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Coltivazione e vendita di canapa legale: cartellino sui sacchi e licenze

28 Settembre 2018


Coltivazione e vendita di canapa legale: cartellino sui sacchi e licenze

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 Settembre 2018



Con riguardo alla coltivazione e vendita di canapa legale, per la realizzazione di una coltivazione test si vorrebbe seminare in un terreno proprio dei semi di canapa legale (Thc < 0,2%/0,6%). 1) Se acquistiamo semi di canapa legale siamo in regola con la sola fattura? Serve per forza il cosiddetto cartellino originale? Può bastare una sua copia? Il cartellino è apposto sui sacchi da 25kg ma se compriamo 50 semi non viene dato, se non in copia). 2) Se invece acquistiamo piantine, serve comunque il cartellino originale? o basta fattura con i dati? 3) Servono particolari licenze per coltivare 30-50 piante? E per vendere il raccolto (raccolto grezzo o trasformato in alimenti/oli)? Se invece il raccolto non viene venduto (autoproduzione/autoconsumo) si è in regola? 

La legge n. 242/2016 non specifica se il cartellino debba essere originale oppure se sia sufficiente una copia. L’art. 3 si limita solamente a stabilire che: «Il coltivatore ha l’obbligo della conservazione dei cartellini della semente acquistata per un periodo non inferiore a dodici mesi. Ha altresì l’obbligo di conservare le fatture di acquisto della semente per il periodo previsto dalla normativa vigente». Ora, il problema sollevato dai lettori circa l’acquisto di sacchi da 50 kg è noto ed è stato portato anche all’attenzione del Ministero delle politiche agricole il quale, con parere prot. 7278 del 02.04.2015, ha detto: «Poiché le dimensioni degli appezzamenti in aree montane sono ampiamente inferiori alle superfici investibili con un sacco di semente di canapa (…) non trova motivi ostativi nella normativa sementiera di riferimento, e pertanto, si reputa utilizzabile la procedura di acquisto e di divisione dei sacchi di semente di canapa». Se ne evince la possibilità di acquistare un sacco da 50 kg e di utilizzarne solamente una parte. Tuttavia, nulla chiarisce se il cartellino debba essere originale o basta una copia. Nel dubbio, si consiglia a parere dello scrivente sempre l’originale. 

Va detta un’altra cosa: sebbene la summenzionata legge escluda la necessità di ottenere qualsiasi autorizzazione per la coltivazione della canapa legale, sempre il Ministero ha suggerito di effettuare, presso la polizia o i carabinieri, una segnalazione di semina. A questo punto, i lettori potrebbero scegliere una delle due strade: 

– acquistare il sacco da 50 kg e conservare il cartellino originale, da mostrare poi insieme alla segnalazione alle autorità, specificando il quantitativo di canapa che intenderanno utilizzare (ad esempio: 20 kg, 25 kg, ecc.); 

– fare una segnalazione preventiva ove diranno che, acquistando il sacco da 25 kg, i lettori potranno esibire solamente copia del cartellino. 

Per quanto riguarda la produzione, la legge indica in maniera specifica le finalità della coltivazione della canapa: pertanto, dovrà attenersi a quei prodotti. La legge è dedicata alle attività industriali e, dunque, non prevede espressamente se il privato possa coltivare per sé la canapa. A parere dello scrivente, fermo restando la liceità della coltivazione su larga scala da parte delle imprese, i lettori potrebbero coltivare la canapa: 

– in qualità di privati, conservandone i prodotti per sé; 

– quale imprenditori, aprendo regolare partita iva e dichiarando la loro attività. In questo caso, potrebbero anche vendere a terzi i prodotti derivanti dalla coltivazione. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva


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