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Sono invalido al 75%: diritti

5 Ott 2018 | Autore:


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Quali sono i benefici e le agevolazioni che spettano a chi è riconosciuto invalido al 75%? Cos’è l’assegno di assistenza? Si può andare in pensione prima?

Lo Stato può aiutarti nel caso in cui tu soffra di patologie che ti rendano praticamente impossibile vivere o lavorare normalmente. Sicuramente avrai sentito parlare dell’invalidità civile, cioè di quello status che viene riconosciuto alle persone la cui capacità lavorativa sia compromessa oppure che non siano in grado di svolgere gli atti della vita quotidiana. Le malattie che portano al riconoscimento dell’invalidità sono tante: la legge ha stabilito le più importanti all’interno di un’apposita tabella che la commissione medica chiamata a valutare l’incidenza della malattia deve necessariamente tenere presente allorquando decide sulla concessione o meno dell’invalidità. Coloro che soffrono di malattie tali da renderli inabili non possono essere lasciati soli: lo Stato sociale ha il preciso dovere di aiutarli, sia con interventi economici che con agevolazioni di altro tipo (assistenziali, mediche, ecc.). Ad ogni patologia la legge ricollega una percentuale di invalidità: ad esempio, una forma lieve di artrosi può condurre al riconoscimento di un’invalidità pari al 30%; un’artrosi polidistrettuale, cioè più grave e diffusa, al contrario, potrebbe portare ad una percentuale maggiore. Nel caso in cui tu sia stato riconosciuto invalido al 75%, devi sapere che la legge ti attribuisce numerosi benefici, economici e non. Se anche tu rientri in questa categoria di invalidi, allora ti consiglio di proseguire nella lettura: vedremo quali sono i diritti dell’invalido al 75%.

Invalidità civile: quali sono le percentuali?

Sono invalido al 75%: quali sono i miei diritti?”. Ci arriviamo subito; vediamo prima brevemente quali sono le principali agevolazioni riconosciute all’invalido civile. I benefici che la legge prevede a favore di chi è dichiarato invalido civile variano a seconda della percentuale di invalidità riconosciuta: ad esempio, una percentuale del 100% dà diritto a ricevere una pensione di inabilità. I vantaggi diversi da quelli economici non sono meno importanti: anche senza aver ottenuto un’invalidità totale, il malato ha diritto alla fornitura gratuita di protesi, presidi ed ausili; all’esenzione (parziale o totale, a seconda del grado di invalidità) dal pagamento del ticket sanitario per tutte le prestazioni mediche riguardanti la patologia invalidante; ad agevolazioni per le graduatorie delle case popolari e per il canone telefonico (in base ai redditi dichiarati).

L’assegno di invalidità spetta solo a chi sia dichiarato invalido con una percentuale compresa tra il 74 e il 99%; inoltre, a differenza dell’indennità di accompagnamento, è necessario anche che il soggetto versi in uno stato di bisogno economico. La pensione di inabilità, invece, spetta solamente a chi viene riconosciuta un’invalidità pari al 100%; allo stesso modo, l’indennità di accompagnamento presuppone un’invalidità totale.

Invalidità 75%: quali diritti?

Veniamo finalmente al tuo caso: ti è stata riconosciuta un’invalidità pari al 75% e vuoi sapere cosa ti spetta. Di seguito troverai le agevolazioni che la legge riconosce all’invalido al 75%:

  • se sei in possesso dei requisiti contributivi minimi, hai innanzitutto diritto all’assegno ordinario di invalidità (aoi). Per accedere a tale assegno devi possedere, in una delle gestioni facenti capo all’Inps (fondo pensione lavoratori dipendenti, artigiani, commercianti, coltivatori, gestione Separata, ex Inpdap, ex Enpals), almeno cinque anni di contributi, di cui tre versati nell’ultimo quinquennio.  L’assegno è calcolato in base ai contributi versati, come se si trattasse della pensione, ma senza maggiorazioni (come invece avviene per la pensione per assoluta e permanente inabilità a qualsiasi attività lavorativa), e viene ridotto se il reddito supera di quattro volte il trattamento minimo. L’assegno ordinario d’invalidità è compatibile con l’attività lavorativa, al contrario della pensione per assoluta e permanente inabilità;
  • se non possiedi i requisiti contributivi sopra indicati, puoi avere diritto all’assegno di assistenza, che spetta se il tuo reddito è inferiore a 4.805,19 euro e l’invalidità riconosciuta supera la percentuale del 74%. Al compimento dell’età pensionabile, la pensione d’invalidità civile viene convertita in assegno sociale;
  • al di fuori dei benefici economici, con il 75% di invalidità hai anche diritto all’esenzione totale dal ticket sulle prestazioni specialistiche e di diagnosi strumentale;
  • se lavoratore con invalidità superiore ai due terzi, l’invalido al 75% che sia dipendente pubblico ha diritto di scelta prioritaria tra le sedi di lavoro disponibili;
  • hai diritto al beneficio pensionistico dei contributi figurativi, o maggiorazione contributiva: per ogni anno lavorato alle dipendenze di un datore di lavoro pubblico o privato sono accreditati due mesi di contributi figurativi in più, sino ad un massimo di cinque anni. La maggiorazione è utile anche per raggiungere il requisito contributivo, o la maggiore anzianità in assenza del requisito anagrafico, per la pensione di anzianità o anticipata. Il beneficio nella misura di due mesi per ogni anno di lavoro fino ad un massimo di cinque anni è riconosciuto entro l’anzianità contributiva massima di 40 anni per il calcolo della pensione con il sistema di calcolo retributivo. I due mesi di contributi in più non assumono rilevanza nel calcolo della quota di pensione contributiva (per le pensioni a calcolo misto), né nel calcolo della pensione da liquidare integralmente con il sistema contributivo;
  • l’invalido al 75% può accedere all’Ape sociale, cioè ad un assegno che accompagna il lavoratore dai 63 anni di età (o dalla posteriore data della domanda di prestazione) sino al perfezionamento del requisito della pensione di vecchiaia. L’assegno è calcolato allo stesso modo della futura pensione, ma non può superare i 1500 euro mensili. All’Ape sociale si può accedere con 30 o 36 anni di contributi (tra tutte le gestioni Inps, considerando anche eventuali contributi esteri, come chiarito da un nuovo messaggio Inps), a seconda della categoria di appartenenza. Coloro che possiedono un’invalidità riconosciuta almeno pari al 74% raggiungono la prestazione con un minimo di 30 anni di contributi. Per ottenere l’Ape sociale si deve cessare l’attività lavorativa; ci si può reimpiegare in seguito, ma non si deve superare il reddito annuo di 8mila euro, se si viene reimpiegati come dipendenti o parasubordinati, o di 4800 euro, se la nuova attività è di lavoro autonomo. La prestazione è incompatibile con i sussidi di disoccupazione e con qualsiasi pensione diretta;
  • con invalidità al 75% puoi anche fruire di un congedo per cure relative all’infermità riconosciuta, per un periodo non superiore a trenta giorni l’anno;
  • hai inoltre la possibilità di usufruire del collocamento mirato. Si tratta dell’accesso ai servizi di sostegno e di collocamento dedicati alle categorie protette: per usufruirne, devi recarti presso il centro per l’impiego, presentando, oltre al verbale di invalidità, la relazione conclusiva rilasciata dalla preposta Commissione dell’Asl. L’invalido al 75% può, inoltre, essere incluso dall’azienda nelle quote di riserva relative alla legge sul collocamento obbligatorio, cioè nei posti che l’azienda deve per legge mettere a disposizione delle categorie protette;
  • l’invalido al 75%  ha altresì diritto a protesi ed ausili eventualmente necessari per la patologia riconosciuta nel verbale di accertamento della commissione medica;
  • a prescindere dalla percentuale di riduzione della capacità lavorativa e a seconda della menomazione posseduta, la commissione medica potrebbe indicare sul verbale il diritto al contrassegno per usufruire dei parcheggi per disabili.

note

Autore immagine: Pixabay.com


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