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Lo sai che? Nessun passaporto al minore se l’altro coniuge separato non autorizza

Lo sai che? Pubblicato il 6 febbraio 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 febbraio 2013

Per il rilascio del passaporto del figlio minore c’è sempre bisogno del consenso di entrambi i genitori separati: ecco tutte le regole pratiche per portare all’estero il proprio figlio quando si è separati.

Ci vuole il consenso di entrambi i genitori separati per il rilascio del passaporto al figlio minore. Lo ha detto ieri la Cassazione [1], che ha rigettato la richiesta di un passaporto -presentata dal papà di un bimbo di due anni – per via del fatto che la moglie, con cui era in corso la causa di separazione, si era rifiutata al rilascio.

La legge non può essere rilasciato il passaporto al minore figlio di separati su richiesta di un solo coniuge, se l’altro non da l’assenso o addirittura si oppone. L’autorizzazione, infatti, al rilascio del documento è subordinata alla valutazione dell’interesse del bambino, specie in caso di contrasti tra i genitori.

Nuove regole per passaporti

Ricordiamo che dallo scorso 26 giugno anche i figli minorenni devono avere un proprio documento valido per l’espatrio (carta di identità o passaporto), per viaggiare in Europa o nel resto del mondo. Per uscire dall’Italia, quindi, non basta più che il minore sia iscritto nel passaporto del genitore. Ne serve uno tutto suo.

Per i genitori separati o divorziati, il modo più semplice per ottenere il passaporto è che entrambi i genitori siano presenti quando si fa la richiesta del documento, per firmare l’assenso all’espatrio.

Se uno dei due genitori è impossibilitato a presentarsi per la dichiarazione, chi ne fa richiesta (madre o padre) può allegare una fotocopia del documento dell’altro coniuge coniuge o genitore naturale, firmato in originale con una dichiarazione scritta di assenso all’espatrio (ai sensi del Dpr 445 del 2000 legge Bassanini).

Quando non c’è accordo tra i genitori (ossia quando uno dei due si oppone a dare l’assenso all’espatrio del figlio minore) ci si deve rivolgere al Giudice Tutelare (bisogna recarsi presso la Cancelleria del Tribunale di residenza) per avere il nullaosta all’espatrio, da presentare poi alla Questura all’atto della richiesta del passaporto o della carta di identità.

Considerati i tempi non brevi della procedura, è necessario presentare la domanda con largo anticipo.

note

[1] Cass. sent. n. 2696 del 5.02.2013.


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