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Ladri in casa: come spaventarli con WhatsApp

9 settembre 2018


Ladri in casa: come spaventarli con WhatsApp

> Cultura e società Pubblicato il 9 settembre 2018



Un gruppo WhatsApp per mettere in fuga i criminali e gli svaligiatori.

La nuova tecnologia ha, sino ad oggi, aiutato molti criminali ad entrare nei nostri appartamenti. Non è un mistero che i social network come Facebook vengano utilizzati dai malintenzionati per capire le nostre abitudini. Basta una foto su Facebook, caricata da una località balneare, per intuire che in casa non c’è nessuno. E così i ladri fanno razzia. È capitato anche ad artisti famosi, svaligiati durante i concerti o le vacanze in Sardegna per colpa delle foto diffuse dai rotocalchi. Ogni giorno che pubblichiamo un nuovo post, per vanità o protagonismo, forniamo briciole di noi, delle nostre vite e degli orari che rispettiamo, di dove andiamo, cosa facciamo, con chi siamo. È davvero strano: a nessuno verrebbe mai di spiattellare, in mezzo a una piazza, che sta partendo e lasciando la casa libera; eppure lo si fa sul web che è ancora più ampio e “rumoroso” di una via cittadina. La buona notizia è però che la stessa tecnologia usata contro di noi può essere impiegata contro i malviventi. Ad esempio è possibile spaventare i ladri in casa con WhatsApp. Il metodo è semplice, anzi banale, realizzabile da chiunque in pochi minuti. A ideare questa soluzione è stato per primo Lorenzo Cipriani, un cittadino comune che viveva in uno stabile interessato spesso dalle visite dei topi di appartamento. È stato intervistato sulle pagine di «Soluzioni digitali», un mensile dedicato a chi ama la tecnologia, gli smartphone e tutto ciò che ruota intorno al web (la cui lettura consigliamo a tutti gli appassionati).

Lorenzo ha fatto la scoperta dell’acqua calda. Ma è proprio nella semplicità delle cose che, a volte, si nasconde il genio. Non a caso le invenzioni e le soluzioni più innovative partono proprio da lì. Ecco dunque qual è il sistema per spaventare i ladri in casa con WhatsApp.

Il gruppo di WhatsApp dei condomini

Molti condomini si stanno già organizzando in gruppi su WhatsApp ma lo scopo è diverso. Di solito sono gestiti dall’amministratore che utilizza la chat per comunicare ai condomini le questioni più importanti ed urgenti, per raccogliere consensi e pareri preliminari prima di discuterli in assemblea, per ricevere segnalazioni in merito al mancato funzionamento dei servizi. A volte invece sono gli stessi condomini a costituire spontaneamente gruppi su WhatsApp, in modo da coordinarsi in merito a ciò che bisogna chiedere o contestare all’amministratore, per organizzarsi e coordinarsi. Lorenzo Cipriani ha invece pensato di usare WhatsApp per spaventare i ladri. E c’è riuscito. Il vantaggio è che questo sistema è sicuramente più immediato di una telefonata alla polizia che, coi tempi che corrono, avrebbe grosse difficoltà a garantire un pronto intervento. Nel frattempo i ladri sono scappati con tutta la refurtiva. Non c’è che dire: l’unica garanzia è quindi usare internet come mezzo di comunicazione più efficiente e immediato. Come?

Il punto di partenza su cui si basa l’idea è che un palazzo non è mai completamente vuoto. Quando si va in vacanza c’è sempre qualcuno che resta e, di certo, i ladri non amano essere in compagnia quando operano. Il secondo presupposto su cui si basa l’idea è l’immediatezza della comunicazione garantita dalla chat telefonica rispetto a tutte le altre oggi in circolazione (gruppi Facebook, Messenger, email): un’arma come questa può diventare un potente strumento per unire i condomini contro lo stesso nemico. E si sa: l’unione fa la forza. Sempre.

Come usare WhatsApp contro i ladri

Ecco che allora Cipriani bussa alla porta di tutti i condomini e chiede loro il numero di cellulare e il consenso per inserirli nel gruppo chiuso su WhatsApp del loro condominio. Il funzionamento del sistema è presto spiegato:

  • un ladro o uno sconosciuto entra nello stabile e, quatto quatto, si introduce in un appartamento o nei garage;
  • il primo che sente un rumore sospetto scrive sul gruppo WhatsApp per avvisare gli altri;
  • tutti i condomini ricevono la segnalazione e, se sono in casa, si affacciano sulle scale e iniziano a far rumore;
  • i ladri si rendono conto di essere stati scoperti e scappano spaventati dalla presenza dei condomini sui pianerottoli e per le scale, senza aver il tempo di prendere la refurtiva.

WhatsApp contro i ladri funziona?

Lorenzo, riferisce a «Soluzioni Digitali», è già riuscito in questo modo a sventare un tentativo di furto. Dopo poco tempo dalla creazione del gruppo, mentre il proprietario di un appartamento si trovava fuori, uno dei condomini ha sentito degli strani rumori in corrispondenza del suo immobile. Fa subito partire il messaggio sul gruppo. La risposta dei vicini è tempestiva: tutti si riuniscono all’interno dell’edificio, parlano e gridano ad alta voce, escono dai pianerottoli e fanno rumore. Il baccano così prodotto mette in fuga i ladri che così non sono riusciti a prendere neanche un foglio di carta.

Ovviamente il gruppo non è collegato con le forze dell’ordine, ma non c’è miglior antifurto di un numero di persone agguerrite come gli stessi proprietari delle case. E poi c’è sempre la possibilità di fare una telefonata al 113.

La difesa del vicinato è presidiata spesso anche dai gruppi di quartiere. C’è poi la Social Street, un’idea semplice ma originale. Se Facebook viene usato per mettere in contatto persone che abitano dai lati opposti del mondo può tantoppiù essere impiegato per unire chi sta vicino. Così vengono creati gruppi tra gli abitanti dello stesso quartiere o della stessa strada: persone che non si sono mai viste nella propria vita ma che in tal modo iniziano a conoscersi e a salutarsi sotto casa come amici di vecchia data. Un modo per socializzare e sentirsi meno soli.

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11 Commenti

  1. idea carina ma articolo con grossa imprecisione, il 113 non esiste più ormai si deve chiamare il numero unico 112

  2. non mi sembra così efficace,
    diventa semplicemente un nuovo tipo di allarme antifurto

    innanzitutto bisogna avere la collaborazione dei condomini (cosa rara al giorno d’oggi viste le guerre durante le riunioni)

    inoltre i ladri si fanno decisamente silenziosi e lavorano di notte quando gli altri dormono, ritengo difficile riuscire a coglierli al momento giusto

  3. Certo che più minchiate scritte così, non li ho mai lette, le forze dell’ordine impiegano troppo tempo per arrivare, il motivo è solo questo inizialmente perchè, basta farsi istallare una telecamera a circuito chiuso dal costo medio di 50/60 euro e quando entrerà il ladro trasmette un allarme al cellulare dell’interessato che non dovrà fare altro che comunicare al 112/113 ciò che sta avvenendo in casa sua, avrà immagini relative all’intrusione e tutto il resto perchè rimane registrato nel tuo cellulare.In poche parole rimane importante solo la celerità delle forze dell’ordine.

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