Diritto e Fisco | Editoriale

Evasione fiscale: cosa rischio se supero di poco la soglia penale?

5 settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 settembre 2018



Evasione fiscale per omesso versamento delle ritenute assistenziali e previdenziali e l’istituto della particolare tenuità del fatto.

Sei il legale rappresentante di una società e, qualche anno fa, a causa di una crisi che stava colpendo la tua società, non sei riuscito a pagare all’Inps tutte le ritenute assistenziali e previdenziali relative alle retribuzioni dei tuoi dipendenti, per cui adesso ti chiedi cosa rischi? Hai sentito dire che la legge è cambiata e che non sempre l’evasione fiscale da omesso versamento di ritenute è punito penalmente, per cui vuoi cercare di capire qual è la soglia oltre la quale l’evasione fiscale è reato e cosa succede se supero di poco la soglia penale? In questo articolo cercheremo di rispondere al tuo quesito. L’evasione fiscale è (in via generale)  la condotta di chi elude la norma fiscale (non fatturando la vendita di beni o servizi, svolgendo un’attività economica senza alcuna regolarizzazione, redigendo false dichiarazioni dei redditi per omettere il versamento delle imposte dovute, non pagare imposte o tributi obbligatori, per esempio la tassa sulla casa o quella sui rifiuti, l’iva, l’irpef o l’irap, i contributi previdenziali). Non tutte le condotte elusive sono punibili ed anche quelle che superano la soglia oltre la quale è prevista la condanna ad una pena detentiva possono restare impunite grazie all’istituto della particolare tenuità del fatto. Si tratta di un istituto introdotto nel 2015 che consente di ottenere (nel momento in cui sussistono contemporaneamente i due requisiti della tenuità del fatto per il quale si procede e della non abitualità del reato) l’archiviazione del procedimento penale eventualmente instaurato o il proscioglimento dell’imputato. La tenuità del fatto è applicabile anche al reato di evasione fiscale? Cerchiamo di capire, per gradi, cosa rischio se supero di poco la soglia penale dell’evasione fiscale e se posso essere prosciolto per tenuità del fatto.

Cos’è l’evasione fiscale?

L’evasione fiscale è la condotta del contribuente finalizzata ad eludere le norme fiscali dello stato e si può realizzare in diversi modi, tutti analiticamente spiegati nell’articolo evasione fiscale: quando è da codice penale. Non sempre, però, la violazione della norma comporta una condanna penale, in quanto il legislatore ha rimodulato la disciplina dei reati tributari prevedendo la punibilità (penale) delle condotte che non superano determinate soglie (di volta in volta prescritte dalle singole norme). Questo, in pratica, significa che se non paghi le tasse non sempre commetti un illecito penale in quanto commetterai il reato di evasione fiscale solo quando supererai una certa somma (definita soglia) prevista dalla legge oppure quando la condotta rispecchierà proprio i comportamenti che il legislatore ha descritto come penalmente illeciti. In caso di omesso versamento di ritenute previdenziali (che è una delle condotte che integrano l’evasione fiscale) qual è la soglia prevista oltre la quale l’illecito amministrativo si trasforma in reato?

 Cos’è l’omesso versamento di ritenute previdenziali ed assistenziali?

L’omesso versamento di ritenute previdenziali è il reato tributario (previsto dal nostro ordinamento) [1] che punisce il datore di lavoro che non versa le ritenute previdenziali ed assistenziali operate sulle retribuzioni dei propri lavoratori dipendenti. Le ritenute previdenziali ed assistenziali sono tutti quei contributi obbligatori, calcolati sulla retribuzione o sul reddito di lavoro, che devono essere versati a favore di un ente preposto (come l’Inps ad esempio) e sono destinati al finanziamento di prestazioni previdenziali o assistenziali. Le tipologie di contributi sono due:

  • i contributi assistenziali che vengono versati all’Inps(istituto nazionale previdenza sociale) o all’Inail (istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro) per ottenere una copertura dei rischi connessi a malattie ed infortuni sul lavoro;
  • i contributi previdenziali che sono quelli che vengono versati all’Inps (per il settore privato) o all’Inpdap (per il settore pubblico) per ottenere le prestazioni pensionistiche alla fine della vita lavorativa.

Il versamento dei contributi previdenziali è sempre obbligatorio e decorre dall’inizio di qualunque attività lavorativa. È importantissimo in quanto i contributi vengono detratti dal datore di lavoro ai propri dipendenti proprio per accantonarli per destinarle alle finalità sopra indicate. Il datore di lavoro che non versa i contributi, in effetti, se ne appropria indebitamente. L’omesso versamento delle ritenute è un illecito (amministrativo o penale a seconda dei casi) ed è punito:

  • in caso di omesso versamento di importo superiore a 10.000 annui, con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino ad euro 1.032;
  • in caso di omesso versamento di importo inferiore a 10.000 euro annui, con sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10.000 ad euro 50.000.

Se, quindi, hai omesso di versare ritenute e/o contributi per un importo che non supera i 10.000 euro per ogni anno di lavoro, potrai stare tranquillo in quanto non sarai perseguibile penalmente. Ma cosa succede se hai evaso 11.000 euro in un anno? In caso di evasione fiscale, cosa rischio se supero di poco la soglia penale?

Cos’è la causa di non punibiltà della particolare tenuità del fatto?

Dal 2 aprile 2015 [2] alcuni comportamenti, sempre previsti dalla legge come reato (e, quindi, non depenalizzati), sono stati considerati di particolare tenuità e, dunque, non punibili.  La particolare tenuità ti consente di ottenere l’archiviazione del procedimento o il proscioglimento dell’imputato; a tal fine, è necessario che sussistano (contemporaneamente) i due requisiti della tenuità del fatto per il quale si procede e della non abitualità del reato. Un fatto, secondo la nuova normativa, può essere astrattamente considerato di particolare tenuità:

  • se è punito con la pena detentiva non superiore nel massimo a cinque anni (o con la pena pecuniaria, sola o congiunta alla pena detentiva);
  • se la modalità in cui si è realizzata la condotta o l’esiguità del danno o del pericolo abbiano realizzato un’offesa di particolare tenuità;
  • se il comportamento non sia abituale (e se l’autore del fatto non sia stato dichiarato delinquente abituale o per tendenza e non abbia commesso più reati della stessa indole) [3]. Questo è molto importante per rispondere al quesito che ci siamo posti e cioè cosa rischio se supero di poco la soglia penale.

L’offesa  non è ritenuta di particolare tenuità quando l’autore del fatto (anche in danno di animali):

  • abbia agito per motivi abietti o futili o con crudeltà;
  • abbia adoperato sevizie;
  • abbia approfittato delle condizioni di minorata difesa della vittima;
  • abbia cagionato, direttamente o indirettamente (cioè come conseguenza non voluta), la morte o lesioni gravissime di una persona.

La condotta resta illecita e costituisce reato ma, per l’esiguità e la tenuità dell’offesa che arreca, non è punita dall’ordinamento; insomma in caso di tenuità del fatto non subirai alcuna condanna e non dovrai scontare alcuna pena. Ebbene, l’omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali (che prevede la pena della reclusione fino a tre anni), quando supera di poco la soglia penale, può rientrare nella causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto?

Evasione fiscale: cosa rischio se supero di poco la soglia penale?

La Corte di Cassazione, con una sentenza di ieri, [4] ha statuito che se l’omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali sfora di poco la soglia penale, il fatto può considerarsi tenue e, dunque, restare impunito. Ritornando al nostro esempio, se hai omesso di versare le ritenute soltanto per qualche mese durante l’anno e per una somma annuale di poco superiore ai 10.000 previsti dalla norma (ad esempio, 11.000 euro), potrai ottenere una sentenza di proscioglimento (o prima ancora di archiviazione) per tenuità del fatto. I giudici di legittimità hanno motivato la loro decisione precisando che l’abitualità della condotta (che esclude, come abbiamo detto sopra, l’applicazione della causa di non punibilità) si riferisce a una serie di condotte, tutte costituenti reato. Nel caso in esame, invece, il reato si integra solo con il superamento della soglia annuale: ciò significa che l’omesso versamento, protratto nel tempo in più mensilità collocate nello stesso anno, non costituisce reato in quanto le condotte mensili non sono punibili singolarmente ma diventano reato solo sommate (nell’intera annualità): ragion per cui non sono idonee a determinare l’abitualità che esclude la tenuità del fatto che, dunque, va riconosciuta. La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (possiamo concludere) è applicabile ogni volta che l’omissione (quale somma di tutti i versamenti non eseguiti nel loro complesso) è di poco superiore alla soglia fissata dal legislatore per la configurazione del reato.

note

[1] Art. 2 L. n. 463 del 12.09.1983.

[2] Il D.Lvo n.28 del 16.03.2015 è entrato in vigore il 2.04.2015.

[3] Art. 131 bis cod. pen.

[4] Cass. Sent. n. 38143 del 03.09.2018.

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