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Contributi figurativi: quando spettano

6 ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 ottobre 2018



Accredito di contributi per i periodi non lavorati: quali sono i periodi tutelati, come richiedere la contribuzione figurativa e farla valere per la pensione.

Normalmente, quando il rapporto di lavoro viene temporaneamente sospeso, ad esempio per malattia, oppure termina e il lavoratore entra in disoccupazione, non si ha più diritto né allo stipendio né al versamento dei contributi Inps da parte del datore di lavoro. In alcuni casi, però, la legge tutela chi perde il lavoro, o il cui rapporto viene sospeso, con l’accredito di contributi figurativi, che non comporta alcuna spesa a carico del lavoratore. I contributi figurativi sono utili, nella generalità dei casi, sia per il diritto sia per la misura della pensione: in alcune ipotesi eccezionali, aumentano soltanto l’ammontare della pensione. I contributi figurativi non sono accreditati se il periodo risulta già coperto da altra contribuzione, a meno che non servano per integrare un periodo a retribuzione ridotta. Ma procediamo per ordine e facciamo il punto sui contributi figurativi: quando spettano, come fare domanda, come si calcolano, come si valutano per la pensione.

A chi spettano i contributi figurativi?

I contributi figurativi possono essere accreditati agli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria dell’Inps ed alle altre gestioni obbligatorie dei lavoratori dipendenti, oppure alle gestioni dei lavoratori autonomi o ai fondi speciali di previdenza gestiti dall’Inps, con specifiche modalità e limitazioni.

Quando vengono accreditati i contributi figurativi?

I contributi figurativi sono accreditati per garantire la copertura assicurativa di periodi di assenza dal lavoro espressamente individuati dalla legge:

  • servizio militare e assimilati
  • maternità e congedi parentali
  • educazione e assistenza figli
  • malattia e infortunio
  • donazione di sangue e di midollo osseo
  • aspettativa per funzioni pubbliche elettive e cariche sindacali
  • persecuzione politica o razziale
  • licenziamento per rappresaglia
  • assistenza ai disabili
  • cassa integrazione
  • disoccupazione
  • mobilità
  • lavori socialmente utili
  • contratti di solidarietà
  • assistenza antitubercolare
  • invalidità e inabilità indennizzate con successivo recupero della capacità lavorativa.

Come ottenere i contributi figurativi?

I contributi figurativi sono accreditati su richiesta degli interessati all’Inps nei seguenti casi:

  • servizio militare e assimilati
  • maternità e congedi parentali
  • educazione e assistenza figli
  • malattia e infortunio
  • donazione di sangue e di midollo osseo
  • aspettativa per funzioni pubbliche elettive e cariche sindacali
  • persecuzione politica o razziale
  • licenziamento per rappresaglia
  • assistenza ai disabili.

Sono invece accreditati d’ufficio dall’Inps nei seguenti casi:

  • cassa integrazione
  • disoccupazione
  • mobilità
  • lavori socialmente utili
  • contratti di solidarietà
  • assistenza antitubercolare
  • invalidità e inabilità indennizzate con successivo recupero della capacità lavorativa.

Qual è il periodo massimo di contributi figurativi accreditabile?

In generale, non esiste un periodo massimo di contribuzione figurativa accreditabile.

Tuttavia, per i lavoratori (dipendenti e autonomi) che non possono far valere periodi di contribuzione precedenti il 1° gennaio 1993, i contributi figurativi:

  • ai fini del diritto alla pensione di anzianità e alla pensione anticipata, non possono coprire più di 5 anni complessivi (260 settimane);
  • possono essere utilizzati senza limitazione ai fini del diritto e della misura di qualsiasi altro tipo di pensione.

Quanto valgono i contributi figurativi per la pensione?

Ai fini del calcolo della pensione, i contributi figurativi influiscono sulla retribuzione annua pensionabile: il loro valore si basa sulla media delle retribuzioni settimanali percepite in costanza di lavoro nell’anno in cui si collocano o, nell’anno di decorrenza della pensione, nel periodo compreso sino alla data di decorrenza della pensione stessa.

Nella determinazione della retribuzione media si tiene conto delle retribuzioni effettive: sono escluse le settimane retribuite in misura ridotta per uno degli eventi che danno diritto all’accredito di contribuzione figurativa o per i trattamenti di integrazione salariale.

Per quanto riguarda la collocazione temporale degli eventi, viene attribuita al periodo interessato una retribuzione figurativa settimanale pari alla media delle retribuzioni effettive percepite dal lavoratore nell’anno in cui cade il periodo da riconoscere. Per i periodi successivi al 31 dicembre 2004, invece, il valore degli eventi verificatisi nel corso del rapporto di lavoro è pari all’importo della normale retribuzione (si considerano solo gli elementi retributivi ricorrenti e continuativi) che sarebbe spettata al lavoratore, in caso di prestazione lavorativa, nel mese in cui si colloca l’evento.

Se gli eventi per cui sono accreditati i contributi figurativi sono anteriori al primo rapporto di lavoro, deve essere attribuita una retribuzione determinata con riferimento a quella percepita nell’anno del primo rapporto lavorativo.

Possono essere accreditati i contributi figurativi per periodi già coperti?”

I contributi figurativi possono anche servire a colmare un periodo parzialmente scoperto da contribuzione: in questo caso, l’accredito è detto ad integrazione, e serve per integrare la retribuzione effettiva corrisposta dal datore di lavoro.

Il valore da riconoscere ai contributi ad integrazione, per ciascuna settimana da integrare figurativamente, si ottiene dalla differenza tra la media settimanale delle retribuzioni percepite in misura intera e la media settimanale delle retribuzioni ridotte. Non devono essere considerati nel calcolo: la tredicesima mensilità ed altre eventuali mensilità aggiuntive, le gratifiche, gli importi dovuti per ferie e festività non godute, le somme arretrate ed i conguagli dovuti per legge e per contratto.

I contributi figurativi sono utili al diritto alla pensione?

Nella generalità dei casi i contributi figurativi sono utili sia per il diritto sia per la misura della pensione.

I periodi di malattia e di disoccupazione ordinaria indennizzata, però, sono utilizzati solo per la determinazione dell’ammontare della pensione di anzianità (che ad oggi può essere ancora richiesta, ma soltanto da alcune categorie di lavoratori) e non ai fini del diritto al trattamento.

Per quanto riguarda la pensione di anzianità con 40 anni di contributi (requisito che poi è stato adeguato nel tempo), i periodi di malattia e disoccupazione indennizzata sono utili, ma sono necessari almeno 35 anni di contributi effettivi.

I periodi relativi allo svolgimento di lavori socialmente utili, al contrario, valgono ai soli fini del diritto a pensione.

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