Business | Articoli

Studio legale: arrivano gli avvocati robot

24 luglio 2017


Studio legale: arrivano gli avvocati robot

> Business Pubblicato il 24 luglio 2017



L’intelligenza artificiale che fornisce consulenza legale. Ha aperto lo studio in 50 Stati in Usa.

L’imprenditore britannico Joshua Browder, che dopo alcuni test effettuati a New York e Seattle l’ha reso disponibile in 50 stati Usa, ha inventato un chatbot (ovvero un robot parlante) che fornisce consulenza legale, gratuita.

Si chiama «DoNotPay», letteralmente «Non pagare», il primo avvocato-robot  al mondo che fornisce consulenza legale gratuita utilizzando l’intelligenza artificiale. Sulla rivista online The Verge, la famiglia Browder, ha dichiarato, di essere convinta che il loro chatbot potrebbe mettere in difficoltà la lobby degli avvocati: la specializzazione di questo avvocato-automatico è ottenere il risarcimento per multe ingiuste legate a biglietti del parcheggio.

Multa ingiusta? Ci pensa il robot-avvocato, è gratis

Gli autori della ricerca sostengono di avere già vinto in 375mila casi. In pratica, il robot è stato istruito per comprendere le normative specifiche di 50 Stati e presentate richieste per protestare contro la multa: il cliente scrive il suo problema, esistono più di mille categorie, e il bot comincia a conversare con lui per avere più dettagli. Se l’avvocato virtuale capisce tutto, produce il testo di una lettera da mandare al Comune. Basta stampare e firmare.

Browder, studente della Stanford University, ha raccontato di aver realizzato DoNotPay per se stesso, affinché lo aiutasse a pagare rapidamente le multe. Poi man mano ha reclutato volontari e avvocati che lo aiutassero con l’aspetto giuridico, affinando al tempo stesso le funzioni del suo robot: «L’industria legale negli Usa ha un valore di 200 miliardi di dollari – ha detto Browder – ma sono entusiasta di rendere la legge gratuita, anche se alcuni dei più grandi studi legali non saranno contenti».

Ma può servire l’intelligenza artificiale in tribunale?

In realtà l’intelligenza artificiale è già presente negli studi degli avvocati anche se con compiti diversi:  Ross, un assistente virtuale capace di semplificare la vita, che lavora presso lo studio legale Baker & Hostetler e si occupa di diritto fallimentare e al posto di scrivere lettere aiuta gli avvocati nelle ricerche, per trovare documenti legali e sentenze; negli uffici di Dla Piper l’intelligenza artificiale serve per analizzare parola per parola i contratti e scoprire clausole che possono andare contro gli interessi del cliente o contro la legge.

Se nel vostro studio usate la tecnologia solo come strumento di ricerca per le pratiche, tremate… potreste dover innovare presto il vostro modo di condurre la professione.

note

Autore immagine: Pixabay.com

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI