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Laureato in giurisprudenza: come farsi strada sul web

29 Settembre 2018


Laureato in giurisprudenza: come farsi strada sul web

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 Settembre 2018



Un laureato in giurisprudenza vorrebbe far parte di una rete di avvocati per non rimanere solo nel mercato.  Quali sarebbero per lui le modalità di accesso nei network, nelle reti tra professionisti avvocati o nei franchising (se esiste questa possibilità),sia che si tratti di modalità web o di fare consulenze insieme ad altri avvocati in una sede fisica dove rimanere durante l’intera giornata? Lo scopo è quello di trovare il modo di far guadagnare detto laureato con gli altri, pagando magari una quota iniziale e sperando in un ritorno in base al numero e alla qualità delle consulenze. 

Innanzitutto è bene rispondere al quesito elencando una serie di opportunità. È chiaro che si tratta solamente di spunti e che l’elenco non potrebbe mai essere esaustivo. 

Per prima cosa, esistono diversi portali giuridici (tipo La legge per Tutti, Studio Cataldi, Salvis Juribus, Altalex) che si avvalgono di persone esperte del diritto che possano offrire consulenze oppure scrivere articoli. Ovviamente, si tratta di prendere contatti e di chiedere possibilità e modalità della collaborazione. In genere sono richiesti avvocati, ma non sempre: l’importante è dimostrare una padronanza della materia giuridica. 

Il laureato in giurisprudenza potrebbe pensare di seguire il corso per diventare mediatore civile. Com’è noto, dal 2010 (decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28) la mediazione civile è divenuta obbligatoria per alcune materia: ciò significa che, prima di intraprendere una causa, occorre adire un organismo di mediazione per tentare una conciliazione bonaria. Per poter diventare mediatore bisogna essere in possesso di determinati requisiti: 

– un’adeguata formazione conseguibile frequentando un corso di formazione a cui possono accedere tutti coloro che sono in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di laurea universitaria triennale o, in alternativa, che sono iscritti ad un ordine o ad un collegio professionale; 

– svolgere un tirocinio assistito gratuito, ovvero partecipare a 20 casi di mediazione svolti presso gli Organismi di Mediazione o le Camere di Commercio accreditate presso il Ministero della Giustizia; 

– svolgere un aggiornamento biennale di 18 ore. 

Il mediatore, per poter esercitare la professione, deve iscriversi presso gli Organismi di Conciliazione o le Camere di Commercio accreditate presso il Ministero della Giustizia. Ogni Organismo o Camera di Commercio ha il proprio elenco di Mediatore. Il soggetto interessato, dopo avere conseguito l’attestato di Mediatore, può iscriversi a massimo cinque Organismi di Conciliazione o Camere di Commercio. V’è poi una gamma di lavori che lambiscono il mondo giuridico: ad esempio, nel ramo assicurativo è possibile aprire un’agenzia e occuparsi delle pratiche che riguardano le auto e i sinistri. Non solo: è possibile occuparsi della vendita di prodotti finanziari (polizze vita, ecc.) per conto di imprese assicuratrici. 

Il laureato in giurisprudenza potrebbe iscriversi nell’albo dei mediatori tenuto presso le camere di commercio: in questa ipotesi, l’attività dell’agente di affari in mediazione (da non confondere con il mediatore di cui sopra) si concretizza nel mettere in contatto due o più parti al fine della conclusione di un affare, senza essere legato ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione, dipendenza o rappresentanza (art. 1754 c.c.). Ad esempio, il mediatore immobiliare si occupa della compravendita e locazione di immobili residenziali e non, di terreni, nonché della cessione o dell’affitto di aziende. 

Esistono poi diverse società alla ricerca di segnalatori, cioè di persone con una buona competenza giuridica che invitino soggetti con problemi finanziari o tributari a rivolgersi presso di loro. Il segnalatore (un po’ come la figura del mediatore) riceve una percentuale sugli affari conclusi. La pratica verrebbe poi gestita dagli avvocati della società, la quale si occupa, come anticipato, essenzialmente di contenzioso tributario e bancario. 

I laureati in giurisprudenza trovano lavoro anche presso patronati che si occupano delle pratiche previdenziali e assistenziali; oppure presso grandi studi legali, come collaboratori e assistenti nella preparazione delle pratiche (si pensi a chi è specializzato nella redazione di contratti, ecc.). 

È bene anche ricordare che il laureato in giurisprudenza può sempre percorrere la strada dell’attività forense in senso stretto: a prescindere dall’età, è sempre possibile, dopo il dovuto tirocinio, sostenere l’esame di Stato per l’avvocatura o i concorsi per la magistratura e l’attività notarile. Al netto, ovviamente, di tutti i concorsi banditi dalle pp.aa. 

Si consiglia infine al lettore di iscriversi al noto portale Linkedin per essere al corrente di aziende e imprese alla ricerca di laureati in materie giuridiche. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva


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