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Invalidità al 75%: quando si ha diritto all’assegno di invalidità

29 Settembre 2018


Invalidità al 75%: quando si ha diritto all’assegno di invalidità

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 Settembre 2018



Sono invalido al 75% e non posso lavorare per via di un’artrite deformante alle mani e ai piedi. Dal punto di vista economico ho diritto solo all’ assegno dell’Inps? 

Con un’invalidità riconosciuta del 75% il lettore può godere dei seguenti benefici: 

– se è in possesso dei requisiti contributivi minimi, ha innanzitutto diritto all’assegno ordinario di invalidità (aoi). Nello specifico, per accedere all’aoi si devono possedere, in una delle gestioni facenti capo all’Inps (fondo pensione lavoratori dipendenti, artigiani, commercianti, coltivatori, gestione Separata, ex Inpdap, ex Enpals) almeno cinque anni di contributi, di cui tre versati nell’ultimo quinquennio. L’assegno è calcolato in base ai contributi versati, come se si trattasse della pensione, ma senza maggiorazioni (come invece avviene per la pensione per assoluta e permanente inabilità a qualsiasi attività lavorativa), e viene ridotto se il reddito supera di quattro volte il trattamento minimo. L’assegno ordinario d’invalidità è compatibile con l’attività lavorativa, al contrario della pensione per assoluta e permanente inabilità; 

– se non si possiedono i requisiti contributivi sopra indicati, si può aver diritto all’assegno di assistenza (noto come pensione di invalidità civile), che spetta al lettore se il suo reddito è inferiore a 4.805,19 euro. Al compimento dell’età pensionabile, la pensione d’invalidità civile viene convertita in assegno sociale; 

– al di fuori dei benefici economici, con il 75% di invalidità ha anche diritto all’esenzione totale dal ticket sulle prestazioni specialistiche e di diagnosi strumentale; 

– ha diritto al beneficio pensionistico dei contributi figurativi, o maggiorazione contributiva: per ogni anno lavorato alle dipendenze di un datore di lavoro pubblico o privato sono accreditati due mesi di contributi figurativi in più, sino ad un massimo di cinque anni. La maggiorazione è utile anche per raggiungere il requisito contributivo, o la maggiore anzianità in assenza del requisito anagrafico, per la pensione di anzianità o anticipata; 

– con invalidità al 75% il lettore può anche fruire di un congedo per cure relative all’infermità riconosciuta, per un periodo non superiore a trenta giorni l’anno; 

– ha inoltre la possibilità di usufruire del collocamento mirato. Si tratta dell’accesso ai servizi di sostegno e di collocamento dedicati alle categorie protette: per usufruirne, è necessario recarsi presso il centro per l’impiego, presentando, oltre al verbale di invalidità, la relazione conclusiva rilasciata dalla preposta Commissione dell’Asl. L’invalido al 75% può, inoltre, essere incluso dall’azienda nelle quote di riserva relative alla legge sul collocamento obbligatorio, cioè nei posti che l’azienda deve per legge mettere a disposizione delle categorie protette; 

– l’invalido al 75% ha diritto a protesi ed ausili eventualmente necessari per la patologia riconosciuta nel verbale di accertamento della commissione medica. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva



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