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Badante e colf: differenza e inquadramento

5 Ott 2018 | Autore:


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Lavoratori domestici: come devono essere inquadrate colf e badanti, quale stipendio, quale orario, adempimenti.

 Devi assumere una badante o una colf? Devi sapere che la categoria alla quale appartengono colf e badanti è la stessa: si tratta di una particolare categoria di lavoratori dipendenti, i collaboratori domestici. I lavoratori domestici prestano la propria opera per il funzionamento della vita familiare, con continuità e nell’abitazione del datore di lavoro (esclusi sporadici casi di distacco). Il datore di lavoro può essere un privato, una famiglia o una comunità stabile senza fini di lucro. Ma come devono essere assunte la colf e la badante, qual è il loro corretto inquadramento? L’inquadramento, cioè il livello al quale la colf o la badante deve essere assunta, dipende sia dalle mansioni che andrà a svolgere, che dall’esperienza e dalle responsabilità delle quali è investita. In parole semplici, la badante non ha, di per sé, il diritto di essere inquadrata a un livello più alto rispetto alla colf (la badante non può, però, essere inquadrata nei due livelli più bassi), né vale il contrario, ma il livello di appartenenza dipende dall’esperienza, dalle mansioni che si devono svolgere in concreto e dalle responsabilità. Per quanto riguarda lo stipendio, poi, questo cambia non soltanto in relazione al livello, ma anche all’orario di lavoro, allo svolgimento di lavoro notturno, straordinario, festivo, etc. Facciamo allora il punto su badante e colf: differenza e inquadramento, stipendio, orario di lavoro, mansioni.

Come si inquadrano colf e badanti?

La retribuzione non è uguale per tutti i collaboratori familiari, ma cambia a seconda del livello d’inquadramento. L’inquadramento del lavoratore domestico dipende sia dalle mansioni svolte, che dalla qualifica acquisita dal lavoratore, dalla convivenza o meno con la famiglia e dall’orario di lavoro.

In particolare, la prestazione di lavoro domestico può essere resa in regime di:

  • convivenza, che a sua volta può essere:
    • a servizio intero;
    • a servizio ridotto, per lavoratori inquadrati nei livelli C, B e B Super e studenti di età compresa fra i 16 e i 40 anni;
  • non convivenza, a tempo pieno o parziale.

Il lavoratore domestico può essere assunto a tempo indeterminato o determinato, anche col contratto di somministrazione. Se la prestazione non è resa in modo continuativo ma occasionale, è possibile utilizzare il Libretto famiglia.

Che differenza c’è tra colf e badante?

Generalmente, è chiamata colf la lavoratrice che si occupa delle normali incombenze quotidiane che riguardano l’abitazione familiare (pulizia, commissioni, talvolta cucina…), mentre la badante è chi assiste una persona del nucleo familiare. Non esiste un inquadramento specifico per la colf diverso da quello della badante, ma la categoria in cui inquadrarle dipende dalle specifiche mansioni e dall’esperienza.

Quali sono i livelli di inquadramento di colf e badanti?

A seconda delle mansioni svolte e del grado di specializzazione, colf e badanti sono inquadrate in quattro livelli:

  • A e AS: sono inquadrati nei livelli A e A Super i collaboratori familiari generici, non addetti all’assistenza di persone, sprovvisti di esperienza professionale o con esperienza sino a 12 mesi; rientrano in questi livelli anche i lavoratori con maggiore esperienza che, tuttavia, svolgono le mansioni indicate a livello esecutivo e sotto il diretto controllo del datore di lavoro; le badanti, dunque, non possono essere inquadrate in questi livelli;
  • B e BS: sono inquadrati in questi livelli i collaboratori familiari che, in possesso della necessaria esperienza, svolgono con specifica competenza le proprie mansioni, anche se soltanto a livello esecutivo; possono essere inquadrati nei livelli B e BS, ad esempio, le badanti che assistono persone autosufficienti;
  • C e CS: sono inquadrati nei livelli C o C Super i collaboratori familiari che possiedono conoscenze di base sia teoriche che tecniche, relative allo svolgimento delle mansioni assegnate; i lavoratori devono essere in grado di operare con totale autonomia e responsabilità; può essere inquadrata nel livello CS, ad esempio, la badante non specificamente formata che assiste persone non autosufficienti;
  • D e DS: si tratta di collaboratori familiari che, in possesso dei necessari requisiti professionali, svolgono mansioni che richiedono responsabilità, autonomia decisionale o coordinamento, come l’assistenza specifica di persone non autosufficienti; è inquadrato nel livello D, ad esempio, chi lavora come maggiordomo, governante o capo cuoco, e nel livello DS la badante appositamente formata che assiste persone non autosufficienti.
  • Se la badante è assunta per sostituire, durante i giorni di riposo, uno o più lavoratori a tempo pieno addetti all’assistenza di persone non autosufficienti, inquadrati nei livelli CS o DS, deve essere a sua volta inquadrata nei livelli CS o DS.

Come devono essere retribuite colf e badanti?

Per quanto riguarda lo stipendio di colf e badanti, il contratto collettivo applicato ai lavoratori domestici prevede dei livelli minimi, che dipendono dall’inquadramento e dall’anzianità di servizio.

La retribuzione, nel dettaglio, comprende:

  • il minimo contrattuale, che viene rivalutato ogni anno (la rivalutazione sostituisce l’indennità di contingenza);
  • gli scatti di anzianità: questi maturano ogni 2 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro, possono essere al massimo 7 e sono retribuiti in misura pari al 4% del minimo [2];
  • un’eventuale indennità sostitutiva di vitto e alloggio;
  • un eventuale superminimo.

La retribuzione, a seconda del tipo di contratto di lavoro e dell’inquadramento, può essere mensile o oraria.

Qual è lo stipendio mensile minimo di colf e badanti?

Di seguito, lo stipendio minimo mensile dei lavoratori domestici (i valori si riferiscono all’anno 2018), che varia a seconda del livello d’inquadramento:

  • Livello A: 629,15 euro mensili
  • Livello AS: 743,55 euro mensili;
  • Livello B: 800,74 euro mensili;
  • Livello BS: 857,94 euro mensili;
  • Livello C: 915,15 euro mensili;
  • Livello CS: 972,33 euro mensili;
  • Livello D: 1.143,91 euro mensili;
  • Livello DS: 1.201,11 euro mensili;

Qual è la paga oraria minima di colf e badanti?

Di seguito, la paga oraria minima di colf e badanti, a seconda del livello d’inquadramento:

  • Livello A: 4,57 euro
  • Livello AS: 5,39 euro;
  • Livello B: 5,72 euro;
  • Livello BS: 6,06 euro;
  • Livello C: 6,4 euro;
  • Livello CS: 6,74 euro;
  • Livello D: 7,78 euro;
  • Livello DS: 8,12 euro;

Qual è la paga per l’assistenza notturna?

Di seguito, la paga per le badanti che prestano assistenza notturna, che varia a seconda del livello d’inquadramento:

  • assistenza notturna autosufficienti, lavoratori livello BS; 986,62 euro mensili;
  • assistenza notturna non autosufficienti, lavoratori livello CS: 1.118,18 euro mensili;
  • assistenza notturna non autosufficienti, lavoratori livello DS: 1.381,30 euro mensili;
  • assistenza a persone non autosufficienti, con prestazioni limitate alla copertura dei giorni di riposo dei lavoratori titolari:
    • lavoratori livello CS: 7,26 euro all’ora;
    • lavoratori livello DS: 8,78 euro all’ora;
  • retribuzione della sola presenza notturna: 660,61 euro mensili.

Qual è l’indennità di vitto e alloggio?

In determinati casi, quando alla colf o alla badante non può essere somministrato il vitto o fornita la disponibilità dell’alloggio, pur avendone diritto, la lavoratrice ha diritto all’indennità sostitutive di vitto e alloggio. L’indennità di vitto e alloggio, per colf e badanti, è pari a 5,53 euro al giorno (i valori sono rivalutati annualmente), così suddivisi:

  • 1,93 euro per il pranzo;
  • 1,93 euro per la cena;
  • 1,67 euro per l’alloggio.

Qual è l’orario di lavoro di colf e badanti?

Secondo il contratto collettivo dei lavoratori domestici, l’orario giornaliero di lavoro di colf e badanti non può superare:

  • 10 ore (non consecutive) se assunte come conviventi a servizio intero;
  • 10 ore non consecutive al giorno su 3 giorni settimanali se assunte come conviventi a servizio ridotto, oppure le ore lavorative devono essere collocate dalle 6 alle 14 o dalle 14 alle 22;
  • 8 ore (non consecutive) distribuite su 5 o 6 giorni se assunte come non conviventi.

Il riposo giornaliero, per colf e badanti, come per la generalità dei lavori dipendenti, deve essere almeno di 11 ore consecutive. Alle badanti e alle colf conviventi spettano anche 2 ore al giorno non retribuite (le ore spettano nel caso in cui l’orario giornaliero non sia interamente collocato dalle 6 alle 14, o dalle 14 alle 22), durante le quali la lavoratrice può uscire dall’abitazione del datore di lavoro.

Secondo il contratto collettivo dei lavoratori domestici, l’orario settimanale di lavoro di colf e badanti non può superare:

  • 54 ore se assunte come conviventi a servizio intero;
  • 30 ore se assunte come conviventi a servizio ridotto;
  • 40 ore se assunte come non conviventi.

I riposi settimanali di colf e badanti devono essere almeno pari a:

  • 36 ore, di cui 24 ore di domenica, e 12 ore in altro giorno della settimana (concordato tra le parti), nel quale si deve prestare attività per un numero di ore non superiore alla metà della durata normale giornaliera, per le conviventi a servizio intero;
  • 24 ore di domenica, per le non conviventi;

i riposi possono essere variabili in base alla distribuzione settimanale, per le conviventi a servizio ridotto.

Se la badante, o la colf, professa una fede religiosa che prevede la solennizzazione in giorno diverso dalla domenica, le parti possono accordarsi per sostituire la domenica con altra giornata.

Come si assumono colf e badanti

Una volta concordate le mansioni, il livello d’inquadramento e l’orario lavorativo, il datore di lavoro domestico ha l’obbligo di consegnare al lavoratore domestico, prima dell’inizio dell’attività, un contratto di lavoro (la cosiddetta lettera di assunzione) col seguente contenuto:

  • data di inizio del rapporto di lavoro;
  • retribuzione;
  • mansioni e livello di appartenenza;
  • eventuale convivenza;
  • orario di lavoro, compresa la collocazione della mezza giornata di riposo settimanale aggiuntiva rispetto alla domenica o a un diverso festivo (ad esempio, per altra fede religiosa);
  • retribuzione pattuita;
  • contribuzione di assistenza contrattuale (Cassa Colf);
  • luogo di svolgimento dell’attività lavorativa, ed eventuali previsioni di temporanei spostamenti (villeggiatura o altri motivi legati alla famiglia);
  • periodo di ferie annuali.
  • eventuale durata del periodo di prova;
  • ulteriori clausole specifiche.

Anche per colf e badanti, come per la generalità dei lavoratori domestici, è obbligatoria la comunicazione di assunzione preventiva, da presentare all’Inps entro le ore 24 del giorno precedente (festivi compresi) a quello di inizio del rapporto lavorativo. La comunicazione vale anche nei confronti dei servizi competenti, del Ministero del Lavoro, dell’Inail e della Prefettura.

L’obbligo della comunicazione vale anche per il periodo di prova, a prescindere dalla durata del lavoro, della sua saltuarietà, e dal fatto che il lavoratore sia già assicurato per altre attività o titolare di pensione.

L’assunzione può essere comunicata tramite:

  • sito web dell’Inps, utilizzando l’apposita procedura Internet di compilazione e invio on-line, qualora si possieda il pin per l’accesso ai servizi;
  • contact center Inps, al numero 803.164 da rete fissa, o al numero 06164164 da rete mobile.

Ci si può, in alternativa, avvalere di intermediari o patronati.

note

[1] DL 50/2017.

[2] Art.36 Ccnl Lavoro domestico.


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