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Testamento biologico, tutore e interdizione

29 Settembre 2018


Testamento biologico, tutore e interdizione

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 Settembre 2018



Dal momento che ho un tutore, posso attivare il testamento biologico presso il Comune senza far riferimento a detto tutore?

Il cosiddetto testamento biologico è stato introdotto in Italia grazie all’articolo 4 della legge n. 219 del 2017.

Questa norma dà la possibilità di poter predisporre le “Dichiarazioni anticipate di trattamento” (testamento biologico e “Dichiarazioni anticipate di trattamento” sono perciò la stessa cosa) con le quali, in previsione di una eventuale futura situazione di “incoscienza”, il cittadino può:

– esprimere le proprie volontà sui trattamenti sanitari;

– esprimere il proprio consenso o il proprio rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici, terapie e a singoli trattamenti sanitari;

– nominare una persona di fiducia che lo rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie.

Le Dichiarazioni anticipate di trattamento (cioè il testamento biologico) devono essere redatte, cioè scritte:

– per atto pubblico (rivolgendosi quindi ad un notaio);

– oppure per scrittura privata autenticata;

– oppure per scrittura privata consegnata personalmente dal cittadino all’ufficio di stato civile del comune dove il cittadino stesso ha la residenza.

Fatta questa premessa, bisogna dire che la legge (sempre l’articolo 4 della legge n. 219 del 2017) consente di scrivere il testamento biologico (cioè le Dichiarazioni anticipate di trattamento) solo al cittadino che sia maggiorenne e che sia capace di intendere e volere.

Questo significa che il lettore non può attivare il testamento biologico se il tutore gli è stato nominato come conseguenza del fatto che lo stesso è stato dichiarato interdetto.

E anche se il lettore preparasse il testamento biologico e lo depositasse lo stesso al Comune, questo testamento biologico non sarebbe valido e non avrebbe alcun valore perché la persona che è stata interdetta non può attivare il testamento biologico (cioè le Dichiarazioni anticipate di trattamento).

Invece per le persone interdette che non possono attivare il testamento biologico, l’articolo 3, comma 5, della legge n. 219 del 2017 stabilisce che:

– tocca al tutore prendere le decisioni sulle cure e sulle terapie,

– se ci fosse un contrasto tra il tutore che rifiuta una cura ed il medico che, invece, la considera appropriata e necessaria, la decisione spetta al giudice tutelare al quale può fare ricorso il tutore, il rappresentante legale della struttura sanitaria, il coniuge dell’interdetto, la persona che conviva stabilmente con l’interdetto, i parenti entro il quarto grado dell’interdetto, gli affini entro il secondo grado dell’interdetto e il pubblico ministero.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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