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Sono in malattia: posso andare al mare?

6 ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 ottobre 2018



Il lavoratore in malattia può allontanarsi dalla propria abitazione per recarsi in spiaggia?

È estate, fa caldo, e tu sei chiuso in casa da parecchi giorni perché sei assente dal lavoro per malattia. Oggi, però, ti senti meglio e vorresti recarti in spiaggia per prendere una boccata d’aria. Ti chiedi dunque «Anche se sono in malattia, posso andare al mare?». Innanzitutto, devi sapere che, durante determinate fasce orarie, devi essere reperibile nella tua abitazione per la visita fiscale dell’Inps: solo in casi tassativi si è esonerati dai controlli domiciliari per malattia. In alcuni casi, l’assenza alla visita fiscale può essere comunque giustificata, ma, considerando che il medico dell’Inps passa comunque e che le sanzioni disciplinari non sono escluse a priori, devi far valere le tue ragioni. In ogni caso, per te potrebbe essere un rischio andare al mare, anche al di fuori delle fasce di reperibilità per la visita fiscale: se il datore di lavoro lo viene a sapere (potresti anche essere seguito da un detective), potrebbe contestare che l’attività può rallentare o compromettere la guarigione, quindi infliggerti una sanzione disciplinare, in quanto ha interesse alla tua prestazione lavorativa. Solo per alcune patologie le attività all’aria aperta, come recarsi in spiaggia, migliorano lo stato di salute della persona e accelerano la guarigione. Facciamo dunque il punto della situazione sull’opportunità, o meno, di andare al mare quando si è in malattia, e delle possibili conseguenze.

Quali sono gli orari della visita fiscale?

Una volta che il medico curante inoltra il certificato di malattia all’Inps, e che è stato avvertito il datore di lavoro dell’assenza, il dipendente deve rendersi disponibile per la visita fiscale in determinati orari. Nel dettaglio, il medico dell’Inps può passare a controllare il lavoratore in malattia 7 giorni su 7, comprese domeniche e festivi, nelle seguenti fasce orarie, dette fasce di reperibilità:

  • dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 per i lavoratori del settore privato;
  • dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 per i dipendenti pubblici.

La visita fiscale domiciliare dell’Inps deve avvenire presso l’indirizzo abituale o il domicilio occasionale indicato nel certificato telematico inviato dal medico curante all’istituto.

Se il medico si presenta al di fuori delle fasce di reperibilità, il dipendente non può essere sanzionato per assenza alla visita fiscale.

Chi ha diritto all’esonero dalla visita fiscale?

L’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità per la visita fiscale è escluso per i lavoratori assenti a causa di:

  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita, comprovate da idonea documentazione sanitaria;
  • patologie collegate all’invalidità riconosciuta, pari o superiore al 67%.

Deve essere il medico curante a segnalare l’esonero nel certificato medico telematico. L’Inps, in questi casi, può comunque effettuare controlli sui certificati, e il datore di lavoro può segnalare possibili eventi che richiedono particolari verifiche: a seguito della segnalazione, l’Inps potrebbe anche decidere di effettuare dei controlli sanitari.

Che cosa succede se il dipendente è assente alla visita fiscale?

Se il medico dell’Inps non trova il dipendente nel suo domicilio, durante le fasce di reperibilità:

  • rilascia, possibilmente a una persona presente nell’abitazione del lavoratore, un avviso con l’invito per il lavoratore a presentarsi il giorno successivo (non festivo) alla visita di controllo ambulatoriale, salvo che l’interessato non riprenda l’attività lavorativa;
  • comunica l’assenza del lavoratore all’Inps che, a sua volta, avvisa il datore di lavoro;
  • se il lavoratore non si reca alla visita ambulatoriale, l’Inps ne dà comunicazione al datore di lavoro ed invita il lavoratore a fornire le proprie giustificazioni entro 10 giorni.

In quali casi l’assenza alla visita fiscale è giustificata?

Al di fuori dei casi di esonero, l’assenza alla visita fiscale si considera giustificata se:

  • il lavoratore è ricoverato in ospedale;
  • il periodo è già accertato da una precedente visita di controllo (questa “giustificazione” dovrebbe valere, però, soltanto nei confronti dei lavoratori del settore privato, mentre per i dipendenti pubblici gli accertamenti sanitari possono avvenire più volte);
  • l’assenza è dovuta a un giustificato motivo, ossia è stata causata da:
    • forza maggiore;
    • situazioni che abbiano reso imprescindibile ed indifferibile la presenza del lavoratore altrove;
    • concomitanza di visite, prestazioni e accertamenti specialistici se si dimostra che le stesse non potevano essere effettuate in ore diverse da quelle corrispondenti alle fasce orarie di reperibilità;
    • ogni serio e fondato motivo che rende ragionevole l’allontanamento del lavoratore dal proprio domicilio [2].

Il lavoratore può andare al mare al di fuori delle fasce di reperibilità?

Il dipendente è libero di uscire, al di fuori delle fasce orarie di reperibilità per la visita fiscale e, come abbiamo osservato, se il medico dell’Inps passa al di fuori di queste fasce, il lavoratore non può subire alcuna sanzione per l’assenza alla visita fiscale.

Questo non toglie che il lavoratore potrebbe subire delle sanzioni disciplinari da parte del datore di lavoro, non per l’assenza alla visita fiscale, ma per il fatto di svolgere delle attività incompatibili con lo stato di malattia, o che potrebbero ritardare o compromettere la guarigione.

Recarsi in spiaggia potrebbe essere reputata un’attività incompatibile con la malattia, o comunque un’attività che potrebbe compromettere lo stato di salute del lavoratore, ad esempio, nei casi di patologie influenzali. Oppure, potrebbe far presumere l’inesistenza della malattia: hai chiamato l’azienda lamentando 40 di febbre, e incontri il capo o un collega mentre sei al mare a fare il bagno? Se non sei ammalato, puoi subire delle sanzioni disciplinari, anche gravi, per l’assenza ingiustificata. Se sei ammalato, puoi comunque subire delle sanzioni disciplinari perché col tuo comportamento hai compromesso la guarigione, ritardando il rientro al lavoro.

Ci sono, però, delle patologie, come cefalea e depressione, che, a differenza delle malattie ordinarie, non trovano giovamento nella permanenza in luoghi chiusi, come appunto l’abitazione. In questi casi, il lavoratore non può essere licenziato per essersi recato ad effettuare attività all’aperto, anche ludiche, durante il periodo di malattia: è quanto affermato da una nota sentenza della Cassazione [3], con la quale è stato dichiarato illegittimo il licenziamento di un dipendente sorpreso in spiaggia durante un periodo di malattia per depressione. Secondo la sentenza, il recarsi in spiaggia non concretizza un comportamento tale da compromettere lo stato di salute del lavoratore, ma, nel caso della sindrome ansioso-depressiva, al contrario, può aiutare la guarigione: pertanto, non è meritevole di sanzione il lavoratore assente per patologie psichiche che effettua attività di svago.

note

[1] D.lgs. 75/2017.

[2] Cass. Sent. n. 10661/2016.

[3] Cass. Sent. n. 21621 del 21.10.2010.

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