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Si può donare la casa già lasciata col testamento a un’altra persona?

4 settembre 2018


Si può donare la casa già lasciata col testamento a un’altra persona?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 settembre 2018



Revoca del testamento con la donazione o la vendita del bene lasciato in eredità: cosa può fare l’erede per tutelare la sua quota?

Qualche anno fa, tuo padre ha fatto testamento nominandoti erede e lasciandoti la casa ove viveva. A tuo fratello ha invece destinato una villetta di campagna di cui tu non sapresti cosa fartene. Così diviso il suo patrimonio, ti sei ritenuto sempre soddisfatto. Non altrettanto tuo fratello che ha sempre fatto di tutto per convincerlo a cambiare le ultime volontà. E c’è riuscito proprio pochi mesi prima della morte. Lo ha portato dal notaio e gli ha fatto firmare una donazione a suo favore: ora l’appartamento in città andrà a lui mentre a te resta l’altro immobile. Ti chiedi se un’operazione del genere sia valida e se c’è possibilità di contestarla. In altre parole, si può donare la casa già lasciata col testamento a un’altra persona? La risposta è abbastanza semplice ma, per comprenderla, bisogna ripetere le regole sulla successione ereditaria. Procediamo dunque con ordine.

Il testamento può essere revocato?

Esistono tre forme di testamento:

  • il testamento olografo, che è quello redatto dalla stessa mano del testatore e da questi conservato (eventualmente si possono consegnare delle copie agli amici). Non è soggetto a spese o tasse perché si tratta di un semplice foglio di carta, firmato e datato, ove vengono scritte le proprie ultime volontà;
  • il testamento pubblico, che è quello che viene fatto dal notaio su dettatura del testatore delle proprie ultime volontà;
  • il testamento segreto, che è una sorta di mix tra i due: viene scritto di pugno dal testatore e poi consegnato in una busta chiusa al notaio affinché sia lui a custodirlo (in questo modo ci si garantisce dal rischio di distruzione, smarrimento o mancato ritrovamento).

Tutti e tre questi tipi di testamento possono sempre essere revocati. In altre parole, il testatore può sempre ripensarci e cambiare le carte in tavola, anche un minuto prima di morire. Non c’è quindi un interesse né una aspettativa degli eredi da tutelare. Così, se uno degli eredi ha sempre fatto affidamento nel fatto di ricevere la casa in una città e per questo ha cambiato residenza o non ha mai acquistato un proprio immobile, non può poi chiedere una tutela se il testamento è stato modificato.

Per la modifica o la revoca del testamento, le modalità sono diverse a seconda del tipo di testamento:

  • nel testamento olografo è sufficiente che vi sia un successivo testamento con data posteriore, ove si disponga in modo diverso dal precedente;
  • nel testamento pubblico e quello segreto è invece necessario recarsi dal notaio e ripetere la stessa procedura eseguita all’atto del deposito del testamento.

Il testatore può anche decidere di sostituire un testamento pubblico con uno olografo e viceversa. Pertanto, se una persona ha dettato al notaio le proprie ultime volontà e poi salta fuori un testamento olografo con data successiva, che era stato lasciato in casa, prevale quest’ultimo nonostante il primo sia avvenuto innanzi a un pubblico ufficiale.

Il testatore non può impegnarsi, nei confronti degli eredi, a non modificare mai il proprio testamento: un accordo di questo tipo sarebbe nullo. Con il testamento infatti il disponente detta prescrizioni destinate ad avere efficacia soltanto successivamente al tempo in cui avrà cessato di vivere: fino a questo momento egli può sempre avere ripensamenti ed introdurre variazioni rispetto a quanto in precedenza previsto.

Quanti modi per revocare il testamento?

La revoca del testamento, da un punto di vista pratico, può essere espressa o tacita.

Revoca espressa del testamento

La revoca espressa viene fatta con una dichiarazione in cui il testatore dice di voler togliere (in tutto o in parte) l’efficacia al precedente testamento. Tale dichiarazione può essere contenuta:

  1. in un successivo testamento: ad esempio si userà la formula «Con il presente testamento revoco il precedente da me scritto e firmato in data… che pertanto non avrà alcun valore». Il nuovo testamento può essere anche privo di ulteriori disposizioni patrimoniali lasciando la divisione alle regole del codice civile;
  2. in un atto notarile redatto alla presenza di due testimoni, in cui il testatore dichiara di revocare il precedente testamento.

Revoca tacita del testamento

La revoca tacita o implicita del testamento scatta quando il testatore:

  • predispone un nuovo testamento incompatibile con quello precedente;
  • distrugge, lacera, o cancella il testamento olografo;
  • ritira il testamento segreto depositato;
  • cede o trasforma la cosa legata.

La donazione o la vendita della casa data in testamento è lecita?

Detto ciò la soluzione al problema da cui siamo partiti è abbastanza scontata. Si può donare la casa già lasciata col testamento a un’altra persona? Assolutamente sì: essa è infatti una delle forme di revoca tacita del testamento. Con tale atto di disposizione non si cancella tutto il testamento ma solo la parte del lascito dell’immobile. Le altre disposizioni restano valide e vincolanti salvo ovviamente che siano rispettate le quote di legittima, quelle quote cioè minime che devono finire pur sempre al coniuge e ai figli (o, in assenza, ai genitori).

Nell’esempio da cui siamo partiti, se il padre ha fatto un secondo testamento in cui specifica che la residua casa che gli è rimasta – quella in campagna – va all’altro figlio cui prima era destinato l’immobile in città, non ci saranno motivi di opposizione. Se però il padre non ha corretto il precedente testamento si avrà che ad un figlio andranno due case (una per donazione, l’altra per testamento) e all’altro nessuna. Quest’ultimo pertanto potrà intraprendere l’azione di «riduzione della legittima» per tutelare i propri diritti sul patrimonio paterno.

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