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Lavoro temporaneo all’estero e contratto di locazione

5 Ottobre 2018
Lavoro temporaneo all’estero e contratto di locazione

Ho un contratto di locazione 4+4 intestato a me e al mio compagno. A settembre mi trasferirò per un anno a Londra per lavoro con regolare contratto di assunzione. Dovrò pagare un affitto anche lì- Dovrò pagare due affitti contemporaneamente, inviando soldi in Italia (soldi del mio stipendio inglese) per mantenere l’affitto che ho in Italia? È legale pagare un affitto, anche se non si è fisicamente presente, per mantenere la casa in cui ritornerò a vivere dopo un anno a Londra? Specifico che non sono residente fiscalmente a Roma dove vivo, ma in Puglia. Immagino anche che dovrò presentare la Dichiarazione dei Redditi sia in Italia, sia in UK, dichiarando affitto e tasse da lavoro dipendente.

Non esiste alcun divieto di stipula e di efficacia di contratti di locazione cumulativi nel nostro ordinamento.

Non sono pochi i soggetti che, lavorando fuori sede, sono infatti obbligati – in mancanza di una casa di proprietà – a sostenere il peso di due affitti, quello stipulato presso la città natale e quello presso la sede di lavoro.

Sarebbe incostituzionale da parte del legislatore obbligare qualcuno a limitare i contratti ai luoghi di dimora, poiché in violazione del diritto di libertà della persona oltre che al domicilio che, secondo la Costituzione, non può essere violato.

Diversamente, è vietata la doppia residenza fiscale, ma per il semplice motivo per cui essa comporta una serie di effetti:

– l’iscrizione alla lista elettorale di quel determinato Comune;

– la scelta del medico di famiglia;

– gli adempimenti da svolgere in caso di matrimonio;

– la ricezione di raccomandate o di atti giudiziari;

– la competenza dei tribunali e degli uffici giudiziari in generale;

– la ricezione di certificati anagrafici;

– la possibilità di accedere ai servizi demografici del proprio Comune.

E non è di certo ammesso il moltiplicarsi di questi effetti, per ovvie ragioni di opportunità giuridico-fiscale.

Ovviamente, con riguardo alla questione dichiarazione fiscale, la lettrice dovrà presentare la relativa comunicazione in Gran Bretagna per i redditi da lavoro e in Italia per gli altri redditi prodotti all’interno del nostro Paese.

E questo è previsto dal principio di territorialità fiscale, secondo cui ogni reddito deve essere dichiarato presso il Paese in cui è sorto, salvo la presenza di convenzioni internazionali intervenute tra i due Paesi.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla



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