzioni per l’infedeltà? Si parla di reato o di semplice illecito civile? Cosa rischia il marito o la moglie che ha un amante? Troverai le risposte in questo articolo: ti spiegheremo quali sono le conseguenze legali dell’adulterio, parleremo quindi del cosiddetto “addebito” in caso di separazione e divorzio e dei casi in cui tradire è legale (lo può fare, ad esempio, chi è stato a sua volta tradito e chi è stato abbandonato). Faremo poi riferimento anche alle possibili conseguenze che un adulterio può avere in tema di affidamento dei figli e della casa dell’ex coniuge. Ma su tutto cercheremo di capire quanto può incidere un tradimento sull’assegno di mantenimento. Procediamo dunque con ordine e cerchiamo di fare il punto della situazione attuale.

Adulterio: è illegale?

Partiamo da un dato certo e a tutti noto: l’adulterio è vietato solo per chi è sposato. Non vale quindi per i conviventi e per le unioni civili tra omosessuali che, pertanto, si possono reciprocamente tradire senza alcuna conseguenza legale.

Il dovere di fedeltà per coppie unite in matrimonio deriva dal codice civile [2] il quale stabilisce, tra i doveri dei coniugi, il vincolo di fedeltà. Come vedremo a breve, però, si tratta di una norma che non pone sanzioni. Per cui, le conseguenze legali di un tradimento hanno una portata limitata solo al successivo (ed eventuale) giudizio di separazione e divorzio tra i coniugi. In pratica, le uniche ripercussioni dell’adulterio possono aversi solo nel caso in cui la coppia decida, proprio a causa della relazione extraconiugale, di dirsi addio. Se hai la pazienza di aspettare ti spiegheremo meglio cosa significa nei successivi paragrafi. Intanto togliamo un dubbio che molti si pongono: tradire è reato? Assolutamente no: se, come abbiamo detto, l’infedeltà non ha conseguenze rilevanti sul piano civilistico, ancor meno ne ha su quello penale. Dunque l’adulterio non è reato e non risulta da nessun documento o certificato.

Se chiedi a un avvocato se tradire è legale ti dirà di no, proprio perché il codice vieta l’infedeltà. Ma cosa può fare il coniuge tradito contro il traditore? Ben poco: salvo rarissimi casi in cui può chiedere il risarcimento (di questi ci occuperemo più in là), può solo presentare una domanda di separazione con addebito. Cosa significa? Lo spiegheremo nel prossimo paragrafo.

Conseguenze legali dell’adulterio: la separazione con addebito

Se uno dei due coniugi scopre che l’altro ha una relazione extraconiugale può imporgli la separazione: può cioè andare in tribunale (con un avvocato) affinché il giudice sciolga il matrimonio. Non rileva che l’altro coniuge non sia d’accordo: il procedimento andrà avanti ugualmente su istanza del primo, anche senza la presenza del secondo. Il magistrato, accertato che la convivenza è divenuta impossibile proprio a causa del tradimento, dichiara la separazione con “addebito” a carico dell’infedele. 

Cosa significa addebito? Qui sta il punto nevralgico di tutto. L’addebito non è una vera e propria sanzione e non comporta l’obbligo di risarcire l’ex. L’addebito – che significa sostanzialmente “imputazione di responsabilità” per la fine del matrimonio – implica solo che il coniuge colpevole non può:

  • chiedere l’assegno di mantenimento anche se il suo reddito è più basso. Solo se le sue condizioni economiche sono talmente azzerate da non poter sopravvivere può chiedere gli alimenti (che è un importo molto più basso del mantenimento e che serve solo per il sostentamento);
  • chiedere l’eredità del coniuge separato qualora questi muoia prima del divorzio (come noto, infatti, fin quando la coppia non divorzia, i due coniugi sono ancora l’uno erede dell’altro).

Ci sono quindi numerose ipotesi in cui l’adulterio non ha conseguenze legali. Facciamo alcuni esempi.

Il marito, che guadagna duemila euro al mese, tradisce la moglie disoccupata. Il primo – con o senza addebito – dovrà sempre corrispondere alla seconda l’assegno di mantenimento. Pertanto il fatto che a questi venga imputata la colpa della separazione e, quindi, dichiarato l’addebito non ha alcuna influenza. L’addebito avrebbe infatti per lui comportato solo la perdita del mantenimento e dei diritti successori; ma, come abbiamo detto, almeno per quanto riguarda il mantenimento, egli non ne ha comunque diritto per via delle sue migliori condizioni economiche. Diverso sarebbe stato il discorso se colpevole di tradimento fosse risultata la moglie la quale, nonostante il reddito più basso, avrebbe perso il mantenimento.

Marito e moglie sono disoccupati o hanno lo stesso reddito. In questi casi il giudice non può assegnare il mantenimento a uno dei due proprio per la sostanziale identità delle condizioni reddituali. Con la conseguenza che l’adulterio non ha alcuna ripercussione sul giudizio di separazione.

Il marito e la moglie restano in vita ben oltre la data di divorzio. Il fatto che non vi sia una successione comporta che l’addebito sia del tutto ininfluente.

Vista così la situazione, si comprende che l’adulterio è spesso privo di conseguenze legali ed è sostanzialmente impunito. La fedeltà rappresenta quindi un vincolo più morale e sociale che non giuridico.

Quando l’adulterio è legale

Il tradimento si presume sempre motivo sufficiente per l’addebito perché rende intollerabile la convivenza; sicché, chi chiede al tribunale la separazione non deve dimostrare altro che l’infedeltà del coniuge. Tuttavia quest’ultimo può difendersi sostenendo che la “scappatella” è intervenuta quando ormai la coppia era già in crisi e il matrimonio compromesso. In tal caso infatti l’adulterio non è considerato causa di addebito. In buona sostanza, l’infedeltà comporta l’addebito solo quando è essa la ragione del litigio, ma se la coppia era già in rottura per altre ragioni, un tradimento non implica l’addebito. Ecco alcuni esempi.

Il marito e la moglie litigano spesso e dormono in letti separati. Lui spesso va via di casa per lunghi periodi. Le ragioni della rottura risiedono nel fatto che i due non vanno più d’accordo e non sono più innamorati. In questa situazione un eventuale tradimento non avrebbe più alcuna ripercussione e non implicherebbe l’addebito.

La moglie tradisce il marito perché ha colto quest’ultimo con l’amante: la sua è una reazione perché ormai non crede più nel matrimonio: anche qui non c’è addebito.

Il marito picchia la moglie e l’umilia; questa cerca conforto nelle braccia di un altro uomo. Tale situazione non può implicare addebito.

La moglie va via di casa per stare dalla madre; la sua intenzione è non tornare più finché il marito non avrà acconsentito a una serie di sue richieste. L’abbandono del tetto coniugale è causa di addebito che pertanto scatta a carico della moglie anche se il marito, nei giorni successivi, si porta l’amante a casa.

Adulterio: si può ottenere il risarcimento?

Eccezionalmente la giurisprudenza ha riconosciuto la possibilità di chiedere un risarcimento per l’infedeltà quando questa ha leso la dignità e la reputazione del coniuge. Si pensi a un tradimento avvenuto alla luce del sole, noto alla collettività meno che all’interessato/a, con conseguente pregiudizio sul piano sociale per quest’ultimo. Leggi sul punto Il coniuge tradito può chiedere i danni oltre all’addebito? 

Adulterio e assegno di mantenimento

Come abbiamo detto l’adulterio ha effetto sull’assegno di mantenimento solo nel caso in cui a tradire sia stato il coniuge che guadagna di meno: questi non avrà più diritto all’assegno mensile. Se però a tradire è il coniuge benestante, l’addebito non implica un aggravio del mantenimento che segue le regole generali. Il mantenimento non è infatti una misura sanzionatoria ma solo una misura assistenziale volta a tutelare il soggetto più debole economicamente, che scatta quindi a prescindere da eventuali colpe.

Adulterio: il coniuge perde i figli?

Il coniuge che si macchia di adulterio non perde l’affidamento dei figli che quindi potrà vedere regolarmente e su cui continua ad esercitare la potestà genitoriale. Questo perché un infedele potrebbe comunque essere un ottimo padre o un’ottima madre. Nel rapporto con i minori non contano le colpe rispetto all’ex coniuge ma le capacità di influire in modo positivo sulla loro crescita. Se anche la moglie dovesse aver tradito il marito, quindi, verosimilmente otterrebbe i figli e andrebbe a vivere con loro. Così come il marito infedele ha diritto di visita secondo le regole generali.

Adulterio: si perde la casa?

La casa viene assegnata al coniuge con cui vanno a convivere i figli a prescindere da eventuali addebiti.

Adulterio: è anche una relazione platonica?

Secondo la Cassazione, per integrare l’adulterio è sufficiente, anche in assenza di una prova specifica di relazione sessuale con terzi, l’esternazione di comportamenti tali da ledere il rapporto di dedizione fisica e spirituale tra i coniugi, ferendo la sensibilità e la dignità di colui o colei che subisce gli effetti di quei comportamenti. Rileva, sotto questo aspetto, anche il semplice tentativo e un rapporto platonico ove però si confessino i propri sentimenti affettivi [3].

note

[1] Cass. sent. n. 21576/2018.

[2] Art. 143 cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 9472/1999.


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