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I Comuni devono piantare un albero per ogni neonato: in vigore la legge

Pubblicato il 19 febbraio 2014

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> Pubblicato il 19 febbraio 2014

La nuova norma che impone ai Comuni di piantare un albero per ogni bambino è diventata obbligatoria circa un anno fa, ma ancora i Comuni non hanno comunicato alcun adeguamento. Istituita la “giornata degli alberi”.

 

E’ entrata in vigore lo scorso 16 febbraio 2013 la legge [1] che ha obbligato ogni Comune a piantare, entro sei mesi, un albero per ogni bambino nato o adottato nel Comune stesso. Una norma che, a quanto sembra, è rimasta programmatica, perché nessun ente locale sembra essersi, ad oggi, ancora adeguato.

Ricordiamo che dovevano essere poi le Regioni e le Province autonome a individuare le specie arboree più consone alle caratteristiche del clima, tipo di terreno e paesaggio dei luoghi.

Le nuove misure, volte a incentivare lo sviluppo di spazi verdi urbani, hanno anche istituito la “Giornata nazionale degli alberi” fissata per il 21 novembre di ogni anno.

E se il Comune non adempie all’obbligo? Entro il 31 dicembre di ogni anno l’ente territoriale dovrà disporre delle varianti urbanistiche per assicurare il rispetto delle quantità minime di spazi pubblici riservati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggi in rapporto agli insediamenti residenziali e produttivi.

A controllare il rispetto della legge sarà il Comitato per lo Sviluppo del verde pubblico, istituito presso il Ministero dell’Ambiente.

Gli alberi non sono solo elementi di arredo delle nostre città. Per quanti fossero al “verde” di nozioni ambientalistiche, ricordiamo infatti che un singolo albero è in grado di fornire ossigeno per 10 persone e di assorbire, a seconda delle dimensioni, da 7 a 12 kg di emissioni di CO2 all’anno. Gli alberi, inoltre, riducono l’inquinamento acustico.

Il nostro Paese perde suolo verde alla velocità di 8 metri quadrati al secondo! Un dato davvero allarmante.

Il ritmo degli ultimi cinque anni è il più veloce di quelli registrati negli ultimi 50. Il picco però è stato negli anni ’90, in cui si sfiorarono i 10 mq al secondo. I risultati sono stati resi noti ieri dallo studio dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra).

Secondo un antico detto cinese, un uomo è pronto per morire solo dopo aver fatto un figlio, scritto un libro e piantato un albero. Chissà che, invece, gli alberi non ci salvino proprio dalla morte.


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12 Commenti

  1. Secondo noi la legge dell’On. Cosenza potrebbe essere dannosa nella sua applicazione…….alberi piantati di fretta e senza sapere bene dove possono creare problemi paesaggistici anche se vanno a risolvere in parte quelli ambientali.

    http://wp.me/pQva8-2cj

  2. Rispondendo a Francesco: per quanto, come sostiene Pietro, piantare un albero è in genere una buoan cosa, mi auguro che ciò incentivi i Comuni e gli enti territoriali a sviluppare maggior attenzione e agire con maggior cura e ampiezza di pensiero nel progetto urbanistico degli spazi verdi, che ad oggi sono spesso se non sempre considerati spazi di risulta.

  3. probabilmente non sì dovrà correre a.piantare un albero “ogni volta”che nasce un bimbo,immagino sì conteranno i nati a fine anno e sì piantera un numero uguale di alberi in zone predisposte.almeno lo spero…

  4. Bellissima notizia; e bellissimo sito 🙂
    Manca però una categoria! Donne. O anche .. Diritti delle donne e antiviolenza
    Possiamo sperare che la inserirete? Grazie!

    In tal caso, saremo felici di inserire il vostro sito anche nella nostra mappatura
    http://www.retedelledonne.org/mappatura

  5. Sono un consigliere comunale di minoranza di un paese in provincia di Latina. E’ vero che a volte può essere dannoso operare scelte frettolose però nessuno dice che bisogna improvvisare. Per esempio, da noi proprio domani in consiglio comunale è in discussione il piano di assestamento forestale, un vero e proprio piano regolatore per i boschi, e io chiederò alla maggioranza, anche in virtù dell’importante notizia pubblicata su questo sito, di compensare il diradamento forestale (cioè il taglio) con la messa a dimora di nuove piante proprio con il principio dell’1-1 (una pianta tagliata dove necessario=una pianta installata dove necessario).

  6. Se ci e/o vi soffermate a leggere, c’è scritto che il
    Comune ha 6 mesi di tempo per piantarlo, quindi non sussiste il timore della fretta.

  7. Mi sto ponendo diverse domande:Le famiglie dei nuovi nati saranno informate?
    Ci saranno degli spazi già predisposti dai Comuni?
    I cittadini potranno chiedere di piantare gli alberi in luoghi da loro scelti?
    Le scuole potranno richiedere di piantare gli alberi al loro interno?
    Conoscendo le lungaggini burocratiche e le difficoltà di raccordo fra diversi enti,In quale fase intervengono la Provincia e la Regione? E con quali modalità?
    I costi chi li sopporterà?
    Il controllo come avviene?
    Non ho ancora letto il testo di legge
    e mi auguro di trovarvi le risposte.

  8. Nella nuova Provincia di Fermo si e’ già avuta, circa quindici anni orsono, l’esperienza di piantare un albero per ogni neonato. Il Comune di Monterubbiano,probabilmente l’unico della ex Provincia di Ascoli Piceno,ha fatto piantare circa 15 alberi di alto fusto nel lato nord del proprio cimitero cittadino,dove oggi se ne contano appena un paio,poiché tutti gli altri sono deperiti per mancanza di acqua e cure appropriate. Che l’esempio sia di monito !

  9. bella notizia sicuramente………….avrebbe avuto + successo sicuramente se ogni comune avesse piantato un albero per ogni decesso!!!!

  10. mah che dire dei comuni montani che tagliano alberi a tutto spiano per fare piste da sci che saranno utilizzati solo alla sabato e domenica

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