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Selfie e video allo stadio: saranno vietati?

6 settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 settembre 2018



Il Parlamento Ue voterà la riforma della legge sul copyright: a rischio la diffusione di immagini di partite sui social, anche la semplice foto dalla tribuna.

Sicuramente anche tu ha tirato fuori dalla tasca il telefonino qualche volta per farti un selfie o registrare un video (se non addirittura per fare una diretta su un social network) in un momento inatteso o quando assisti ad un evento speciale. Quando sei andato ad un concerto, quando sei in vacanza e ti trovi davanti ad un monumento importante o quella rara volta in cui hai incontrato per caso un personaggio famoso. I tifosi di calcio lo hanno fatto e lo fanno abitualmente quando vanno allo stadio. Pensa se ad uno juventino piazzato nelle prime file gli passa vicino Cristiano Ronaldo: vuoi non farti la foto che probabilmente non scatterai mai più e mandarla agli amici via WhatsApp (magari a quelli interisti)? Oppure al tifoso che ha fatto qualche migliaio di chilometri per assistere ad una finale di Champions o ad un Mondiale e vuole portarsi a casa un ricordo di quell’esperienza. Bene, affrettati perché molto probabilmente selfie e video allo stadio saranno vietati già da questa stagione calcistica.

Immortalarsi in tribuna con dietro i giocatori in campo è una libidine per chi vive di pane e pallone.

Ma se finora, per motivi di sicurezza, non si poteva portare alla partita il bastone per farsi le foto, ora non si potrà nemmeno scattare con il cellulare un’istantanea o fare un video della giocata di un gol (e della successiva festa dei tifosi), men che meno fare una diretta su Facebook. È l’Unione europea a porre questi limiti nel nome della tutela del copyright. Bruxelles, infatti, sta varando una nuova legge a tutela di chi organizza gli eventi sportivi e tratta i relativi diritti delle immagini (che rappresentano la maggior parte degli introiti di un club). Una normativa (attenzione attenzione) che interessa anche chi la partita la vede da casa. Quindi, ben presto selfie e video allo stadio saranno vietati, ma anche quelli nel tuo salotto con il televisore acceso sulla gara.

Selfie e video allo stadio: la pirateria sul web

Tutto parte dalla lotta alla pirateria sul web. Emittenti televisive (ma anche quotidiani online) spendono fior di quattrini per garantirsi l’esclusiva sulle partite di campionato o su quelle delle competizioni internazionali, che sia a livello di club o che coinvolgano le nazionali. E, come accennato, i diritti televisivi sono quelli che tengono i piedi le società calcistiche, visto che su quelli guadagnano molto di più che sulla vendita dei biglietti delle partite o delle magliette dei campioni. Non manca, però, il furbo che si attacca al segnale di qualche televisione e lo rimbalza su Internet in modo illegale. Oppure che, dallo stadio o dal salotto di casa, fa una diretta su Facebook in modo da guadagnare un bel mucchio di visualizzazioni da chi può vedere la partita in questo modo senza pagare né abbonamento alla pay tv né biglietto allo stadio. Cose che vanno ben al di là del selfie o del video allo stadio.

Risultato: centinaia di migliaia di tifosi si guardano le partite gratis sul pc.

Per porre fine a tutto questo, l’Unione europea ha già messo in atto negli ultimi anni un meccanismo per scansionare la Rete alla ricerca del pirata del pallone per eliminare qualsiasi tipo di video che mostra gol, festeggiamenti di tifosi o qualsiasi scena ripresa in uno stadio con un cellulare e postata su YouTube, su Facebook, su Twitter o su un altro social network.

Selfie e video allo stadio: la legge sul copyright

Adesso l’Unione europea vuole una normativa più rigida nella lotta alla pirateria sulle partite di calcio. L’articolo 13 della riforma della legge sul copyright, infatti, prevede la creazione di un particolare software per controllare ed analizzare ogni singolo contenuto postato su qualsiasi piattaforma online e vedere se c’è del materiale in grado di violare i diritti d’autore. Se i filtri del software non autorizzano la loro pubblicazione, i contenuti non saranno postati in rete.

Che cosa significa? Significa che non si riuscirà a pubblicare un video anche di pochi secondi o addirittura una foto o un selfie allo stadio perché vietati, diversamente da quello che succede oggi. Non solo: resterebbero fuori dai social anche i famosi «meme», cioè quelle foto o quei video elaborati o montati a casa (anche con l’audio modificato) per prendere in giro una squadra o un giocatore in maniera scherzosa. Anche questo materiale verrebbe bloccato nel momento in cui mostrasse un momento della partita.

E per evitare che resti qualche dubbio in materia, la riforma della legge sul copyright al varo dell’Unione europea prevede all’articolo 12a che «soltanto l’organizzatore dell’evento sportivo ha il diritto di registrare, pubblicare, riprodurre o condividere dei video e delle foto dell’evento in questione». A nulla serve sostenere che, finita la partita, non ha senso bloccare le immagini che la mostrano sul web.

I tifosi non potranno fare foto o selfie o registrare dei filmati allo stadio con qualsiasi dispositivo.

Lo stesso vale, naturalmente, per chi riprende o fotografa una partita di calcio dal televisore di casa. C’è chi lo fa per avere più traffico sul proprio sito o sulla propria pagina dei social network mettendo le immagini della partita a disposizione di chi non la può vedere in un altro modo. Ma c’è anche chi lo fa per puro divertimento, per condividere su Internet la gioia di un gol o di una coppa conquistata e, magari, per un po’ di sano sfottò agli amici delle squadre avversarie. Ora anche questo rischia di essere vietato: legge alla mano, sarà difficile che tu abbia il permesso dell’organizzatore per pubblicare le immagini, quindi non lo potrai fare.

Chi trasgredisce a questa norma prevista dalla riforma della legge sul copyright dell’Ue rischia l’autogol: si vedrà chiudere la propria pagina social o sito Internet.

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