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Figlio all’università: aumenta il mantenimento?

6 settembre 2018


Figlio all’università: aumenta il mantenimento?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 settembre 2018



Se l’ex moglie deve spendere di più per il figlio che inizia a frequentare un corso universitario, tra tasse, libri e spostamenti, può chiedere al giudice un aumento dell’assegno divorzile?

Tu e la tua ex moglie vi siete separati alcuni anni fa, quando ancora vostro figlio era piccolo; successivamente avete completato anche le pratiche del divorzio. All’epoca il giudice ha fissato a tuo carico un assegno di manteniemnto per il bambino di quattrocento euro. Tanto è stata quantificata la somma necessaria e sufficiente a garantirgli lo stesso tenore di vita di cui il piccolo già godeva quando ancora eravate sposati. Col tempo e la crescita sono mutate le sue esigenze, aumentate le necessità e ora, che ha appena iniziato l’università, sua madre ti ha detto che solo con quei soldi che inizialmente le versavi non ce la fa più. Per farla breve vorrebbe un aumento. Il tuo timore è che, anche a fronte di un tuo maggiore sacrificio, il denaro non vada a finire a tuo figlio ma alla tua ex, che certo non vuoi avvantaggiare visto che ha una relazione con un altro uomo. Ti poni dunque due quesiti di carattere giuridico: con un figlio all’università aumenta il mantenimento? Ed inoltre, puoi versare l’assegno direttamente al ragazzo, evitando di versarli sul conto della madre? La questione è stata affrontata già numerose volte dalla giurisprudenza, da ultimo con una sentenza della Cassazione [1]. Di tanto parleremo qui di seguito.

In particolare ti spiegheremo come può cambiare l’assegno di mantenimento o quello divorzile quando mutano le condizioni econimche di una delle parti (coniugi o figli) o quando aumentino le spese che questi ultimi sono tenuti ad affrontare. Ma procediamo con ordine e cerchiamo subito di capire se, con un figlio all’università, aumenta il mantenimento.

Quando aumenta l’assegno di mantenimento o quello divorzile

Innnzitutto una precisazione. Quando parliamo di assegno di mantenimento ci riferiamo a quello che viene quantificato al momento della separazione. Esso permane fino a quando la coppia si separa; da quel momento il nome del contributo mensile diventa assegno divorzile. Quest’ultimo viene liquidato con modalità diverse dal primo. Se infatti l’assegno di mantenimento mira a garantire all’ex coniuge lo stesso tenore di vita che aveva durante il matrimonio, il secondo invece serve solo a garantirgli il sostentamento tenendo comunque conto dell’apporto da questi eventualmente dato al menage domestico e delle sue possibilità di mantenersi. Per redditi medio-bassi l’assegno divorzile è identico a quello di mantenimento; sugli stipendi più alti invece può essere più basso.

L’assegno di mantenimento e/o quello divorzile non sono immutabili e fissi. Essi possono cambiare se mutano le esigenze dei coniugi, dei figli o aumentano le spese. Si pensi al marito che perde il lavoro e vede ridurre la propria capacità lavorativa nonché lo stipendio (in tal caso ha diritto a chiedere una riduzione dell’importo); o alla moglie che contrae una malattia e necessita di costose cure (in tal caso ha diritto a pretendere un aumento). Si pensi anche all’ipotesi del figlio che decide di andare a vivere da solo perché ha raggiunto l’indipendenza, circostanza che fa cessare del tutto il mantenimento a suo favore.

Per ottenere una modifica dell’assegno divorzile o di mantenimento è necessario rivolgersi al giudice che dovrà modificare il suo precedente provvedimento. Non è possibile decidere autonomamente di ridurre o cessare il versamento del contributo.

Se il figlio va all’università la madre può chiedere un aumento del mantenimento?

Titolare dell’assegno di mantenimento per il figlio è sempre il genitore con cui questi convive, almeno fino a richiesta del primo di percepire direttamente la somma (richiesta che però può essere fatta solo a partire da quando diventa maggiorenne).

Pertanto la madre ha diritto a chiedere un aumento dell’assegno se mutano le esigenze del figlio. Secondo la Cassazione una delle valide ragioni che fa giustamente scattare l’aumento del mantenimento per il figlio è quando questi decide di intraprendere il percorso universitario data la sopravvenienza di nuove spese come quelle per le tasse, i libri, le spese di viaggio.

Fra l’altro, non c’è bisogno di un preventivo accordo tra genitori sulla scelta di iscriverlo all’ateneo, essendo una fase necessaria per la sua crescita cui nessuno dei due genitori si può sottrarre.

Posso pagare il mantenimento direttamente al figlio?

Il genitore non può autonomamente decidere di versare il mantenimento al figlio divenuto maggiorenne se non è lui a farne espressa richiesta. In assenza di ciò, egli è obbligato a versarlo direttamente alla madre con cui vive.

note

[1] Cass. sent. n. 21726/18 del 6.09.2018.

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