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Invalidità civile e percentuale di riduzione della capacità lavorativa

29 Settembre 2018


Invalidità civile e percentuale di riduzione della capacità lavorativa

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 Settembre 2018



Sono un barbiere, ho 44 anni e ho 26 anni di contributi con un reddito netto sui 1200 euro al mese e con moglie e due figli a carico.  Mi è stata riconosciuta un’invalidità al 75%. Mi spetta qualche retribuzione? La domanda per la pensione integrativa è stata respinta. 

Innanzitutto si può dire che l’invalidità civile è strettamente collegata alla riduzione della capacità lavorativa che, al fine di compensare lo status sociale, la legge italiana concede specifici benefici. 

Lo status di invalido civile è riconosciuto solo a partire da una percentuale di riduzione della capacità lavorativa superiore a 1/3, cioè al 33,33%. A partire da tale soglia, vengono stabiliti benefici e prestazioni diverse a seconda del concreto livello di riduzione accertata: 

– fino al 33%: nessun beneficio è riconosciuto; 

– dal 34%: vengono riconosciuti ausili e protesi inerenti alla malattia riportata sul verbale d’invalidità; 

– dal 46%: si procede all’iscrizione agli elenchi provinciali del lavoro per il collocamento obbligatorio. L’iscrizione deve essere richiesta dal lavoratore disoccupato, allegando il verbale dell’invalidità e di disabilità; 

– dal 51%: si ha diritto ad un congedo per le cure, non superiore ai 30 giorni all’anno, su richiesta del lavoratore invalido ed autorizzato dal medico. I costi sono, però, a carico dell’azienda, diversamente da quanto accade per i permessi Legge 104 per i portatori di handicap e per il congedo straordinario, quindi è necessario verificare la possibilità di ottenere il congedo, secondo quanto disposto dal contratto collettivo applicato; 

– dal 67%: si ha diritto alla fornitura gratuita delle protesi e alla tessera di esenzione dal pagamento dei ticket; 

dal 74%: si ha diritto all’assegno mensile per 13 mesi, se in possesso dei requisiti richiesti, anche in termini di reddito. In pratica per ricevere l’assegno mensile bisogna avere: 

o età compresa tra i 18 e i 66 anni e 7 mesi; 

o possedere almeno 5 anni di contributi, di cui 3 versati nell’ultimo quinquennio. 

Per chi ha meno di 18 anni è comunque prevista un’indennità mensile di assistenza, mentre gli over 65 hanno diritto all’assegno sociale. 

– 100%: si ha diritto alla pensione mensile: nel rispetto dei limiti reddituali. Anche in questo caso l’età del beneficiario deve essere compresa tra i 18 e i 66 anni e 7 mesi, mentre il reddito annuo non deve superare i 16.664,36 euro. Non è tutto: l’ammalato, che si trova nell’impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o con necessità di assistenza continua, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, ha diritto all’indennità di accompagnamento di 500 euro circa – importo soggetto a variazioni annuali – senza alcun limite di reddito personale e familiare. 

Se non si è in possesso dei requisiti contributivi minimi elencati (5 anni di contributi, di cui 3 versati nell’ultimo quinquennio), l’invalido con almeno il 74% può aver diritto a un altro assegno a carico dell’Inps collegato allo stato d’invalidità, l’assegno di assistenza per invalidi civili parziali, o pensione d’invalidità civile. Nel dettaglio, questo trattamento spetta se il proprio reddito risulta inferiore a 4.853,29 euro e l’invalidità riconosciuta è almeno pari al 74%. L’assegno di assistenza ammonta, per il 2018, a 282,54 euro mensili. 

Si tratta di un reddito esente da Irpef, per il quale, contrariamente all’assegno d’invalidità ordinario, è richiesto lo stato di disoccupazione. Al compimento dell’età pensionabile, la pensione d’invalidità civile viene convertita in assegno sociale. 

Oltre il beneficio economico, l’invalido che abbia una capacità ridotta di almeno il 74% può beneficiare delle seguenti agevolazioni: 

– Esenzione ticket per chi è invalido al 74% 

Chi possiede il 74% d’invalidità, quindi un’invalidità superiore ai due terzi, ha anche diritto all’esenzione totale dal ticket sulle prestazioni specialistiche e di diagnosi strumentale; è possibile inoltre fruire di un’agevolazione per il pagamento dei medicinali prescritti con ricetta medica (a tal proposito è consigliabile rivolgersi direttamente alla propria Asl o alla Regione di residenza). 

– Scelta prioritaria della sede di lavoro per chi è invalido al 74% 

In quanto lavoratore con invalidità superiore ai due terzi, chi ha un’invalidità del 74% ed è dipendente pubblico ha diritto di scelta prioritaria tra le sedi di lavoro disponibili. 

– Maggiorazione contributiva per la pensione per chi ha un’invalidità superiore al 74% 

Diritto alla maggiorazione contributiva ai fini della pensione. Questa è un’agevolazione che spetta a chi possiede un’invalidità superiore al 74%: nel dettaglio, ai lavoratori con invalidità riconosciuta superiore al 74%, per ogni anno lavorato alle dipendenze di un datore di lavoro pubblico o privato, sono accreditati 2 mesi di contributi figurativi in più, sino ad un massimo di 5 anni. 

La maggiorazione è utile anche per raggiungere il requisito contributivo, o la maggiore anzianità in assenza del requisito anagrafico, per la pensione di anzianità o anticipata. 

Il beneficio nella misura di due mesi per ogni anno di lavoro fino ad un massimo di cinque anni è riconosciuto entro l’anzianità contributiva massima di 40 anni per il calcolo della pensione con il sistema di calcolo retributivo. 

I due mesi di contributi in più non assumono rilevanza nel calcolo della quota di pensione contributiva (per le pensioni a calcolo misto), né nel calcolo della pensione da liquidare integralmente con il sistema contributivo: questo, perché nel calcolo contributivo l’importo della pensione è determinato moltiplicando il montante individuale dei contributi (cioè il totale dei contributi accreditati, rivalutati) per il coefficiente di trasformazione relativo all’età al momento del pensionamento. 

Ape sociale per chi è invalido al 74% 

Un altro beneficio previdenziale al quale si può accedere con almeno il 74% d’invalidità è l’Ape sociale: si tratta di un assegno che accompagna il lavoratore dai 63 anni di età (o dalla posteriore data della domanda di prestazione) sino al perfezionamento del requisito della pensione di vecchiaia (dal 2018, 66 anni e 7mesi per tutti), sino a un massimo di 3 anni e 7 mesi. 

L’assegno è calcolato allo stesso modo della futura pensione, ma non può superare i 1500 euro mensili. 

All’Ape sociale si può accedere con 30 o 36 anni di contributi (tra tutte le gestioni Inps, considerando anche eventuali contributi esteri, come chiarito da un nuovo messaggio Inps), a seconda della categoria di appartenenza: le donne con figli, però, hanno diritto a uno “sconto” del requisito contributivo pari a un anno per ogni figlio, sino a un massimo di due. 

Coloro che possiedono un’invalidità riconosciuta almeno pari al 74% raggiungono la prestazione con un minimo di 30 anni di contributi (29 se donne con un figlio, 28 se donne con due o più figli). 

Per ottenere l’Ape sociale si deve cessare l’attività lavorativa; ci si può reimpiegare in seguito, ma non si deve superare il reddito annuo di 8mila euro, se si viene reimpiegati come dipendenti o parasubordinati, o di 4800 euro, se la nuova attività è di lavoro autonomo. 

La prestazione è incompatibile con i sussidi di disoccupazione e con qualsiasi pensione diretta. 

– Pensione anticipata per chi è invalido al 74% 

Chi possiede un’invalidità almeno pari al 74% ha inoltre diritto ad ottenere la pensione anticipata con 41 anni di contributi, se lavoratore precoce: deve, cioè, possedere almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro versati prima del compimento del 19° anno di età. Inoltre, deve risultare iscritto alla previdenza obbligatoria prima del 1996. 

– Congedo per chi è invalido al 74% 

In quanto lavoratore con invalidità oltre il 51%, l’invalido al 74% può anche fruire di un congedo per cure relative all’infermità riconosciuta, per un periodo non superiore a 30 giorni l’anno. I costi sono, però, a carico dell’azienda, diversamente da quanto accade per i permessi Legge 104 per i portatori di handicap e per il congedo straordinario, quindi è necessario verificare la possibilità di ottenere il congedo all’interno del contratto collettivo applicato. 

– Appartenenza alle categorie protette per chi è invalido al 74% 

Considerando che l’invalidità riconosciuta risulta superiore al 45%, l’invalido al 74% ha la possibilità di usufruire del collocamento mirato. Si tratta dell’accesso ai servizi di sostegno e di collocamento dedicati alle categorie protette: per usufruirne, è necessario recarsi presso il centro per l’impiego, presentando, oltre al verbale di invalidità, la relazione conclusiva rilasciata dalla preposta Commissione dell’Asl. 

– Protesi ed ausili per chi è invalido al 74% 

Considerato, infine, che possiede un’invalidità superiore al 33,33%, l’invalido al 74% ha diritto a protesi ed ausili eventualmente necessari per la patologia riconosciuta nel verbale di accertamento della commissione medica. 

– Parcheggi per disabili per chi è invalido al 74% 

La commissione medica che ha riconosciuto l’invalidità del 74%, a prescindere dalla percentuale di riduzione della capacità lavorativa, può, infine, indicare sul verbale il diritto al contrassegno per usufruire dei parcheggi per disabili. Il diritto al contrassegno dipende però dalla tipologia di menomazione posseduta. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dott. Daniele Bonaddio 



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