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Casa popolare e diritto di subentro nell’assegnazione

22 settembre 2018


Casa popolare e diritto di subentro nell’assegnazione

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 settembre 2018



Mia mamma, deceduta a giugno 2018 era assegnataria di un appartamento in affitto, indicato come casa popolare. Il suo terzo ed ultimo figlio, rimasto disoccupato, e mamma da qualche anno vedova, 10 anni fa era tornato a convivere con lei rimanendovi fino alla sua morte ininterrottamente. Ora mio fratello ha fatto richiesta di subentro nell’appartamento di mamma, ma la società che gestisce queste case popolari tramite raccomandata gli ha negato il subentro menzionando l’art 21 comma 1 lettera ” a” del regolamento regionale 4 agosto 2017 N°4 e intimando di liberare l’appartamento entro 30 giorni. Oggi mio fratello è sempre disoccupato e ha reddito ISEE pari a zero. Cosa si può fare?

Innanzitutto va chiarito che per quanto riguarda i servizi abitativi pubblici (cioè quelle che venivano un tempo chiamate “case popolari”), ogni Regione ha una propria ed autonoma disciplina e regolamentazione.

Per quanto riguarda il caso specifico, la Regione Lombardia ha emanato di recente nuove norme sulle case popolari che si applicano alla situazione del fratello del lettore.

In particolare l’articolo 21 del Regolamento Regionale n. 4 del 4 agosto 2017, che è entrato in vigore l’8 febbraio 2018 (cioè sei mesi dopo la sua pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Lombardia), stabilisce che il diritto di subentro nell’assegnazione della casa popolare spetta:

– ai componenti del nucleo familiare presenti all’atto dell’assegnazione che abbiano convissuto continuativamente con l’assegnatario fino al momento del suo decesso a condizione che sia mantenuto il possesso dei requisiti di permanenza nei servizi abitativi pubblici.

Questo vuol dire che il fratello del lettore può subentrare alla madre soltanto se lui ha fatto parte del nucleo familiare di sua madre fin da quando le fu assegnata la casa al lettore e se poi ha convissuto con lei dalla data dell’assegnazione dell’appartamento e fino alla sua morte senza alcuna interruzione (naturalmente è anche richiesto, come ulteriore condizione per avere diritto al subentro, che oggi sia conservato il possesso dei requisiti necessari per mantenersi nelle graduatorie).

Se, invece, detto fratello non ha sempre convissuto con la madre, senza interruzioni, dalla data dell’assegnazione della casa e fino alla data del suo decesso, allora in base alla norma sopra citata (cioè l’articolo 21 del Regolamento Regionale n. 4) non gli spetta il diritto di subentrare nell’appartamento e la società può avviare le procedure per rientrare in possesso dell’immobile.

Il consiglio quindi che si può dare è questo: se il fratello del lettore pensa di trovarsi nella condizione prevista dal Regolamento per poter subentrare ed ha le prove per dimostrarlo, se cioè può dimostrare di aver convissuto senza interruzione con la madre dalla data dell’assegnazione e fino alla morte di lei, allora lui può inviare alla società, entro trenta giorni dalla comunicazione con cui gli è stato negato il subentro, una istanza per chiedere di riesaminare il caso: la società avrà poi ulteriori trenta giorni di tempo per rispondere, in un senso o nell’altro, all’istanza di riesame (così stabilisce l’articolo 21, comma 5, del Regolamento Regionale n. 4 del 2017).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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