Diritto e Fisco | Articoli

Scambio di foto in chat con un minore: conseguenze

29 Set 2018


Scambio di foto in chat con un minore: conseguenze

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 Set 2018



Nelle scorse settimane un mio amico ha conosciuto in una chat di incontri gay un ragazzo che dopo pochi messaggi si è dichiarato 16enne. Subito è stato messo in chiaro che non sarebbe mai stato possibile un incontro, considerata l’età, nonostante le insistenze del ragazzo. C’è stato però un breve scambio (su snapchat, su suggerimento del ragazzo, molto esperto e navigato) di foto esplicite, dopo le quali i contatti si sono diradati e poi interrotti. Possono esserci dei profili rilevanti a livello giuridico?

La normativa di riferimento è l’art. 600 quater del codice penale secondo cui chiunque consapevolmente si procura o detiene materiale pornografico realizzato utilizzando minori degli anni diciotto, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa non inferiore a euro 1.549.

Anche se il materiale è stato direttamente inviato dal minore, e non prodotto da altri, il reato potrebbe considerarsi consumato per la Cassazione che, in questo tema, ha un orientamento abbastanza rigido nei confronti del detentore.

Difatti, vi è la presunzione che il minore possa essere circonvenuto dall’adulto e che, quindi, possa essere spinto, senza coscienza, all’invio del materiale illecito.

Per l’accusato sarebbe realmente difficile dimostrare una situazione diversa, a meno che la prova documentale (chat) non comprovi che proprio il minore (sedicenne) aveva dichiarato la sua maggiore età (falsamente) e aveva iniziato a inviare, sua sponte, materiale pornografico.

Ad ogni modo, il reato di detenzione di materiale pedopornografico di cui all’art. 600 quater, cod. pen., ha natura permanente, iniziando la sua consumazione nel momento in cui il reo si procura il materiale e cessando nel momento in cui quest’ultimo ne perde la disponibilità (Cassazione penale, sez. III, 23/02/2016, n. 15719).

Questo significa che, eliminando quel materiale dal computer, il Suo amico porrebbe fine a quel reato, poiché verrebbe meno la “detenzione”.

Attenzione però.

Integra, comunque, il delitto di detenzione di materiale pedopornografico la cancellazione di “files”  pedopornografici, mediante l’allocazione nel “cestino” del sistema operativo del personal computer, in quanto gli stessi restano comunque disponibili mediante la semplice riattivazione dell’accesso al “file”, mentre solo per i “files” definitivamente cancellati può dirsi cessata la disponibilità e, quindi, la detenzione (Cassazione penale, sez. III, 21/04/2015, n. 24345).

Tanto premesso, il consiglio è quello di cancellare immediatamente le foto inviate e svuotare il cestino, così ponendo fine a quella detenzione che, se scoperta, potrebbe comportare delle antipatiche questioni, sia a livello legale, che sociale.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI