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Assegno senza timbro sociale: la banca deve restituire i soldi

6 Settembre 2018 | Autore:
Assegno senza timbro sociale: la banca deve restituire i soldi

Responsabile la banca se paga un assegno tratto sul conto corrente di una società con la sola sottoscrizione dell’Amministratore Unico e Legale Rappresentante e pertanto senza l’indicazione degli estremi societari.

Importante la decisione dell’Arbitro Bancario Finanziario – Collegio di Milano che, con decisione del 21 Giugno 2018, ha disposto in favore di un imprenditore di Milano la restituzione di una somma pagata a mezzo di assegno bancario, tratto su un conto corrente intestato ad una società di capitali di cui detto imprenditore era Amministratore Unico, privo dei requisiti essenziali previsti dalla Legge.

Nell’anno 2015 l’imprenditore milanese – Amministratore Unico della predetta Società – aveva sottoscritto e rilasciato un assegno bancario tratto sul conto corrente intestato alla suddetta società di capitali in favore di altro soggetto, al fine di ottenere da parte di quest’ultimo dei servizi professionali (servizi poi mai resi), omettendo tuttavia di apporre il timbro della società con relativa sottoscrizione sul predetto assegno.

Successivamente il suddetto imprenditore, dopo aver tentato senza successo di recuperare la somma pagata al beneficiario, nell’anno 2017 con il patrocinio dall’Avv. Elenio Mancuso del Foro di Enna, ha presentato ricorso davanti all’Arbitro Bancario Finanziario – Collegio di Milano con il quale ha chiesto il riconoscimento del proprio diritto ad ottenere la restituzione da parte dell’Istituto di credito trattario, a titolo di risarcimento del danno subìto, della somma pagata in favore del beneficiario del suddetto assegno, eccependo che l’Istituto di credito lombardo aveva illegittimamente pagato la somma portata dall’assegno, nonostante quest’ultimo fosse privo degli elementi essenziali di cui agli artt. 1 e 11 del R.D. n. 1736 del 1933, e in particolare dell’indicazione della ragione sociale della società traente, omettendo di procedere alla restituzione dello stesso.

In particolare il ricorrente ha eccepito che un assegno bancario può ritenersi regolarmente sottoscritto solo allorquando la sottoscrizione consente una chiara, certa ed univoca identificazione del soggetto che sottoscrivendolo si obbliga in via cartolare, circostanza che, in caso di assegno tratto su un conto intestato a società di capitali si concretizza solo se, oltre alla firma del rappresentante legale della società risulta anche l’indicazione della relativa denominazione sociale, con ciò permettendo pertanto il necessario collegamento “funzionale” tra il sottoscrittore e la persona giuridica obbligata al pagamento.

Il suddetto Arbitro Bancario Finanziario, in accoglimento della domanda avanzata dal ricorrente ha dichiarato responsabile l’Istituto di credito lombardo della violazione della prescritta normativa in materia di assegno bancario, disponendo in favore del primo la restituzione della somma pagata in forza dell’assegno oggetto di contestazione.

La suddetta pronuncia dell’Arbitro Bancario Finanziario – Collegio di Milano risulta di particolare interesse nell’ambito della prassi e dei contratti bancari, ponendosi quale precedente favorevole alla parte debole contrattuale (il correntista) che è spesso “vittima” di condotte poco trasparenti e non proprio legittime degli Istituti di credito; viene dichiarata la responsabilità dell’Istituto di Credito allorquando il pagamento venga eseguito in forza di assegno bancario tratto sul conto corrente di una Società con la sola sottoscrizione dell’Amministratore Unico e Legale Rappresentante e pertanto senza l’indicazione degli estremi societari.

di  Avv. Elenio Mancuso



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